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Alice nella città: il programma quasi completo della sezione indipendente

Finalmente il Festival del cinema di Roma sta arrivando, così come Alice nella città la sezione indipendente con una giuria di giovani selezionata appositamente per l’evento.

Alice nella città : l’organizzazione e la giuria

alice nella cittàSaranno 12 i film a partecipare al concorso Young/Adult, votati da un giuria composta da 27 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, selezionati su tutto il territorio nazionale. Grazie all’Intergruppo parlamentare della camera dei Deputati, il festival si arricchisce anche di una giuria di ragazzi di seconda generazione, che offriranno la propria sensibilità al concorso e proporranno recezioni per il blog del Festival.

Sarà inoltre proposta una proiezione speciale del film Heaven Will Wait della francesce Marie-Castille Mention-Schaar, con l’introduzione del On. Khalid Chaouki, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare.

“Il segno forte di questa selezione – ci racconta Gianluca Giannelli – è rappresentato dall’umanità profonda dei personaggi rispetto alla radicalità delle scelte che devono affrontare. Una risposta a chi li vorrebbe perfetti e allineati ad un mondo che fa del tutto per minare la loro stabilità e che non accetta il fatto che esistono delle pulsioni che possono far detonare una vita. Una reazione ad una spaventosa idea di purezza che nessuna esistenza può garantire.”

alice nella cittàI grandi temi della politica e del disagio familiare scorrono in molti dei titoli della selezione: “l’eterna giovinezza che possiede gli adulti – aggiunge Fabia Bettini – si ripercuote in coloro che giovani lo sono davvero, per privilegio o condanna d’anagrafe. Ancora una volta è l’individuo singolo a dover combattere, con tutta la forza di volontà, per guadagnarsi le istanze necessarie e basilari per il difficile percorso della crescita, nonostante il condizionamento dell’ambiente in cui vivono.”

Alice nella città: il programma… quasi completo! I film non europei…

Tre i film provenienti dagli Stati Uniti:

  • alice nella città3 Generations una famiglia quasi perfetta di Gaby Dellal con Naomi Watts, Elle Fanning e Susan Sarandon: un cast tutto al femminile per affrontare il difficile argomento dell’identità sessuale in età adolescenziale.
  • Captain Fantastic, diretto da Matt Ross con Viggo Mortensen nelle vesti di un padre fuori dal comune che guida la famiglia attraverso l’America, sottolineandone contraddizioni e dogmi. Il film, già selezionato al Sundance 2016 e presentato in concorso nella sezione Un Certain Regard a Cannes 2016 dove ha vinto il premio per la Migliore Regia, viene presentato (con una deroga al regolamento) ad Alice nella città in co-produzione con la Festa del Cinema di Roma.
  • Kubo e la Spada Magica lungometraggio d’animazione di Travis Knight, fondatore della LAIKA e produttore di successi come Paranorman e Coraline, qui per la prima volta dietro la macchina da presa, per raccontare una storia di leggende antiche; un affascinante viaggio iniziatico ricco di magia, dove però quello che si racconta è molto reale.

Dalla Nuova Zelanda arriva il regista Taika Waititi (regista del fortunatissimo Boy) con il suo ultimo lavoro Hunt for the  Wilderpeople.

… e quelli europei

alice nella cittàDal Regno Unito arriva London Town di Derrick Borte, film ispirato dalle musiche dei Clash che conta sull’interpretazione del promettente Daniel Huttlestone (Into the Woods e Les Miserables), che ha già confermato la sua presenza ad Alice durante i giorni del festival.

Da Cipro, Petros Charalombous presenta il suo esordio alla regia Boy on the Bridge basato sul romanzo di successo The Land of the Golden Apple di Eve Makis. Un film di grandi atmosfere dove l’amore ed i legami possono anche ‘costringere’ la vita di una famiglia.

Dalla Germania dopo il successo di La sposa turca e Soul Kitchen, Fatih Akin porta sul grande schermo Goodbye Berlin fortunato romanzo per ragazzi di Wolfganf Herrndorf pubblicato in Italia con il titolo Un estate lunga sette giorni.

Dalla Finlandia arriva Little Wing esordio alla regia di Selma Vilhunen già candidata premio Oscar per il suo corto Why do I have to take care of everything?.

Ancora una volta, il Belgio non smette di stupirci presentando due film che tolgono la pelle al reale: My First Highway; Mijke de Jong invece presenta Layla M., storia di un adolescente olandese-marocchina che si unisce a una cella islamista in Medio Oriente. La regista, durante la preparazione del film ha incontrato una giovane ragazza de-radicalizzata e ha preso spunto dalla sua storia personale per raccontare un argomento che mai come in questo momento sembra riguardare molte ragazze e ragazzi europei.

Gli ultimi due film di concorso saranno annunciati nei prossimi giorni.

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