The Young Pope sbarca alla Mostra del Cinema di Venezia, per questa particolare e unica presentazione per una serie tv, dovuta alla presenza di Paolo Sorrentino, il molto amato regista italiano e il debutto non delude, anzi, se possibile riesce a superare le pur notevoli attese.

Questo mix di caratteristiche forse lo rende uno dei suoi lavori più interessanti, quantomeno per un pubblico più ampio, perché unisce il suo genio visionario e la sua eleganza di scrittura ad una maggiore comprensibilità della trama che, rispetto ad altri lavori, diventa più centrale.
The Young Pope e il senso di spiazzamento
Potrebbe risultare un concetto un po’ particolare, ma questo doppio pilot di The Young Pope lascia, secondo me, spiazzati. Ma il senso che voglio dare a questo termine è chiaramente di un ammirata volontà del creatore, che riesce a far attraversare al lettore diversi sentimenti e stati d’animo per portarlo a delle svolte che destabilizzano il sistema di giudizio e di empatia coi personaggi che si era creato fino a qualche momento prima.

La bravura degli interpreti aiuta notevolmente, con Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando su tutti, ma la scrittura e la regia contribuiscono a creare questo cocktail di stordimento emotivo.
Sorrentino colpisce duro
Siamo nel Paese del Vaticano, e l’influenza di questa istituzione è enorme. Per questo questa pellicola risulta coraggiosa oltre che mirabile. Sorrentino colpisce duro, colpisce ovunque e mette in luce una realtà complicata ma, a dispetto di tutto, non traccia linee nette tra il bene e il male, come vedevamo anche prima.

Però l’attraversare questa narrazione risulta duro per un pubblico che ritrova molti riferimenti alla realtà e, anche in questo, Sorrentino è da applausi nel saper raccontare questa storia alternando toni più grevi con toni leggeri, con quella voglia che ha di far ridere o sorridere lo spettatore che contribuisce a bilanciare e armonizzare il tutto, rendendolo lo spettacolo godibile che è.
Arte visiva e capacità interpretativa
Conosciamo le capacità di Sorrentino, ma vederle ogni volta crea un forte senso di ammirazione. La qualità dell’immagine, le musiche a tratti lievi e a tratti assordanti, la capacità di danzare con la telecamera, il ritmo mai forzato sono tutte doti che rendono il prodotto una spanna sopra al resto della produzione televisiva italiana e a tratti anche di alcune blasonate concorrenti d’oltreoceano.

Un plauso, infine, alla capacità e al coraggio di Sky nel realizzare questa serie che porta una luce particolare sulle nostre produzioni.
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