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Best of: le 10 (più 5) migliori serie TV del 2017, cosa recuperare

5 – American Gods – Prima stagione (Starz, Amazon)

Basato sul romanzo best-seller di Neil Gaiman del 2001, American Gods racconta la storia di un diverso tipo di guerra, quella tra nuovi e antichi Dei. Gli antichi Dei tradizionali, con le radici sparse nella mitologia mondiale, temono l’irrilevanza perché il numero dei loro fedeli si assottiglia, essendo il genere umano sempre più sedotto da denaro, tecnologia e celebrità, che sono le offerte delle nuove Divinità. Shadow Moon (Whittle) è un ex detenuto che, alla deriva a causa dalla recente scomparsa della moglie, diventa guardia del corpo, partner di viaggio di Mr. Wednesday  (McShane). Ma in verità, Mr. Wednesday non è un altro ex galeotto, ma una potente divinità antica, in missione per costruire un esercito e recuperare la sua gloria perduta.

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mindhunter

4 – Mindhunter – Prima stagione (Netflix)

E’ difficile incastonare in un genere preciso Mindhunter. Etichettarlo come thriller psicologico sarebbe effettivamente troppo poco e forse anche un qualcosa di sbagliato poiché non sono presenti i classici stilemi di questo genere. Mindhunter rappresenta una novità per la serialità televisiva, che non si preoccupa di essere così complessa ed esclusiva (nel senso che esclude una larga fetta di pubblico per niente interessata a tutto questo) per via di questa sua narrazione fluttuante che è il vero punto di forza della serie. Un vero e proprio gioiello. In attesa di una seconda stagione, già confermata da Netflix prima dell’inizio della prima.

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the leftovers finale

3 – The Leftovers – Terza e ultima stagione (HBO, Sky Atlantic)

Troviamo tutto in quei pochi minuti, nel lungo finale di The Leftovers, in cui spesso ci chiediamo cosa stiamo vedendo, nonostante le solite performance sublimi degli attori, che ci hanno deliziato anche in questa stagione, ma aleggia il dubbio, perché i finali di Lindelof portano con se quest’aura di rischio, questo voler esagerare almeno all’apparenza, ma è tutto lì, davanti a noi, in quei pochi minuti.

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legion

2 – Legion – Prima stagione (Fx, Fox)

Legion fa una cosa che in pochissimi hanno il coraggio di fare e in ancora meno sono capaci di fare: innova, completamente, non solo il genere di racconto, ma anche il modo di fare una serie TV, così profondamente che, nonostante ci siano diverse serie belle o anche solo piacevoli nel panorama di oggi, lo stacco che si sente tra queste e la creatura di Hawley è così profondo da far sembrare ogni altra cosa non solo un genere diverso, ma un tipo di arte espressiva diversa.

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Handmaid's Tale

1 – The Hanmaid’s Tale – Prima stagione (Hulu, TIMVISION)

Lo show tratto dal racconto omonimo di Margaret Atwood ci trasporta in un mondo di oppressione, nel quale anche la speranza è ormai solo un ricordo. Un mondo “morente” per il bassissimo tasso di natalità e per le devastazioni ambientali, nel quale una frangia di integralisti esaltati prende il potere in nome di una utopica società migliore (“migliore non per tutti”) che si basa su una distorta visione della religione e dei valori, trasformandoli da fattore positivo a discriminante oppressiva. Un mondo nel quale sotto all’elité dominante, striscia e sopravvive un’umanità martoriata e privata della sua stessa dignità.

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A pagina 3 le menzioni speciali appena fuori la Top Ten 

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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