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Rosso Istanbul: scheda, trailer e recensione del nuovo film di Ferzan Ozpetek

 

  • scheda e trailer 
  • recensione 

DATA USCITA: 2 marzo 2017
GENERE: Drammatico
REGIA: Ferzan Ozpetek
ATTORI: Tuba Büyüküstün, Halit Ergenç, Mehmet Gunsur, Nejat Isler, Serra Yilmaz
NAZIONALITÁ: Italia
DURATA: 115′
DISTRIBUITO DA: 01 Distribution

Sinossi: 13 maggio 2016. Orhan Sahin torna a Istanbul dopo 20 anni di assenza volontaria. Come editor deve aiutare Deniz Soysal, famoso regista cinematografico, a finire la scrittura del suo libro. Ma Orhan rimane intrappolato in una città carica di ricordi rimossi. Si ritrova sempre più coinvolto nei legami con i famigliari e gli amici di Deniz che sono anche i protagonisti del libro che il regista avrebbe dovuto finire. Soprattutto Neval e Yusuf, la donna e l’uomo a cui Deniz è più legato, entrano prepotentemente anche nella vita di Orhan. Quasi prigioniero nella storia di un altro, Orhan però finisce per indagare soprattutto su se stesso, riscoprendo emozioni e sentimenti che credeva morti per sempre e che invece tornano a chiedergli il conto per poter riuscire a cambiare la sua vita.

Rosso Istanbul, la trama

Tratto dall’omonimo libro auto-biografico pubblicato da Ozpetek nel 2013, Rosso Istanbul racconta di Orhan Sahin, ex-scrittore turco da anni in esilio volontario a Londra in seguito ad un trauma familiarerosso istanbul. Richiamato nella sua città Natale dall’amico e famoso regista Deniz Soysal per redigerne l’autobiografia, Orhan finisce per immergersi nella sua vita al punto di confonderla con la sua, e accoglierne l’eredità.

Orhan, sopraffatto dai ricordi, è tentato di scappare da Istanbul, combattuto tra il tragico passato che ritorna, e il presente che irrompe e non lo lascia andare. Pian piano però il protagonista scivola nella vita dell’amico scomparso, e ne sostituisce la presenza: nel triangolo di amore e amicizia tra Nadal e Yussef, a casa come figlio putativo. Solo a Isanbul Orhan ritrova le passioni perdute: la voglia di vivere, di scrivere, e di amare…

Rosso Istanbul, intimo e oscuro

rosso istanbulLa storia, ambientata in una Istanbul intellettuale ed eccessiva, ricorda in alcune scene la Roma di Sorrentino. Tuttavia i ricordi più intimi del regista restano passaggi arcani e troppo personali per essere apprezzati. La storia è vagamente Pirandelliana, con i protagonisti alla ricerca di qualcosa, che spariscono, ritornano e si confondono tra di loro. Le vicende politiche appena accennate sembrano poi una forzatura per dare realismo al film. Così all’imporvviso i personaggi si ritrovano per pochi secondi in piazza Galatasaray accanto a una manifestazione delle “Madri del sabato”, senza accennare a commenti. O il breve episodio della domestica di origini curde, che resta coinvolta nelle vicende dei parenti scappati in Turchia, nel bel mezzo della trama.

Rosso Istambul, giudizio

Ammetto che amo l’estetica di Ozpetek, più delle sue storie. Ho amato in questo film la ricercatezza della fotografia, i primi piani con bokeh sul Bosforo illuminato, gli interni di ville meravigliosamente arredate, appartamenti eleganti con vista sulla torre di Galata, e attori sempre ben vestiti nello stile radical-chic più raffinato. Una vera gioia per gli occhi! Ozpetek non mi ha deluso neppure questa volta. Eppure il film risulta lento e noioso. O piuttosto, talmente personale da farmi perdere spesso il filo di dialoghi troppo lirici.rosso istanbul

Ho trovato infine fastidiosa Serra Yilmaz, attrice “feticcio” del regista turco, che doppia se stessa nel suo caratteristico accento tronco e sarcastico, mentre gli altri attori decantano – in perfetto italiano – frasi drammatiche e poetiche come: “Le separazioni sono solo per chi ama con gli occhi; chi si ama col cuore non si separa mai” (cit. Rumi), o “chi guarda troppo il passato non vede il presente“, e ancora “il dolore separa le persone o le unisce per sempre ”…

Insomma, Rosso Istanbul è un film intimo e oscuro. Bello quanto inaccessibile.

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Rosso Istanbul

valutazione globale

intimo ma poco accessibile

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