L’estate è un periodo di magra per le sale cinematografiche italiane e per il cinema in Italia. C’è un genere, però, che nella calda stagione trova ampia distribuzione e anche ottimi risultati: l’horror. Dopo il buon risultato di Obbligo o verità, è uscito nelle sale italiane Hereditary – Le radici del male, opera prima di Ari Aster e interpretato da Toni Collette.
Hereditary – Le radici del male: la sinossi

Hereditary – Le radici del male: le nostre impressioni

Riprende quel filone horror intrapreso con due gioiellini come It follows e The witch. Scava nel sociale, non c’è nulla di artificioso, di macchinoso. Il tutto è ricondotto ad una guerra tra l’umano e ciò che lo sovrasta, da entità sovrannaturali a forse le stesse paure che fanno parte dell’Io di ognuno di noi.
Come i film citati, Hereditary – Le radici del male mantiene un ritmo particolare: va lento, disturba, incolla allo schermo, senza mai sbottonarsi troppo, ma immettendo dei brividi veri sotto la pelle dello spettatore e continue reti di punti interrogativi nella sua mente, una rete che lentamente e con efficacia va sciogliendosi.
Funziona il modo in cui nulla è dato al caso o a banali cliché già visti e rivisti in decine di film horror, ma partendo da un dramma familiare si scava nell’orrore dei segreti e della paura. Nonostante la durata sia leggermente eccessiva, il film quasi mai annoia, merito di uno script efficace, di una scrittura mai banale e di un regista che, nonostante sia alle prime esperienze, riesce a infondere le giuste atmosfere, portando lo spettatore dentro il film e dentro casa dei protagonisti. Sembra che Aster abbia appreso tanto da studi e da sue esperienze e abbia realizzato un’opera interessante, studiata nel dettaglio.

Un merito importante va dato al cast, calatosi perfettamente nelle emozioni dei personaggi, dalla freddezza quasi imbalsamata del marito Steve, interpretato da Gabriel Byrne, al senso di inquietudine e paura del giovane Peter, interpretato dal giovane Alex Wolff, già visto nel reboot di Jumanji. Le fuoriclasse, però, sono le due interpreti femminili. Milly Shapiro non sembra alla prima esperienza davanti alla macchina da presa e regala con la sua oscura Charlie un personaggio che entra nella storia del cinema horror moderno. Toni Collette, protagonista assoluta del film, offre forse la prova migliore della sua intera carriera, vestendo la frustrazione, la paura, l’angoscia e il terrore del personaggio di Annie. Non è da escludere una sua nomination per tale ruolo durante la stagione dei premi.
Hereditary - Le radici del male
Valutazione globale - 7
7
Ambizioso, ben realizzato, inquietante, una Toni Collette superba
Hereditary – Le radici del male: giudizio in sintesi

I consigli di Intrattenimento.eu:
Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv