I fratelli Coen hanno presentato a Venezia il loro nuovo, atteso lavoro, The Ballad of Buster Scruggs, un film antologico western che sarà disponibile su Netflix. Nel cast compaiono anche Liam Neeson, James Franco e Tom Waits.
The Ballad of Buster Scruggs: sinossi

The Ballad of Buster Scruggs: le nostre impressioni da Venezia 75
Sei storie per raccontare il vecchio West, sei episodi in cui troviamo situazioni e personaggi appartenenti al genere western. Non poca è stata la confusione precedente alla presentazione in anteprima riguardo l’entità del nuovo lavoro della coppia di fratelli più famosa del cinema contemporaneo (una serie? una miniserie? un film da cui sarebbe nata una serie Netflix?). Le aspettative erano piuttosto alte, soprattutto per chi ne conosce l’opera, integralmente o parzialmente.

Difficile è anche valutare la performance dei personaggi che compaiono in scena per un tempo molto ristretto e che cambiano completamente da un episodio all’altro. Se l’idea era quella di rendere un omaggio ad un genere caduto negli ultimi anni in secondo piano, che racconta un mondo che non esiste più, il tentativo resta tuttavia un po’ claudicante e confuso, disorienta lo spettatore. Per carità, gli elementi del western ci sono tutti, anche troppi, ma – almeno alla sottoscritta – la motivazione di tali accostamenti risulta un po’ ardua da cogliere.
The Ballad of Buster Scruggs
valutazione globale - 6.5
6.5
Un'antologia confusa, un progetto organizzato troppo "grossomodo"
The Ballad of Buster Scruggs: dichiarazioni e curiosità da Venezia 75
Alla conferenza stampa di The Ballad of Buster Scruggs erano presenti i due fratelli Joel e Ethan Coen e gli attori Tim Blake Nelson, Bill Heck e Harry Melling.
Nonostante la nomea che si sono costruiti i Coen nel corso degli anni, l’attenzione del pubblico è stata letteralmente rapita dalla conferenza precedente di A Star Is Born, di e con Bradley Cooper e Lady Gaga.
Ciononostante le domande dei giornalisti non sono state poche e vertevano soprattutto sul filo rosso che dovrebbe collegare i sei episodi del film. Sulla genesi del progetto i Coen hanno raccontato che si tratta di storielle che hanno scritto nell’arco di 25 anni e che l’idea originaria era quella di realizzare un film per ciascun episodio. Successivamente si sono resi conto che, per quanto diversi, vertevano grossomodo sullo stesso argomento.

Allo stesso modo, i commenti sulla colonna sonora non sono stati proprio soddisfacenti: le canzoni dovevano legare tra di loro gli episodi? O contraddistinguere una storia dall’altra? A detta dei registi, prima avevano abbracciato un’idea, per poi propendere più per la seconda.
Ormai quasi rituale, è giunta anche per i Coen la fatidica domanda su Netflix, sulla quale hanno però espresso un’opinione più costruttiva e sicuramente più ottimista rispetto alle posizioni di molti loro colleghi. Per loro si tratta di un modo per mantenere viva l’arte del fare cinema, un modo diverso certo, ma in fondo “più si è, meglio è”.
Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv