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la verità sul caso harry quebert

La verità sul caso Harry Quebert: la recensione del libro di Joel Dicker

la verità sul caso harry querbert
Autore: Joël Dicker
Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Editore: Bompiani, 2013
pp. 779
prezzo: 19,50€

In una seconda Twin Peaks (Aurora), una psyco-Lolita (Nola) scompare. Trent’anni dopo, il suo cadavere viene ritrovato nel giardino di Humbert (Harry Quebert). Il giovane amico di quest’ultimo (Marcus Goldman), uno scrittore senza nuove ispirazioni, voce narrante, è convinto della sua innocenza. La sua meticolosa indagine assegnerà il vero colpevole alla giustizia.

Mi limitavo a dirmi che, in fondo, Harry era un uomo. E tutti gli uomini hanno dei demoni. L’importante era solo capire fino a che punto quei fantasmi fossero tollerabili”

C’è tutta la lentezza della quotidianità di una piccola provincia americana vicino all’oceano, c’è la cameriera bionda con la famiglia affannata nella volgare ricerca di una vita migliore per lei, c’è la polizia locale con quella faccia pulita e il marcio che puzza da subito, ci sono ricchi bulli cresciuti che provano la strada di una faticosa redenzione, ci sono vittime da sempre, colpevoli facili e segreti difficili da svelare perchè fanno cadere in fretta il senso di una vita, ci sono madri stupide e ingombranti. C’è tutto il mondo della moderna editoria con scadenze strette, ritmi serrati, cifre di soldi enormi, personaggi solo interessati ai soldi e scrittori che diventano eroi nel difendere l’onestà del loro narrare.

C’è l’amore “per sempre” tra un fallito trent’enne e una seducente quindicenne. E’ un amore adolescenziale che vola sulle ali dei gabbiani dell’Oceano, sognando di andare via lontano da tutto e da tutti e vivere per amore e solo per amore.

La verità sul caso Harry Quebert

la verità sul caso harry querbertGiallo dalla trama mediocre e banale. Successo mondiale. Perché?

Perché è un libro paraculo. Il tipico lettore moderno è talmente blandito e adulato che alla fine del romanzo si sentirà una persona migliore: un gran lettore capace di leggere un “librone” (poco meno di ottocento pagine scritte con un carattere grande e ampi spazi bianchi); un lettore velocissimo, un divoratore di romanzi (è una lettura facilissima, superficiale, avvincente nel senso più moderno del termine); un lettore intelligente (l’assassino si intuisce presto anche se la trama è artificiosamente ed inutilmente intricata anche perchè Dicker evita al suo povero lettore persino lo sforzo di porsi delle domande… le fa lui stesso). E Dicker spinge il suo semplice lettore un passo più in là, suggerendogli la possibilità di cambiare la propria vita (non è colpa tua se vivi nella mediocrità) e di avere tutti gli strumenti e le possibilità di scrivere un romanzo di successo (decine di case editrici negli States aspettano solo te… diventerai “il Formidabile”).

Le parole appartengono a tutti finchè non riesci a dimostrare di essere in grado di appropriartene. Ecco cosa definisce uno scrittore

Chapeau al giovane Dicker, profondo conoscitore del mercato moderno e del suo “povero, piccolo lettore”, stanco dal lavoro, poco propenso alla riflessione, galvanizzato da una tavola di cruciverba facilitata.

E quindi sì, puoi anche considerarmi una carogna, ma io non faccio altro che rispondere alla domanda del mercato

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La verità sul caso Harry Quebert

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About Chiara Turco

One comment

  1. Me lo sono regalata a Natale visto che avevo ricevuto un buono Amazon dai parenti.Ottimo libro.Lettura scorrevolissima e direi che incuriosisce dall’inizio alla fine.Per nulla scontato il finale.Un ottimo acquisto consigliato sia per lettura personale che come regalo ad amanti dei gialli.

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