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Un po' di follia in primavera

Un po’ di follia in primavera: Recensione del libro di Alessia Gazzola

Le pagine di Un po’ di follia in primavera scorrono veloci tra le mani alla ricerca della verità

Un po’ di follia in primavera è il nuovo libro di Alessia Gazzola: il grande ritorno dell’autrice messinese, che ripropone, con un romanzo in bilico tra commedia e giallo, le vicende della sua creazione preferita: Alice Allevi, una giovane specializzanda in medicina legale, dotata di grande intuito.

un po' di follia in primaveraLa professione della scrittrice Gazzola, che nella vita vita è medico legale, rende la narrazione molto più intrigante e ricca di una terminologia conosciuta nella quotidianità del suo lavoro.

Dopo l’esordio con l’Allieva del 2011 e altri quattro libri, che raccontano le vicende della giovane Allevi, in Un po’ di follia in primavera la protagonista continua a crescere insieme al lettore. Sempre la solita: pasticciona e sprovveduta, che collabora con l’ispettore Calligaris per risolvere un altro contorto caso.

Questa volta si tratta della morte di Ruggero D’Armento, noto psichiatra e personalità di spicco nel mondo accademico. Alice Allevi lo conosceva bene: sia perché seguiva le sue lezioni negli anni di studio, che per una consulenza, su un caso di omicidio, pochi giorni prima della morte di D’Armento stesso.

300 pagine fatte di mistero e di pochi ingannevoli indizi

In questo romanzo, all’apparenza leggero, è possibile individuare, come negli altri libri della Gazzola, una struttura ben solida e molto profonda, che ci accompagna nella lettura.

Un po' di follia in primaveraAlice Allevi ci porta con se lungo tutta la narrazione. Ci fa entrare nei suoi pensieri, nelle sue preoccupazioni, nelle sue decisioni di donna. Un punto di vista che si allontana sempre più dalla classica, quanto banale, figura del brutale detective senza sentimenti, che ritroviamo spesso nella letteratura. Seguiamo Allevi, mediante descrizioni dettagliate che ci permettono quasi di toccar con mano uno stato d’animo. Allevi si avvicina così, per esempio, alla figura della commissaria Adele Sòfia, nata dalla penna della nota scrittrice Dacia Maraini nel suo libro Buio del 1999: una donna ricca di umanità e intuito che si nascondeva sotto un apparente durezza.

Un po di follia in primavera è il libro della maturità di una scrittrice e della sua amata creazione, Alice Allevi: un giallo fatto di misteri e intrighi accompagnati da una marcata malinconia, e da un pizzico di humor, che strappa più di un sorriso.

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