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The Living and the Dead: Recensione dell’episodio 1.01 – Episode 1

The Living and the dead è una nuova miniserie britannica, trasmessa da BBC, nel canonico formato da 6 episodi, e che altro non è che un horror paranormale, ambientato in epoca Vittoriana, nella campagna inglese. Vorrebbe essere un Penny Dreadful d’oltre manica? Secondo me anche no. The Living and the Dead, oltre i nuovi modi di dire che ho usato anch’io in apertura, è una cosa semplice: una storia di fantasmi. E una di quelle vecchio stampo anche.

the living and the dead 101cThe Living and the Dead usa sia in termini di positivismo, che in termini di occulto tutto l’armamentario del racconto classico di inizio secolo. Ci troviamo alcuni campi scientifici agli albori, come la psicanalisi, mischiati con baracconate come il mesmerismo. Ci troviamo le prime invenzioni tecniche che cambiano millenari modi di vita, come i trattori e i grammofoni. Ci troviamo le storie di fantasmi della campagna inglese, banditi, bambini morti, luci e rumori nei corridoi nella notte.

Insomma, scienza, superstizione, religione, occulto, ciarlatani e campioni. Di tutto un po’ alla Fiera del Countryside di inizio secolo.

Può essere interessante uno show del genere?

Sgombriamo subito il tavolo: non sembra nulla di particolarmente “nuovo”. Come vedevamo sopra, ambientazioni, storie, colpi di scena, tensione, sono tutti da horror estivo, un po’ retrò. the living and the dead 101dLa breve durata, solamente sei episodi, l’esiguo numero di serie in onda in estate, possono giocare del tutto a favore di una serie che non stupisce ma è un passatempo moderatamente interessante, che ha una buona capacità di tenere lo spettatore interessato in modo attento.

L’ambientazione bucolica, il periodo foriero di cambiamenti, una spruzzata di tensione e mistero, una visione “antica” delle cose, con un misto di sacralità e superstizione, sono un piacevole supporto alla visione. Sono temi che definiscono uno scenario conosciuto e tranquillo in cui viene inserito l’inconsueto, ma pure questo familiare allo spettatore.

La domanda quindi è “vale la pena vedere questi sei episodi”? Secondo me sì, non vi rivoluzionerà la vita, ma saranno ore ben spese.

Cast e regia

the living and the dead 101aLa parte attoriale mi è piaciuta. Colin Morgan e Charlotte Spencer sono una bella coppia e sono molto credibili sulla scena, coi loro tic, le loro nevrosi e credenze, il loro modo di interpretare la vita. Un po’ meno quando si fanno un “selfie col dito del piede”, scena alquanto ridicola. Ma tutto il cast funziona bene, dai paesani al pastore, fino alla figlia “posseduta” interpretata da una brava  Tallulah Rose Haddon.

La regia è semplice e tende a costruire la tensione in modi molto canonici, con luci e rumori od anche con persone che un secondo prima non ci sono e un secondo dopo sono dietro di te. Poca inventiva anche qui, cliché familiari che però speriamo che, con un po’ di maggiore impegno, si possano limitare nei prossimi episodi.

Domanda un po’ spoilerosa per chi non avesse visto il pilot

Ma siamo sul set di The Others e c’è qualcuno che gira per la casa con un Tablet?

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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