Tre manifesti a Ebbing, Missouri, la sinossi
In una cittadina del Missouri, Ebbing, una madre che ha perso pochi mesi prima la figlia dopo una terribile violenza, vista la mancata risoluzione del caso da parte della polizia, decide di tenere alta l’attenzione sulla sua tragedia, noleggiando tre grandi spazi pubblicitari fuori città per accusare le forze dell’ordine di non aver ancora catturato l’assassino. Questo atto, e tutto ciò che ne consegue, porteranno a inaspettate conseguenze che aiuteranno a svelare chi sia veramente ognuno in città.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri, le nostre impressioni
Tre manifesti a Ebbing, Missouri, è un film molto particolare, e nella particolarità risiede molta della sua bellezza. Il resto viaggia sulle gambe, quasi in versione cowboy, della bravissima Frances McDormand, che interpreta un personaggio totalmente tridimensionale, una madre che ha perso una figlia in modo violento, una madre con dei profondi rimorsi e senza risposte, una madre che è determinata a tutto per averle quelle risposte.

Le particolarità del film, oltre all’uso della dark comedy per esplorare un tema così difficile, sono anche nella costruzione stessa del racconto e nello sviare lo sguardo dello spettatore, portandolo a dare rilievo ad alcune cose mentre quello che lo stesso regista ci vuole dire è altro: ci sono sottotraccia messaggi che ci parlano di razzismo, di violenza sulle donne, di una società americana, e occidentale più in generale, che si va via via imbruttendo e tutto questo rimane nel subconscio dello spettatore, perché è lì che McDonagh vuole che stia.
L’altro grande messaggio del film è che dalla violenza, nasce solo violenza, dall’odio, dal rancore e dalla disperazione nascono solo odio, rancore e disperazione, come a volte viene buttato lì sulla bocca di persone più improbabili, mentre sarà una lettera in particolare (ma non vi svelo quale) a sottolinearlo. Tutto questo diventerà chiaro nel bellissimo finale del film che lascia, a dir poco, spiazzati.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Valutazione globale - 8.5
8.5
Divertente e profondo
Tre manifesti a Ebbing, Missouri, curiosità dalla conferenza stampa
Prima il glamour (semiserio): la McDormand non si è proprio cambiata, è vestita esattamente come nel film ed è un po’ lei che tira le fila in questa conferenza stampa, assieme al regista McDonagh, mentre un Harrelson un po’ stanco e con cappellino da baseball in testa ha poca energia vitale. Sam Rockwell invece rimane un po’ il solito tamarro di quartiere.

Il film, a detta del cast, vuole comunque essere un analisi su quello che c’è di buono in ogni uomo e donna, di quello che va al di là della rabbia, della vendetta e del pregiudizio e quindi in sostanza una storia di (possibile?) redenzione.
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