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Arisa: “X Factor ha perso la sua dimensione di gioco”

Sono passati quasi 8 anni da quando una giovane occhialuta trionfava sul palco di Sanremo tra le Nuove Proposte con una canzone, Sincerità, che da quel momento in poi avremmo canticchiato e fischiettato un po’ tutti. Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa, comincia proprio dall’Ariston il suo percorso verso il successo che la vedrà nuovamente in gara al Festival, questa volta tra i Big, nel 2010 con Malamorenò e nel 2013 dove vince con Controvento. Sanremo le resta nel cuore, tanto da presentarlo insieme a Carlo Conti e Emma Marrone nel 2015.

“Voce 2017”: il tour di Arisa parte da Cascina

ArisaLa cantante potentina ha incontrato la stampa per presentare il suo nuovo tour teatrale “Voce 2017” in partenza il 12 gennaio da Città del Teatro di Cascina (Pisa), per poi toccare Ferrara, Firenze, Bologna, Roma, Napoli fino a scavalcare i confini per fare tappa a Zurigo. Il repertorio del live si compone sia del suo ultimo lavoro “Guardando il cielo” sia dei suoi brani più celebri e amati a cui ha dato nuova vita riarrangiandoli con stili musicali diversi.

“Ho vissuto una vita di grandi fraintendimenti”, esordisce Arisa. “Devo cantare per essere capita e il tour è la dimensione più adatta. Questo vale anche per chi mi conosce e mi sta da sempre vicino. Certe cose di me le capiscano quando canto.”

X Factor? Ha smarrito la sua dimensione ludica

A chi le fa notare che ultimamente abbiamo avuto un’immagine di un Arisa un po’ più arrabbiata del solito lei risponde di “sì, è vero. Quest’anno a X Factor dovevo sondare il territorio e stare molto sull’attenti. Una guerra? No, le guerre sono altre. È soltanto una gara che ha perso la sua dimensione di gioco. È un mio punto di vista.”

I toscani: persone vere e concrete

Perché il tour parte dalla Toscana? “Non lo so, è una casualità. Tra l’altro partiamo da Cascina che è un comune leghista e io sono terrona. Scherzi a parte, la Toscana ci sta ospitando bene e il teatro Politeama di Cascina è molto carino. A Firenze mi lega il rapporto con Irene Grandi, una delle prime colleghe che mi ha dimostrato il suo affetto e la sua amicizia. Su Se vedo te ho lavorato con Saverio Lanza che è un toscano molto concreto. Anche con Carlo Conti ho lavorato benissimo.”

Le differenze tra i due tour

Ci sono differenze con il tour di quest’estate “che era un rodaggio della scaletta. È uno spettacolo interattivo, sia dal punto di vista del coinvolgimento del pubblico che dei musicisti sul palco. Ci sono differenze visive ed emozionali. Vorrei arrivare al concetto di tour come esperienza dove non ci sono solo io a celebrare la mia vocalità ma un susseguirsi di emozioni condivise”.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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