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Dina

Sundance London: il documentario Dina incanta il festival

  • scheda
  • recensione 

ANTEPRIMA NAZIONALE: 20 gennaio 2017
GENERE: Documentario
REGIA: Antonio Santini, Dan Sickles
NAZIONALITÀ‘: USA
ATTORI: Dina Buno, Scott Levin

TRAMA: Un’eccentrica donna di provincia avvia con un portinaio di Walmart una relazione che prenderà una piega poco convenzionale…

Dina: una storia d’amore dalle grandi aspettative

Il film, nato dallDinaa collaborazione tra Dan Sickles e Antonio Santini, si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria nella sezione Documentari al celebre Sundance Film Festival, fondato da Robert Redford e tenutosi a Park City, in Utah, a gennaio. Negli ultimi 5 anni, il Sundance ha trovato una seconda casa a Londra, dalla quale recensiremo per i prossimi due giorni. Dina ha aperto il festival per la stampa, sorpassando aspettative già alte.

Dina Buso, protagonista indiscussa di questo documentario semi-biografico, ha un passato segnato da violenza ed abbandono, un passato in cui la diversità datale dall’autismo è sempre stata ignorata, mai celebrata o esplorata. Il documentario supera queste barriere e lascia che Dina e Scott Levin, il suo futuro marito affetto da sindrome di Asperger, si raccontino e ci raccontino l’amore e il matrimonio da nuovi punti di vista.

Dina: l’autismo, le seconde possibilità e Sex and the City

La particolarità dell’opera, sta nel documentare l’esperienza della vita di coppia dei due protagonisti prestando particolare attenzione alle paure ed alle insicurezze di entrambi, come uomo e come donna. “Continuerò solo ad avere cotte per diverse persone.” Così si presenta Dina, convinta di non trovare più l’amore, fieramente single, indipendente e fan sfegatata di Sex and the City. Ciò che colpisce maggiormente sono la sua sicurezza, la gioia di vivere e la simpatia travolgente. Nonostante sia stata vittima di violenza e abusi da parte di un ex fidanzato, Dina non sta chiedendo compassione, ci invita nella sua quotidianità mostrandoci che nella vita c’è molto di più.

Dall’altra parte, Scott, è terrorizzato dal contatto fisico, ama il suo smartphone e dedicare canzoni d’amore alla fidanzata. Ed è proprio dietro l’estrema sicurezza di lei e l’insicurezza di lui, che si nascondono i veri problemi di entrambi: “Come ci si comporta con chi è stato vittima di abuso? Come si ama completamente senza avere paura che accada di nuovo?” Questo percorso di coppia si fa ancora più interessante quando accompagnato dai meravigliosi amici e parenti e da un occhio documentario che non invade mai lo spazio dei personaggi. I registi, infatti, non utilizzano interviste o didascalie. L’esperienza di Dina è quasi quella di una commedia sceneggiata, finché lo spettatore non si accorge che si tratta della vita.

Dina: vincere contro il trauma celebrando la diversità

DinaDue scene del film, in particolare, rispondono alle due grandi domande che i protagonisti non si pongono mai direttamente. La prima, ci mostra la coppia in spiaggia, ad Ocean City, New Jersey. Dina indossa un costume leopardato, vuole sentirsi dire di essere bella, cosa che Scott non manca mai di dirle. Cammina verso l’oceano e Scott la guarda da lontano ed inizia a cantarle una canzone. La sequenza è di una semplicità disarmante e sembra proprio ammiccare alla ricerca di conferme di Dina e alla ricerca di sicurezze su quale comportamento tenere, da parte di Scott.

La seconda sequenza, invece, si svolge nel terzo atto ed è l’unico momento in cui l’occhio documentario si rende visibile e manipolatore dello scorrere dei fatti. Fuori campo, la voce dell’ex ragazzo di Dina, colui che l’ha quasi uccisa a coltellate. Dopo qualche secondo di assestamento, lo spettatore capisce che si tratta della chiamata al 911 avvenuta subito dopo l’attacco. In sottofondo, Dina, pone una sola domanda: “Vivrò?” Questo momento, brutale nella sua realtà, ci lega ancora di più ai personaggi e fa trasparire il conflitto alla base della loro unione.

Infine, Dina e Scott ci insegnano che amare è universale e che tutti desideriamo che qualcuno ci tenga la mano più spesso, senza il timore di chi siamo stati e di chi saremo.

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Dina

Valutazione globale

Un documentario sull'amore come non l'avete mai visto

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