Primo film proveniente dall’universo Marvel ma non appartenente all’ormai vastissimo Marvel Cinematic Universe (il font metallizzato della Sony è la prima cosa che si vede sullo schermo e non le solite pagine di fumetto), Venom è diretto dal regista americano Ruben Fleischer. Una contestualizzazione tipica dei film introduttivi di un nuovo personaggio ma che non brilla, una sceneggiatura di spirito ma che non colma alcune lacune ed effetti speciali eccessivamente confusionari fanno sì che Venom si presenti come un prodotto “a metà”, che non convince completamente. La scelta di Tom Hardy come interprete del personaggio principale tuttavia funziona, facendo il meglio che può con ciò che ha a disposizione.
Venom: la trama

Venom: le nostre impressioni

Intanto, parliamo del protagonista principale, Eddie Brock/Venom, interpretato da Tom Hardy. Eddie Brock è un personaggio con una carica distruttiva e intensa nei fumetti: è trasandato, ribelle, eccentrico, che ne se frega di ciò che la gente pensa. In Venom, tuttavia, ciò viene attenuato, slavato, rendendo Eddie un personaggio sì intenso, sì “figo”, ma è eccessivamente ragionevole, e viene eliminato come uno scarto non tanto per aver davvero fatto il cattivo della situazione ma per aver infastidito un pezzo grosso. Ma dove sta allora il meccanismo vincente sfruttato da David Michelinie e Todd MacFarlane, gli ideatori di Venom, ovvero quello secondo la quale il simbionte risulta più forte e spaventoso poiché trova terreno fertile in un individuo già di base deplorevole? Un punto di partenza già di per sé così valido poteva essere sfruttato come trampolino di lancio, anche per rendere vera giustizia ad un personaggio di per sé unico, contestualizzandolo.

Tutto è confuso in questo Venom, dando l’impressione di essere un prodotto a metà. Basti pensare alla narrazione, incompleta, intervallata da motti di spirito ironici e sì divertenti, ma forse fuori luogo (la tendenza negli ultimi cinecomic, da Guardiani dalla Galassia in poi sembra quella di dover far ridere “per forza”, rischiando l’effetto Deadpool 2), effetti speciali non eccelsi e confusionari, e al cattivo nemico di colui che di per sé nasce come cattivo e anti-eroe, ovvero Riot, che guarda caso decide di abitare il corpo della nemesi umana di Venom/Eddie. Scelta scontata, poco curata, in aggiunta alla mancata storia del simbionte. E poi insomma, un Riz Ahmed che sembra così tanto fuori luogo non si era mai visto. Qualcuno si ricorda la sua impeccabile interpretazione del bravo ragazzo ma così convincente da farlo sospettare di un terribile omicidio in The Night Of? Ecco, quello sì che era un personaggio ambiguo, forte, che ti catturava, interpretato al meglio dall’attore. In questo contesto, purtroppo, Ahmed si perde, apparendo forzato.
Venom
Valutazione globale - 5.5
5.5
Convincente a metà
Venom: un giudizio in sintesi

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