Tratto dal romanzo western dello scrittore canadese Patrick DeWitt, The Sisters Brothers del regista francese Jacques Audiard è un film western che vanta una co-produzione tra Francia, Belgio, Romania e Spagna e un cast stellare composto da Joaquin Phoenix, John C. Reilly e Jake Gyllenhaal.
The Sisters Brothers: la sinossi

The Sisters Brothers: le nostre impressioni da Venezia 75
The Sisters Brothers è il perfetto esempio di film che è in grado di stupire andando oltre le aspettative del genere western, quel genere tanto americano e cristallizzato in determinati personaggi e situazioni narrative. Non si può certo dire che la struttura di partenza del film non sia western, si tratta pur sempre di cercatori d’oro, di persone ricercate, di cowboy che galoppano nelle sconfinate praterie, di paesaggi mozzafiato e a perdita d’occhio, di saloon e sparatorie. Ma non è che la base dalla quale il film di Jacques Audiard si solleva per raccontare un prisma di tematiche inaspettate, intrecciate tra loro con un’accurata alternanza di toni e con una regia davvero talentuosa.

The Sisters Brothers offre un racconto di formazione di adulti maldestri che hanno a che fare con un mondo che cambia, un mondo violento e rapace, ma nel quale c’è spazio per quelle cose che i veri uomini del western classico (normalmente) non considererebbero: i sentimenti, il rapporto sincero che si può spontaneamente provare verso persone, amici, animali, oggetti. E nel raccontare tutto ciò, largo spazio viene lasciato ad episodi squisitamente comici (esilarante è il rapporto dei cowboys con la “tecnologia” domestica in via di sviluppo, a.k.a. lo spazzolino e i sanitari), che ben si conciliano con altri decisamente drammatici. Quello che porta avanti il film è un discorso costruttivo, vario, estremamente interessante su personaggi che il western nel corso degli anni aveva reso fin troppo bidimensionali. Una rinascita del genere? Meglio dire che si sia raggiunto qualcosa di più. E consiglio vivamente di scoprirla.
The Sisters Brothers
valutazione globale - 8
8
Un western agrodolce, inaspettatamente profondo, completo
The Sisters Brothers: dichiarazioni e curiosità
La conferenza stampa ha in qualche modo rispecchiato l’ecletticità del film, altalenando interventi spiritosi a commenti molto profondi ed interessanti. Erano presenti uno degli attori protagonisti, il poliedrico John C. Reilly, il regista Jacques Audiard, il brillante compositore Alexandre Desplat (ormai uno dei compositori più illustri in circolazione) e il co-sceneggiatore Thomas Bidegain.

Il regista Jacques Audiard ha precisato che non si considera un grande conoscitore del genere western, per quanto conosca diversi film soprattutto degli anni ’70, e pertanto le sue ispirazioni non provengono, come molti critici immaginavano, solo dalla filmografia del west (tra i film che lo hanno ispirato ha nominato The Night of the Hunter, ma anche alcuni western come Little Big Man e Missouri Breaks). Ha tenuto inoltre a sottolineare che il suo film sia più un racconto di formazione di “due adulti rimasti all’età di 12 anni”, un racconto della ricerca di una felicità che va al di là del film, animato – per quanto esso tratti della violenza che precede la fondazione di una nazione – da un approccio tuttavia ottimista. Ha anche sottolineato inoltre quanto si tratti di un film che parli d’amore, d’amore fraterno e di tante altre declinazioni di amore e affetto.
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