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The Place: recensione del film di Paolo Genovese con Valerio Mastandrea

The Place: Sinossi

Un uomo misterioso e senza nome (Valerio Mastandrea) è seduto al The Place, un bar in stile americano in un quartiere trafficato di Roma. La gente lo avvicina perché ha sentito che l’uomo ha un dono. Può risolvere i problemi: un genitore chiede la “grazia” per il figlio malato, una ragazza vuole essere più bella, una suora ha perso la propria fede. L’uomo può dare a queste persone quello che vogliono, ma a un prezzo molto alto. L’uomo fa una proposta: in cambio della realizzazione dei loro desideri, questi individui devono eseguire un compito spesso ingrato e ritornare da lui descrivendogli ogni in dettaglio delle azioni svolte. Dettagli che lui annota su un’agenda.

The Place: impressioni e commenti

La prima assonanza che viene subito alla mente, guardando questo film, è In Treatment, la serie di Sky con Castellitto, per il rapportarsi di un uomo che ascolta il prossimo con i disagi delle persone che gli stanno davanti. A differenza della serie TV, il film, liberamente tratto dal fantasy drama The Boot at the End (2010) creato da Christopher Kubasik, ha un approccio differente.

the placeIl misterioso uomo che ascolta gli altri, non scrive su un foglio bianco, ma cambia e aggiunge annotazioni a quanto nella sua agenda sembra essere già scritto. Elemento questo che dà alla pellicola e all’operato dell’Uomo una venatura magica più che terapeutica. Ad ulteriore conferma di questo punto, nel film, si ritrovano elementi della Psicomagia e del Teatro Sciamanico di Alejandro Jodorosky. Gli attori sono chiamati a partecipare attivamente alla propria evoluzione uscendo dagli schemi e confrontandosi con i tabù sia individuali che sociali, fino a modificare le proprie convinzioni iniziali per inscenare soluzioni alternative.

La faccia sempre impassibile del protagonista, davanti ai dubbi degli avventori, lascia lo spettatore nel dubbio: chi è dunque quest’uomo: Dio? Il diavolo? Oppure rappresenta la coscienza, le nostre paure?

Libero arbitrio e questioni di moralità dunque, dietro questo dramma che solleverà non poche questioni e domande. Il pubblico che ha amato le commedie di Genovese fino a Perfetti Sconosciuti e il suo immancabile cast, rimarrà notevolmente diviso nel giudizio su The Place.

Per quanto riguarda la parte recitativa, possiamo dire che gli attori sono bravi ma non eccelsi. Alcuni molto intensi, come la bella Vittoria Puccini e Alessandro Borghi nel ruolo inedito di un non-vedente. Preziosa la craterizzazione di Giulia Lazzarini: una vecchina dall’apparenza innocua che stupisce anche il “diavolo” con la sua sagacia. Onesti infine, nella loro inevitabile romanità, Marco Grillini e l’ammiccante Sabrina Ferilli, mentre ho trovato assolutamente monotono (e monotòno) Valerio Mastandrea, nel tentativo di risultare spietato e oscuro.

The Place

valutazione globale - 5.5

5.5

Un fantasy dramma che solleva molte questioni morali

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The Place: Giudizio in sintesi

Il film progredisce a un ritmo che oscilla tra suspense e situazioni prevedibili, in un crescendo di drammaticità blandito tuttavia dal volto costantemente (e volutamente) inespressivo di Valerio the placeMastandrea. Un film molto statico, vista la natura claustrofobica della location dove si avvicendano solamente l’illuminazione, gli attori… e i pasti consumati da Mastandrea. Coraggiosa dunque questa prova per Genovesi che nel giro di pochi anni è passato dalla commedia all’italiana, alla piece comica alla francese, fino a questo film dolorosamente teatrale.

C’è da chiedersi se l’intento del regista non sia poi quello di portare lo spettatore verso un autoanalisi; Genovese, un regista-sciamano che per anni ha fatto affezionare il grande pubblico alle sue commedie, oggi invita le masse – che accorreranno sulla fiducia a vedere anche questo suo ultimo film – a percorrere i meandri bui delle proprie convinzioni e a fare i conti con la propria moralità… Insomma, un compendio di terapia comportamentale in 105 minuti, al solo costo di un biglietto del cinema. Chapeau, Paolo Genovese!

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