Dopo il passaggio per qualche giorno in alcuni cinema selezionati, arriva finalmente disponibile su Netflix Roma, il nuovo film di Alfonso Cuarón vincitore del Leone d’Oro all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Roma: sinossi

Roma: le nostre impressioni

Nella prima ora di proiezione Cuarón si preoccupa solo della presentazione dei personaggi e di dare sfogo alla sua indubbia capacità di muovere la macchina da presa che culmina in un piano-sequenza in cui la protagonista spegne tutte le luci della grande stanza centrale della casa. Scena eccellente da un punto di vista tecnico ma che, come tutto il film fino a quel momento, lascia piuttosto freddi e che si risolve in un semplice sfoggio di bravura, uno sterile esercizio di stile.
Tuttavia Roma si riscatta ampiamente nella seconda parte: non solo perché finalmente Cuarón ci porta fuori dalla casa al centro del dramma, ma soprattutto perché la vicenda si apre lentamente, i sentimenti entrano in gioco e alcuni fatti tragici sconvolgono la vita dei protagonisti, ed è in questa seconda parte che Roma prende il volo. Pur rimanendo sempre un film estremamente tecnico, il tecnicismo e la bravura registica sono al servizio di una storia che procede e smuove sentimenti sempre più forti e profondi fino all’eccezionale finale tra le onde dell’oceano risolto ancora una volta con un esemplare piano-sequenza dalla potente resa drammatica.
Se Roma marca un netto distacco rispetto ai precedenti film di Cuarón da un punto di vista stilistico (oltre che di budget), è invece in continuità per quanto riguarda le tematiche. Ancora una volta ci si occupa di parto e di rinascita, ancora una volta sono le donne al centro della vicenda (gli uomini hanno ruoli marginali e in linea di massima sono rappresentati come meschini e traditori) e ancora una volta vengono rappresentate come unica vera speranza del mondo.

Per quanto sia stato acquistato per la distribuzione da Netflix, Roma è stato pensato per il cinema e l’ideale sarebbe riuscire a vederlo in una sala con lo schermo più grande possibile, non tanto per apprezzare alcuni movimenti di macchina o la bella fotografia in bianco e nero, ma per immergersi totalmente nell’atmosfera che Cuarón riesce a ricreare utilizzando certamente le immagini ma anche i suoni e i rumori in modo spesso magistrale.
Roma
Valutazione globale - 8
8
Tecnicamente eccelso, emotivamente freddo nella prima parte
Roma: giudizio in sintesi

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