Da lungo tempo assente dal piccolo schermo, Star Trek torna in TV con la sua nuova versione Discovery. Avrà saputo accontentare vecchi e nuovi fan?
Star Trek: Discovery – la sinossi
La razza dei Klingon, capitani dal loro leader T’Kuvma, ha un obiettivo poco pacifico: riunificare le 24 casate del loro Impero per dichiarare guerra alla Federazione dei Pianeti Uniti. Ad affrontare la minaccia sarà la nave spaziale Shenzhou capitanata da Philippa Georgiou (Michelle Yeoh) e il primo ufficiale Michael Burnham (Sonequa Martin-Green).
Star Trek: Discovery – le nostre impressioni

I primi due episodi di Star Trek: Discovery sono in tutto e per tutto un prologo di quello che sarà effettivamente la serie e servono per introdurre la protagonista principale: il primo ufficiale Michael Burbham. Qui incappiamo subito in due essenziali novità che ci propone Discovery. La prima è che il personaggio principale è una donna e non un uomo. La seconda, invece, riguarda il ruolo del protagonista che non è un capitano ma bensì un primo ufficiale. Ma le novità di Discovery non si fermano certo qui. Nei primi due episodi lo sforzo produttivo a livello di budget è evidente grazie a delle scene, in particolar modo quelle di battaglia spaziale, ben fatte e curate nei loro minimi dettagli. Al contrario di alcune vecchie serie su Star Trek, in Discovery i personaggi non hanno più quella monodimensionalità che il più delle volte li faceva apparire come semplici figure di corredo all’interno della serie, ma sono fin da subito ben strutturati. Prendiamo ad esempio il primo ufficiale Burbham. Di lei vediamo anche dei flashback (altro meccanismo narrativo inedito per Star Trek) sul suo passato e di quando da piccola rimase orfana per via di un attacco dei Klingon (anche se qui dovranno spiegarci l’incongruenza che vuole i Klingon assenti da oltre 100 anni), oltre al suo arrivo come primo ufficiale nella USS Shinzou.

Star Trek: Discovery
Valutazione globale - 7.5
7.5
Lunga vita e prosperità...a Discovery
Star Trek: Discovery – le curiosità
Discovery è stata creata, insieme a Alex Kurtzman, da uno dei nomi più noti e stimati della serialità televisiva: Bryan Fuller, ma Fuller ha lasciato Discovery nel periodo della pre-produzione per via dell’impegno con l’altra sua serie già andata in onda, American Gods. Per questo motivo Discovery ha subito più volte dei rimandi. Perso per strada Fuller, i nuovi showrunner di Discovery sono Gretchen J. Berg e Aaron Harberts.
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Meh!
*** SPOILER ***
Pro
Effetti speciali bellissimi.
Contro
Il primo ufficiale e l’ufficiale scientifico che litigano come bambini.
Scelte fatte senza nessuna logica/sentimento, solo per “creare la situazione”.
Il ponte di comando dove la catena di comando non esiste.
i Klingon cambiati per la seconda volta, quando potevano “creare” un’altra razza.
Sarek che sembra prevedere il futuro e la figlioccia “già sà!”.
La serie che, da come si presenta, sembra un’unica puntatona tipo telenovela.
Direi che questa serie se la possono tenere.
D’accordo praticamente su tutto. Tuttavia penso che me la guarderò fino in fondo, giusto per poter dare un giudizio completo.
Invece non capisco cosa intende l’autore della recensione definendo le precedenti serie di Star Trek “anonime”. Enterprise, che tutti criticano tanto, era allo stesso tempo originale e coerente con l’universo Star Trek. Discovery non sembra essere né l’uno né l’altro.
Vedremo