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Lodge 49: Wyatt Russell da Black Mirror alla serie di Paul Giamatti

Arriva direttamente dall’ultima serie di Black Mirror, trasmessa da Netflix, il nuovo protagonista di Lodge 49, la serie di AMC prodotta da Paul Giamatti. La serie, creata da Jim Gavin e con Peter Ocko come showrunner, avrà, per l’appunto, Giamatti come executive producer.

Lodge 49

Scritta e creata da Jim Gavin, Lodge 49 è una favola moderna ambientata a Long Beach e centrata su Dud (Russell), un ex surfista scroccone ma affascinante che si unisce ad una confraternita nella speranza di recuperare il semplice, felice stile di vita che ha perso dopo la morte del padre. Attraverso il Lodge e la sua nuova connessione che stabilisce con gli altri membri, Dud verrà a trovare il senso mancante nella sua vita priva di scopo e affronterà le sue più profonde paure e proverà a concretizzare le più grandi speranze. Per la serie è prevista la messa in onda nel 2018.

Wyatt Russell

lodge 49 black mirrorRussell ha interpretato Cooper nella serie tanto amata dal pubblico e dalla critica, Black Mirror, anche se, a mio personale giudizio, probabilmente nell’episodio meno riuscito dei sei messi recentemente in onda da Netflix, ossia il secondo dell’infornata Playtest. Ha iniziato la sua carriera giovanissimo, a dieci anni come comparsa (nel ruolo di un orfano) in Fuga da Los Angeles, nel 1996

Quest’anno, prima di approdare a Black Mirror, ha recitato nel film di Richard Linklater Everybody Wants Some!! ed ha anche recentemente recitato in Folk Hero & Funny Guy di di Jeff Grace.

Parlando invece dei wuoi lavori futuri, possiamo vedere che ha recentemente finito di girare Ingrid Goes West di Matt Spicer con Elizabeth Olsen come partner, e Shimmer Lake un crime thriller di Oren Uziel in coppia con Benjamin Walker. Il prossimo anno, Russell sarà protagonista con Anna Kendrick, Lisa Kudrow e Craig Robinson in Table 19 di Jeffry Blitz e nel sequel ambientato nel mondo dell’hockey Goon: Last of the Enforcer di Jay Baruchel, con Liev Schreiber.

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Fonte: Deadline

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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