Tutti i soldi del mondo ha suscitato scalpore per vari motivi: il ritorno alla regia di Ridley Scott, il soggetto trattato e il grande assente di questo film Kevin Spacey. In seguito alle accuse di molestie che hanno infiammato Hollywood, è stato rimpiazzato dall’attore canadese Christopher Plummer, che in soli 10 giorni, ad un mese dall’uscita del film è riuscito ad impersonare J. Paul Getty.
Tutti i soldi del mondo: la sinossi
Il 10 luglio 1973 a Roma alcuni membri della ‘Ndrangheta rapiscono il sedicenne John Paul Getty III (Charlie Plummer), ragazzo dalla condotta difficile e in continua opposizione con la madre. Il loro obiettivo è ottenere un riscatto di 17 milioni di dollari da parte del nonno del ragazzo, il noto 
Tutti i soldi del mondo: le nostre impressioni
I soldi. I soldi e il loro potere velenifero: sono questi i grandi protagonisti di Tutti i soldi del mondo. Il film si configura come una riflessione per niente scontata sul valore che viene dato ai soldi e agli 
Se il grande protagonista del film è il denaro, tuttavia Scott decide di mostrarcelo solo quando i banchieri contano le banconote da preparare per la consegna, e quando un gruppo di donne associate al clan mafioso li conta su ordine del boss. Tramite questo filo rosso vengono tratteggiati i profili di due grandi imperi, quello dell’onnipresente capitalismo e quello della mafia i quali, come accadrà poco dopo il 1973, si uniranno in un connubio di ricchezza e morte che si trascina fino ai giorni nostri.

La storia che viene raccontata in Tutti i soldi del mondo è ancora viva nell’immaginario collettivo. Il ragazzo pallido dai capelli lunghi privo dell’orecchio, la sua parentela con un padre tossicodipendente (destino che toccherà anche al figlio, morto di overdose nel 2011) e i malsani influssi della famiglia Getty diventarono il simbolo di un paese che andava inasprendosi e di come i soldi possono accecare qualsiasi legame familiare, anche quello più puro e sincero.
Il cast di Tutti i soldi del mondo merita un plauso: Michelle Williams sembra perfetta ad interpretare il ruolo di una madre distrutta dal dolore, col suo viso aggraziato e un caschetto di capelli ad incorniciarlo, che combatte con le sue fragilità e la sua forza di genitore per salvare il figlio, contro la violenza ed un impero dove neanche i legami di sangue hanno un senso.

Charlie Plummer, nei panni del ragazzo rapito, con quegli occhi grandi color del cielo e lo sguardo smarrito, sembra essere la scelta migliore per interpretare Paul Getty III, nonostante si faccia cenno ad una condotta turbolenta e ad una tendenza all’uso di stupefacenti, la sua rovina.
Grande merito va a Christopher Plummer, che ha interpretato al meglio J. Paul Getty, il Paperon de Paperoni della situazione: ha reso al meglio la figura di un uomo che urla ai quattro venti l’amore per un nipote fino a qualche anno prima ignorato, ma che non agisce di conseguenza quando questi rischia la vita alla mercé di uomini crudeli. L’avidità che trasuda J. Paul Getty è resa perfettamente da Plummer, e niente vieta che questa interpretazione gli faccia vincere un grande premio.
Tutti i soldi del mondo
valutazione globale - 8
8
Un film meritevole
Tutti i soldi del mondo: un giudizio in sintesi
Tutti i soldi del mondo è un film che nasce immerso nelle controversie ma che, nonostante tutto, riesce ad appassionare, ritraendo uno spaccato della storia degli anni ’70 e come i soldi, Dio incorporeo, possano portare a perdere di vista ciò che davvero conta. E’ un film che convince e non annoia nonostante la sua durata, gestita al meglio grazie ad un ritmo narrativo interessante. Il cast eccellente, la veridicità usata per narrare gli eventi, le ambientazioni reali non stravolte, come spesso viene fatto nei film americani ambientati in Italia, rendono Tutti i soldi del mondo un prodotto piacevole, seppur greve per le tematiche trattate, che di certo merita di essere visto.
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