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Sully

Sully: la recensione del film di Clint Eastwood con Tom Hanks

SullyTitolo: Sully
Regia: Clint Eastwood
Paese: USA
Cast: Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney
Durata: 95′

 


Sully è sicuramente un buon film,  un film la cui ora e mezza di visione scorre via in modo piacevole, nonostante la trama sia molto semplice. Non si sente la pesantezza mai, nonostante le ripetizioni e le riproposizioni da diverse angolazioni di quanto già visto. Si lascia guardare nonostante la storia sia nota e non ci siano colpi di scena. Però si limita a questo, infarcendolo un po’ di patriottismo tout court, perché piloti, pompieri, capitaneria di porto, soccorritori sono tutti eroi, uomini semplici ma preparati, portavoci di un “viva l’America” senza se e senza ma.

Sully e la celebrazione della quotidiana epicità

Perché Sully è anche questo, la celebrazione dell’eroismo dell’uomo semplice, ma semplice fino ad un certo punto, perché si parla di uomini con anni di esperienza e preparazione, uomini che sanno quello che fanno e lo fanno con decisione ma senza clamore. Signori nessuno, che in pochi attimi agiscono e salvano vite, senza remore, senza chiedere nulla a nessuno e che rifuggono i riflettori e la notorietà anche dopo essere divenuti qualcuno.

SullySully vuole essere la celebrazione anche della normalità del bene, che nonostante si cerchi di dimostrare che l’uomo è fallibile e che non è tutto oro quel che luccica. Vuole appunto rimarcare quella fallibilità e quell’umanità che è un ancor maggior pregio nel compiere il proprio “dovere”.

Ecco, in questo Sully forse è un po’ stucchevole, perché non va oltre a questo semplice, epico, bell’assunto; non scava, non cerca risposte, ma dà rassicurazioni: l’America è ancora grande perché uomini e donne americani sono ancora grandi. Messaggio un po’ troppo semplicistico.

Sully, la tecnica e la recitazione lo impreziosiscono

Se abbiamo riscontrato però una eccessiva semplicità di trama, che rimane pur sempre piacevole da vedere, però dobbiamo anche sottolineare che la pellicola ha grandissimi pregi nella fattura e nella recitazione.

SullyEastwood è estremamente bravo nel costruire il film, non facendolo in modo lineare, ma andando avanti e indietro nella storia, tra ricordi, sogni e deposizioni, Mischiando realtà e immaginari scenari alternativi, fornendo briciole allo spettatore, per poi saziarlo con la lunga sequenza dell’ammaraggio, quando arriva al cuore del film, riproponendola, rivedendola, analizzandola.

La sequenza piena è mirabile, molto intensa e adrenalinica, costruita con maestria tanto da arrivare al cuore dello spettatore e fargli vivere l’emozione.

Gran merito va anche ad un Tom Hanks intenso, che riesce a dare al comandante Sully una personalità variegata, con momenti dolorosi e scene in cui la fierezza del carattere riluce. Un’interpretazione in certi momenti statuaria, a sottolineare rigore morale e calma determinazione del personaggio. Un Tom Hanks che rende a tratti un personaggio stanco, la cui stanchezza traspare da pochi singoli sguardi. Riesce a reggere praticamente da solo l’intero film, facendo ruotare ogni altro attore attorno a se, ma coprendo tutto con la sua presenza.

Da sottolineare sui titoli di coda anche la presenza del vero comandante Sullenberger e dei passeggeri del volo ammarato sull’Hudson.

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Sully

Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione

Ben fatto, piacevole, niente di più

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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