Il secondo giorno di Venezia 75 ha visto l’anteprima di The Favourite, il nuovo film del regista greco Yorgos Lanthimos con Olivia Colman, Rachel Weisz e Emma Stone.
The Favourite: la sinossi

The Favourite: le nostre impressioni da Venezia 75
Yorgos Lanthimos, dopo i toni profondamente drammatici di The Killing of a Sacred Deer, torna all’uso tagliente dell’ironia, che ben si addice al contesto delle corti settecentesche. I tempi comici vengono gestiti con grande prontezza e attenzione da un cast eccezionale: da un’algida Rachel Weisz pronta a rimettere al proprio posto chiunque, persino la regina stessa, a un’Emma Stone perfettamente in grado di lasciar trasparire la battuta mancante con uno sguardo, un gesto, una smorfia; da una eccelsa Olivia Colman che interpreta magistralmente un personaggio controverso e inetto quale è la regina malata di gotta a un Nicholas Hoult impeccabile nella sua interpretazione di uno dei nobili di corte. A volte è proprio l’ironia la metodologia giusta per raccontare una realtà dai mille volti, volubile e ipocrita.

Infine, la scelta piuttosto particolare del period drama, genere mai preso in considerazione dal regista greco, non priva il film della tensione che Lanthimos è in grado di creare: due ore di film volano via come nulla, divertendo lo spettatore ma tenendo alto il ritmo narrativo, tra battute serrate e situazioni perturbanti.
The Favourite
valutazione globale - 8
8
Ironico, crudo e tecnicamente ammirevole
The Favourite: dichiarazioni e curiosità dalla conferenza stampa
Alla conferenza stampa di The Favourite la grande assente è stata Rachel Weisz, anche se il carisma e la simpatia delle altre due co-protagoniste Emma Stone e Olivia Colman hanno colmato quella sedia altrimenti vuota. Erano presenti anche Yorgos Lanthimos, Nicholas Hoult e Joe Alwyn.
Yorgos Lanthimos ha raccontato di essere stato attratto fin da subito dalla storia vera della regina Anna e che avere a che fare con una storia già di per sé interessante gli ha dato modo di poter lavorare ancor più sui personaggi complessi delle tre protagoniste, anche se per la realizzazione del film ci sono voluti ben 9 anni.

Dato l’ampio spazio dedicato nel film alla sessualità, non poteva mancare la domanda a riguardo della politica sessuale, sulla quale le attrici sono state un po’ evasive ma spiritose. Un po’ più serio il commento del regista che, interrogato sul legame con il movimento #MeToo, ha ricordato che si tratta di un film che ha trovato la luce dopo 9 anni e che ha detto di aver cercato di dare un piccolo contributo per dimostrare che le protagoniste del suo film sono donne fantastiche e orrende come ogni essere umano.
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