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A Quiet Passion – la recensione del film su Emily Dickinson al TFF34

A Quiet Passion è stato presentato fortunatamente anche in Italia al Torino Film Festival, ma ha visto la sua prima proiezione alla Berlinale, dove già lo scorso Febbraio, in un cinema lontano da Potsdamer Platz e dalla frenesia dei suoi red carpet, brillava timidamente come un piccolo gioiello.

A Quiet Passion: storia di una gigante riservata

Il titolo già anticipa con un gioco ossimorico il contenuto stesso del film. Si tratta della storia di Emily Dickinson che nel film è interpretata sublimemente da Cynthia Nixon, che offre il volto ad una scrittrice di riferimento dell’intera letteratura anglofona, oltre che statunitense. A Quiet Passion

Emily Dickinson nasce nel 1803 nel Massacchussets e già in giovane età si distingue per le sue forti prese di posizione, abbandonando il College Femminile di Mount Holyoke per non professarsi pubblicamente cristiana. Il suo carattere forte e difficilmente sottomesso trova un difficile compromesso con le relazioni sociali, con le convenzioni, con i canoni letterari e i suoi editori, con le ottuse convinzioni e la mentalità del suo tempo. Alla vita sociale dove poter fare nuove amicizie preferisce una passione molto più dirompente pur se silenziosa: la scrittura, in particolare la poesia.

Pur se a danno della sua stabilità psicologica e nervosa in quella sfera di solitudine e riflessione estetico-letteraria in cui si rinchiude è permesso l’accesso esclusivo soltanto alla sorella. Vinnie (interpretata da una splendida Jennifer Ehle) è la sola con la quale dialoga regolarmente e apertamente, la sola con cui ha sì dei contrasti ma anche delle significative riconciliazioni, la sola che è in grado di apprezzare la sua mordace ironia senza mostrare indignazione morale.

A Quiet Passion: un film intimo e raffinato

A Quiet PassionCome ha sottolineato il regista Terence Davies, entusiasmato dal suo amore per le poesie della Dickinson, A Quiet Passion è una sua personale interpretazione dei fatti e della persona: e il risultato è davvero raffinato. Tanto quanto è percorsa brevemente l’infanzia e la giovinezza della protagonista, la sua maturità è raccontata con grande cura nella sua evoluzione. La maturazione intellettuale e il decadimento fisico di una scrittrice eccelsa con una marcata personalità, una profonda sensibilità poetica e un tagliente senso dell’umorismo sono snocciolati attraverso un’attenzione diretta alla sua persona.

Percorrendo dunque le stanze della sua abitazione in cui ha vissuto per tutta la vita, l’occhio del regista segue i dialoghi attraverso cui emerge il carattere forte di una Dickinson confinata da se stessa nell’intimità degli interni. Così lo spazio della casa paterna in cui si muovono i personaggi o al massimo il giardino circostante diventano luoghi in cui emergeA Quiet Passion una personalità scalpitante, ma pur sempre riservata di una donna che tende il suo palpitante cuore verso il mondo, osservandolo tuttavia attraverso il vetro della finestra della sua camera. Ma anche uno spazio circoscritto del genere diventa lo scenario simbolico di un mondo complesso: è in quel luogo in cui avvengono le discussioni con gli ospiti, in cui vengono mormorate battute salaci, in cui i testimoni del mondo esterno vengono a far visita ad una donna che ama la bellezza della vita tanto quanto rigetta i suoi abitanti ipocriti.

Un film curatissimo

La fotografia e la lunghezza focale costruiscono un luogo in cui l’estetica emerge in tutto il suo splendore, dai vestiti all’arredamento, dai colori vividi alla luce, dando un tocco pitturale che permette di apprezzare ancor di più il racconto. La voce over della poetessa scandisce alcune scene, rendendo l’esperienza dello spettatore ancora più particolare, letteralmente coniugando arte pittorica e poetica per rappresentare un mondo come poteva vederlo la stessa Dickinson: ricolmo di bellezza, di affascinanti dettagli, e pur sempre intaccato da tensioni compositive e sociali.A Quiet Passion

Credo che il regista abbia fatto con A Quiet Passion un lavoro eccelso nel raccontare con la giusta combinazione di ironia pungente e delicatezza poetica una donna ed un’artista gigantesca e profondamente sensibile che ha dedicato l’intera vita alla sua “quiet” ma soverchiante passione: a tal proposito, Standing ovation per l’interpretazione della Nixon.

Non si tratta di un film d’azione o di un’opera particolarmente trainante, ma di una raffinata esplorazione di un’intimità artistica, colta nell’incompatibilità con quel mondo tanto decantato ma guardato da lontano.

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4 comments

  1. oddio me lo sono perso… uscirà nelle sale???

  2. A me e’ piaciuto molto questo film, l’ho visto a Londra, in inglese ovviamente, ero a fare un giro e ho visto che era uscito questo film, e ho detto vabbe andiamo a vederlo visto che sono appassionata della poetessa “Emily Dickinson”. Vi dico film fatto bene, soprattutto questa scena del trailer mi e’ piaciuta molto mentre parlano della chiesta ecc. Comunque peccato non sia uscito in italiano, veramente peccato, ho visto che in questi giorni e’ uscito in rete in sub-ita, gia’ una cosa buono, considerando il fatto che potrebbe non uscire per niente, ho visto su questa pagina e’ disponibile in streaming http://www.guardarefilm.biz/streaming-film/11893-a-quiet-passion-2016.html quasi quasi me lo riguardo, consiglio guardarlo ragazzi, davvero interessante e autobiografico!

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