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Manchester By the Sea

Manchester By the Sea: Recensione del film di Kenneth Lonergan

Manchester By the Sea Manchester By the Sea è scritto e diretto da Kenneth Lonergan (Conta su di Me, Margaret). Il film è interpretato Casey Affleck (Gone Baby Gone, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, Will Hunting), Michelle Williams (Blue Valentine, Suite Française , Marilyn), Kyle Chandler ( Carol, The Wolf of Wall Street, serie TV Grey’s Anatomy), Lucas Hedges (Moonrise Kingdom, Grand Hotel Budapest) e un cameo di Mettew Broderick, che aveva già lavorato con Lonergan in Conta su di me.

Prodotto dalla: K Period Media – B Story – CMP – Pearl Street Films

Distribuito dalla: Roadside Attractions – Amazon Studios


Dopo il suo primo film Conta su di Me del 2000 e l’acclamato e controverso Margaret del 2011, Lonergan, ancora una volta si dimostra un cantastorie potente e visionario che sa intrecciare perfettamente passato e presente insieme, per narrare le vicende emotive dei suoi protagonisti. Manchester by the Sea è stato nominato tra i migliori film al Sundance Film Festival dove è stato presentato il 23 Gennaio 2016 .

Superba interpretazione di Casey Affleck (Lee Chandler) nel ruolo di un manutentore alle prese con le “piccole riparazioni” della vita. Lee non è un idraulico né un elettricista. Non aggiusta le cose né ne costruisce di nuove, si limita a tirare avanti offrendo piccole riparazioni. Così inizia il film…E così prosegue.

Manchester By the Sea, Trama

Manchester By the SeaLa vita di Lee Chandler, un solitario e rude manutentore di Boston, si trasforma quando è costretto a tornare nella sua città natale per prendersi cura del nipote adolescente. La storia dei Chandler, una famiglia della classe operaia che vive da generazioni in un villaggio di pescatori del Massachusetts. Dopo la morte del fratello maggiore Joe (Kyle Chandler), Lee Chandler (Casey Affleck) apprende che Joe nel testamento ha provveduto al suo trasferimento a Manchester by the Sea, nominandolo unico custode di suo nipote Patrick (Lucas Hedges), un adolescente sportivo e popolare tra le ragazze.

Prendendo congedo dal suo lavoro, Lee torna a malincuore a Manchester by the Sea di prendersi cura di Patrick, ed è costretto ad affrontare un passato che lo separava dalla moglie Randi (Michelle Williams) e dalla comunità dove è nato e cresciuto. Legati dall’affetto per l’uomo che aveva fino ad allora tenuto la loro famiglia insieme, Lee e Patrick si sforzano per sopportare una realtà senza Joe. Mentre Lee-Affleck tenta di “aggiustare” le questioni pratiche nel modo più efficiente possibile, è costretto a confrontarsi con il suo passato, rivelato senza soluzione di continuità attraverso flashback, e le realtà del suo presente.

Manchester By the Sea, il giudizio

La sceneggiatura di Lonergan ritrae profondamente l’animo umano, e in quanto tale, il film avanza in modo molto realistico e credibile. Manchester By the SeaUna struttura non lineare che rivela momenti chiave del passato di Lee. Il montaggio e i flashback non appaiono come dei tasselli di un puzzle, ma piuttosto come una recherche proustiana che imita la memoria umana. Trama, montaggio e sequenze, tutto in concorre a mantenere il film veritiero, e il risultato è un full immersione nello stato emotivo di Lee.

La ‘perdita’ non è una condizione. Succede a tutti noi, a chi prima a chi poi, a chi un po’ più devastante che ad altri. Ma i suoi effetti sono unici e imprevedibili e non vi è alcun modo di risposta automatica per il dolore. Il film inizia con Lee alle prese con dei guasti da riparare nel condominio in cui lavora. Guasti a cui lui non sa offrire soluzioni definitive. La vita stessa è così: piena di guasti di cui occuparsi. Le cose della vita non sempre offrono soluzioni e quando il danno è enorme, come nel caso di Lee, non ci sono sostituzioni né riparazioni possibili. Alcune persone superano il passato e guardano avanti prendendo in mano la propria vita come il nipote Patrick (Lucas Hedges) e l’ex-moglie Randi (Michelle Williams), altri non riescono a farlo. Possono solo fare i “manutentori” delle proprie povere vite, e andare avanti come possono. Manchester by the Sea capisce questo in modo poetico e delicato.

“La vita è come questo film: piena di guasti di cui occuparsi.”

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