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The assassination of Gianni Versace

The Assassination of Gianni Versace: recensione del primo episodio

Ha debuttato mercoledì 17 gennaio su FX e venerdì 19 su Foxcrime l’attesissima The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story, la serie tv prodotta e diretta da Ryan Murphy. Nel cast: Edgar Ramirez nei panni di Versace, Darren Criss in quelli dell’assassino, Penelope Cruz in quelli di Donatella Versace e Ricky Martin che interpreta il compagno di una vita di Gianni Versace.

The Assassination of Gianni Versace – American Crime Story: la sinossi

The assassination of Gianni VersaceLa seconda stagione della serie antologica American Crime Story si concentra sull’omicidio dello stilista calabrese, famoso in tutto il mondo, Gianni Versace per mano di Andrew Cunanan, freddato con due colpi di pistola la mattina del 15 luglio 1997 mentre stava rientrando nella sua villa di Miami dopo una passeggiata.

The Assassination of Gianni Versace – American Crime Story: le nostre impressioni

Per Gianni Versace è l’alba di una nuova giornata. Il primo piano che lo vede ancora nel letto della sua maestosa villa di Miami ci introduce nella quotidianità dello stilista considerato il numero uno dell’alta moda in tutto il mondo. Ryan Murphy, regista e produttore esecutivo della serie, in 7 minuti, sulle note dell’Adagio in Sol Minore di Remo Giazotto, ci porta a rivivere gli ultimi istanti di vita di Versace prima di essere freddato dai colpi di pistola sparati dal suo omicida Andrew Cunanan. Un inizio di serie sontuoso, con dialoghi quasi del tutto assenti, dove assistiamo anche al crescendo smisurato della follia di Cunanan che lo porterà a mettere fine alla vita di Versace.

The assassination of Gianni VersaceCon questa prologo, The Assassination of Gianni Versace prende subito le distante dal precedente The People Vs. O.J. Simpson, serie rivelazione di due anni fa; e lo fa con toni diversi, più orientati verso l’opera lirica che al documentario (all’inizio) e alla giallo processuale (in seguito) che erano i cardini su cui si basava la prima stagione di American Crime Story. La serie sviluppata per la televisione da Tom Rob Smith, invece, ispirata al libro Vulgar Favors di Maureen Orth, lavora su due livelli temporali distinti: il 1997, l’anno dell’omicidio e tutto ciò che ne conseguì, e il 1990, quando Andrew Cunanan conosce per la prima volta Gianni Versace in una discoteca gay di San Francisco.

In The Assassination of Gianni Versace non vedremo aule di tribunali, riunioni di avvocati e processi con inquisiti. L’assassino di Versace è chiaro fin da subito alla polizia avendo già ucciso nei mesi precedenti altre quattro persone. Ci sarà solo un caccia all’uomo che durerà fino a pochi giorni dopo l’omicidio quando il corpo di Cunanan sarà ritrovato senza vita in una casa galleggiante non tanto distante dalla villa di Versace. Ed è proprio sulla figura di Cunanan che è dedicato il maggior minutaggio del primo episodio. Una figura fin da subito ambigua, doppiogiochista e bugiarda: ai gay dice di essere gay, agli etero dice di essere etero. Un ragazzo con evidenti problemi di accettazione della sua omosessualità e con un’ossessione patologica verso le persone che hanno raggiunto il successo come, in questo caso, Gianni Versace.

The assassination of Gianni VersaceIl Darren Criss che dà corpo e volto all’omicida di Versace sembra un lontano parente del ragazzino visto in varie stagioni Glee. La sua interpretazione, infatti, è molto convincente nel riuscire ad equilibrare al meglio possibile i repentini cambi di personalità di Cunanan. Ne ha fatta di strada il giovane Darren, insomma. Buona anche la performance di Edgar Ramirez nei panni di Gianni Versace che vince la difficile prova di dare il giusto accento italiano all’inglese parlato dallo stilista, per un attore che ha passaporto venezuelano. Se a Penelope Cruz nei panni di Donatella Versace non si può promuoverla per il medesimo motivo di Ramirez, lo si può fare per le espressioni e le movenze che ricordano molto da vicino la sorella dello stilista ucciso.

The Assassination of Gianni Versace - American Crime Story

Valutazione globale - 7.5

7.5

Sontuosa

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The Assassination of Gianni Versace – American Crime Story: giudizio in sintesi

The Assassination of Gianni Versace mette in chiaro fin da subito il suo intento: concentrarsi sugli aspetti culturali dell’America dei primi anni ’90 dove l’omofobia, la paura del ‘diverso’ erano presenti in maniera ancora massiccia. La crime story del titolo della serie antologica prodotta da Ryan Murphy è qui solo un pretesto per parlare di altro, ovvero di temi ancora scottanti per la comunità americana e lo farà concentrandosi sulle vite delle persone che gravitavano intorno a Gianni Versace.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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