The Place: Sinossi
Un uomo misterioso e senza nome (Valerio Mastandrea) è seduto al The Place, un bar in stile americano in un quartiere trafficato di Roma. La gente lo avvicina perché ha sentito che l’uomo ha un dono. Può risolvere i problemi: un genitore chiede la “grazia” per il figlio malato, una ragazza vuole essere più bella, una suora ha perso la propria fede. L’uomo può dare a queste persone quello che vogliono, ma a un prezzo molto alto. L’uomo fa una proposta: in cambio della realizzazione dei loro desideri, questi individui devono eseguire un compito spesso ingrato e ritornare da lui descrivendogli ogni in dettaglio delle azioni svolte. Dettagli che lui annota su un’agenda.
The Place: impressioni e commenti
La prima assonanza che viene subito alla mente, guardando questo film, è In Treatment, la serie di Sky con Castellitto, per il rapportarsi di un uomo che ascolta il prossimo con i disagi delle persone che gli stanno davanti. A differenza della serie TV, il film, liberamente tratto dal fantasy drama The Boot at the End (2010) creato da Christopher Kubasik, ha un approccio differente.

La faccia sempre impassibile del protagonista, davanti ai dubbi degli avventori, lascia lo spettatore nel dubbio: chi è dunque quest’uomo: Dio? Il diavolo? Oppure rappresenta la coscienza, le nostre paure?
Libero arbitrio e questioni di moralità dunque, dietro questo dramma che solleverà non poche questioni e domande. Il pubblico che ha amato le commedie di Genovese fino a Perfetti Sconosciuti e il suo immancabile cast, rimarrà notevolmente diviso nel giudizio su The Place.
Per quanto riguarda la parte recitativa, possiamo dire che gli attori sono bravi ma non eccelsi. Alcuni molto intensi, come la bella Vittoria Puccini e Alessandro Borghi nel ruolo inedito di un non-vedente. Preziosa la craterizzazione di Giulia Lazzarini: una vecchina dall’apparenza innocua che stupisce anche il “diavolo” con la sua sagacia. Onesti infine, nella loro inevitabile romanità, Marco Grillini e l’ammiccante Sabrina Ferilli, mentre ho trovato assolutamente monotono (e monotòno) Valerio Mastandrea, nel tentativo di risultare spietato e oscuro.
The Place
valutazione globale - 5.5
5.5
Un fantasy dramma che solleva molte questioni morali
The Place: Giudizio in sintesi
Il film progredisce a un ritmo che oscilla tra suspense e situazioni prevedibili, in un crescendo di drammaticità blandito tuttavia dal volto costantemente (e volutamente) inespressivo di Valerio 
C’è da chiedersi se l’intento del regista non sia poi quello di portare lo spettatore verso un autoanalisi; Genovese, un regista-sciamano che per anni ha fatto affezionare il grande pubblico alle sue commedie, oggi invita le masse – che accorreranno sulla fiducia a vedere anche questo suo ultimo film – a percorrere i meandri bui delle proprie convinzioni e a fare i conti con la propria moralità… Insomma, un compendio di terapia comportamentale in 105 minuti, al solo costo di un biglietto del cinema. Chapeau, Paolo Genovese!
Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv