The Living and the dead è una nuova miniserie britannica, trasmessa da BBC, nel canonico formato da 6 episodi, e che altro non è che un horror paranormale, ambientato in epoca Vittoriana, nella campagna inglese. Vorrebbe essere un Penny Dreadful d’oltre manica? Secondo me anche no. The Living and the Dead, oltre i nuovi modi di dire che ho usato anch’io in apertura, è una cosa semplice: una storia di fantasmi. E una di quelle vecchio stampo anche.

Insomma, scienza, superstizione, religione, occulto, ciarlatani e campioni. Di tutto un po’ alla Fiera del Countryside di inizio secolo.
Può essere interessante uno show del genere?
Sgombriamo subito il tavolo: non sembra nulla di particolarmente “nuovo”. Come vedevamo sopra, ambientazioni, storie, colpi di scena, tensione, sono tutti da horror estivo, un po’ retrò. 
L’ambientazione bucolica, il periodo foriero di cambiamenti, una spruzzata di tensione e mistero, una visione “antica” delle cose, con un misto di sacralità e superstizione, sono un piacevole supporto alla visione. Sono temi che definiscono uno scenario conosciuto e tranquillo in cui viene inserito l’inconsueto, ma pure questo familiare allo spettatore.
La domanda quindi è “vale la pena vedere questi sei episodi”? Secondo me sì, non vi rivoluzionerà la vita, ma saranno ore ben spese.
Cast e regia

La regia è semplice e tende a costruire la tensione in modi molto canonici, con luci e rumori od anche con persone che un secondo prima non ci sono e un secondo dopo sono dietro di te. Poca inventiva anche qui, cliché familiari che però speriamo che, con un po’ di maggiore impegno, si possano limitare nei prossimi episodi.
Domanda un po’ spoilerosa per chi non avesse visto il pilot
Ma siamo sul set di The Others e c’è qualcuno che gira per la casa con un Tablet?
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