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Al Pacino in uno dei discorsi motivazionali al cinema

I 5 migliori discorsi motivazionali al cinema

Riprendere fiducia, non perdere la speranza o semplicemente spingerti a fare qualcosa che non sai di avere la forza, la voglia di fare: sono da sempre gli obiettivi di ogni buon discorso motivazionale. E valgono ancor di più in tempi di quarantena da Coronavirus.

Passiamo oggi in rassegna i 5 migliori discorsi motivazionali che abbiamo visto al cinema: le parole giuste per aiutarci a superare questi giorni possono venire anche da un buon film visto in streaming. Non credete? Quale discorso vi ha stimolato di più?

Vedrete che non si trovano solo nei film sportivi le belle scene motivazionali.

Ogni maledetta domenica

Va alle parole del coach di football Tony D’Amato, interpretato da Al Pacino, nel film del 1999 diretto da Oliver Stone, la corona per il miglior discorso motivazionale. È il break della partita decisiva, e il discorso del coach D’Amato è di quelli che uno sportivo non dimenticherà mai (non a caso la sequenza in questione sarà usata da veri coach per stimolare i propri giocatori):

Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. […]la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si […] volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football, ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

Si va a vincerla.

The Wolf of Wall Street

Uno dei migliori Scorsese degli ultimi anni e decisamente un Leonardo Di Caprio al picco della carriera. La storia del controverso Jordan Belfort e i lati oscuri del mondo della finanza fanno da sfondo a un film corale, divertente, satirico, impreziosito dai virtuosismi registici di Scorsese.

Jordan è braccato dall’ Fbi che ha scoperto le sue attività illegali in Borsa, è costretto a lasciare la società che ha fondato, la Stratton Oakmont. Parla degli inizi, si commuove e commuove il suo pubblico e poi qualcosa in lui scatta, e quello che doveva essere un discorso di commiato si trasforma invece, lentamente, in un discorso di riscossa che infiamma la platea e restituisce a Jordan la voglia di non mollare.

Per anni ho continuato a dirvi di non accettare un no come risposta, di continuare a spingere, di non riagganciare mai il telefono prima di aver ottenuto quello che volevate, di non rinunciare mai. Allora, questo cazzo di accordo che sto per firmare, che mi esclude dal mercato azionario, che mi esclude dalla Stratton, la mia casa… ma che cazzo è? Cos’è? Ve lo dico io cos’è. Sono io che accetto un no come risposta, sono loro che vendono me e non viceversa, sono io che sono un ipocrita, ecco cos’è. Allora…sapete, non me ne vado, non me ne vado!!!

Delirio.

L’uomo in più

Una storia parallela di due uomini, un cantante e un calciatore, accomunati dallo stesso nome, Toni Pisapia. Si apre con un divertente e sicuramente stimolante discorso di un allentatore di calcio il brillante esordio di Paolo Sorrentino alla regia.

Ma porca puttana infame!Cosa cazzo state combinando? Ma voi veramente vi siete rincoglioniti, stronzi di merda?? Che vi fate le seghe in mezzo al campo! Come cazzo vi permettete di fare questo proprio a me?! Scordatevelo che me lo mettete in culo! Voi adesso uscite e fate come cazzo dico io, sennò io vi faccio un culo così,  quant’è vera la Madonna! Cosa volete fare froci, non ci volete andare in Coppa Uefa? E i premi partita, non vi interessano i premi partita?? a me si!!Avete capito??[…] Va bene, questi qua sono più forti, ma io non ho visto un contropiede fatto bene. Avevo detto lanci lunghi, e voi ne avete fatti solamente due e li avete fatti fare a Palumbo: bravi, bene,  vi siete scelti un bel leader del cazzo! Avevo detto che il gioco passava per Russo, e nossignore!!

Rocky IV

Piena Guerra Fredda, metà anni ’80. Rocky Balboa, per vendicare l’amico Apollo, accetta di battersi con il campione sovietico Ivan Drago. Allenamenti nella neve, esaltazione del mito a stelle e strisce in contrapposizione al grigiore dell’Unione Sovietica, un incontro all’ultima ripresa e all’ultimo sangue e un messaggio di pace universale finale che è rimasto nella storia della saga e non solo:

Quando sono venuto qui non sapevo cosa mi aspettava. Ho visto che molta gente mi odiava ed io… ed io… non sapevo… non sapevo come la dovevo prendere. Poi ho capito che neanche voi mi piacevate, ma durante questo incontro ho visto cambiare le cose: cioè quello che provavate per me e quello che io provavo per voi! Sul ring eravamo in due disposti ad ucciderci l’un l’altro, ma penso che è meglio così che milioni di persone! Però quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiare, e voi potete cambiare… tutto il mondo può cambiare!”

Peace and love.

Four rooms

Quattro stanze, quattro episodi, quattro registi, e il fattorino Tim Roth a tenerli tutti insieme. Four rooms è ormai diventato un piccolo cult tra i fans di Tarantino e non solo. Nell’ultimo episodio, “L’uomo di Hollywood” Ted viene coinvolto nella scommessa di tre facoltosi ospiti della suite. Ma come convincerlo a mozzare il mignolo di uno di loro qualora non riuscisse ad accendere per dieci volte consecutive il suo fido accendino? Ci pensa Quentin Tarantino:

Pago! Ok Ted, presta attenzione, io farò due mucchietti qui sul bancone, un mucchietto è già tuo, e l’altro mucchietto potrebbe diventare tuo. Devi capire che noi la scommessa la faremo in ogni caso, che tu ci stia oppure no. Vuoi che sia tu a tenere l’accetta o… una cameriera messicana, o… un barbone che prendiamo dalla strada? […]Allora Ted, visto che sarai costretto a ricordartela per tutta la vita devi solo decidere quale sarà il ricordo che avrai. Dunque, vuoi ricordarti per i prossimi quarant’anni, decennio più decennio meno, che oggi hai rifiutato mille dollari per un secondo di lavoro, oppure che oggi hai guadagnato mille dollari per un solo secondo di lavoro?

Ok, accetto!

Ecco i nostri 5 discorsi motivazionali al cinema. Quale avrebbe avuto più presa su di voi? Quale discorso vi ispira più fiducia, rinsalda la vostra speranza o vi spinge laddove non pensereste di poter arrivare?
Alcuni ci hanno fatto riflettere, altri anche solo sorridere. In tempi di coronavirus è importante riuscire a fare sia l’uno che l’altro e certamente in questi 5 discorsi motivazionali al cinema ciascuno di noi può trovare gli spunti giusti.

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