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Unbreakable Kimmy Schmidt 4

Unbreakable Kimmy Schmidt: recensione della prima parte della stagione 4

Creata dalla penna eccentrica di Tina Fey e Robert Carlock, è sbarcata su Netflix il 30 maggio la quarta stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt, una sitcom in sei episodi strampalata al punto giusto, e per questo accattivante.

Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – la sinossi

Unbreakable Kimmy Schmidt 4La serie segue ancora una volta le vicende dell’indistruttibile ed entusiasmante Kimmy (Ellie Kemper, attrice nota per il ruolo di Erin Hannon in The Office e per i film Le amiche della sposa e 21 Jump Street), una ragazza sopravvissuta ad un’esperienza terribile: è stata rapita quando era in terza media e tenuta prigioniera per 15 anni dalla setta del reverendo Richard Wayne Gary Wayne (Jon Hamm).

Ma il ricordo dei giorni passati nel bunker sotterraneo insieme ad altre tre adepte del ‘culto apocalittico’ appartiene ormai al passato. Si diradano i flashback che mostrano il lavaggio del cervello al quale veniva sottoposta: è tutto alle spalle, nella quarta stagione Kimmy può finalmente guardare avanti e occuparsi meglio di come far procedere la sua vita.

Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – le nostre impressioni

Se la sorpresa della serie, dalla prima alla terza stagione, stava nell’affrontare il tema drammatico di alcune donne rapite e tenute prigioniere con gag a raffica e un clima leggero da sitcom, ora la trama procede come un bulldog sulla strada spianata che ha costruito.

Unbreakable Kimmy Schmidt 4Ma lo fa, beninteso, senza deridere mai il trauma vissuto dalle vittime di violenza, attraverso i suoi personaggi credibili. Già da subito è chiaro che gli sceneggiatori hanno trovato il modo per far sembrare Kimmy innocente, ma mai stupida. La vediamo lottare con sé stessa per disfarsi della sua copertina di Linus, lo zaino JanSport viola che le è stato rubato nella prima stagione. Allo stesso tempo, però, ha imparato che essere adulta non significa rinunciare alle cose che ama (come ad esempio gli adorati reggiseni con i giorni della settimana), ma vuol dire semplicemente accettare se stessa, le sue esperienze e i suoi interessi, senza imbarazzo o rabbia o vergogna.

Stesso dicasi per Titus. Quando dirige un musical scolastico, inizialmente pecca in protagonismo, ma poi, spinto da Kimmy (ovviamente), realizza che il momento di cedere il passo è arrivato e, con esso, il vero successo. In Unbreakable Kimmy Schmidt lo sviluppo dei personaggi è imbevuto come sempre di quell’umorismo bizzarro e assurdo che caratterizza la serie. Tutti continuano a fare battute con un tale ritmo che gli spettatori non hanno nemmeno il tempo di accorgersene. Anche se l’attenzione si ferma sul terzo episodio, “Party Monster”, un momento straordinario in cui lo show si allontana dalla sua consueta forma e si concentra sui documentari criminali che hanno preso piede in America. Una trovata creativa originale e di grande impatto che probabilmente farà discutere i fan a lungo.

Unbreakable Kimmy Schmidt 4In definitiva ad Unbreakable Kimmy Schmidt non manca niente per essere una perfetta commedia: dal primo dialogo vengono fuori già tutti i caratteri dei personaggi, lo si nota a malapena perché i tempi comici di Burgess e Kemper incalzano, catalizzando l’attenzione. “Non importa se sei stato preso da una setta o sei stato respinto più e più volte alle audizioni. Puoi rannicchiarti in una palla e morire… oppure puoi alzarti e dire che siamo diversi. Siamo i più forti e non puoi spezzarci”. In queste parole, Kim afferma sin dall’inizio della serie la sua filosofia di vita, la resilienza. Mica solo roba da ridere

Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione

Valutazione globale - 6

6

Sitcom divertente, mai stupida

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Unbreakable Kimmy Schmidt: 4 stagione – un giudizio in sintesi

Dal primo istante Unbreakable Kimmy Schmidt è assolutamente divertente, anche se si tratta di un tipo di umorismo diverso dal solito. Forse dovuto alla penna magistrale di Tina Fey, ex comica del Saturday Night Live, nonchè scrittrice della serie NBC 30 Rock, e a quella del coautore Robert Carlock (30 Rock).

Unbreakable Kimmy Schmidt 4A fare da sfondo un sottotesto piuttosto corposo tra continui riferimenti alla politica Usa e un linguaggio da barzelletta, non del tutto decodificabile per chi non abita negli Stati Uniti. In realtà Unbreakable Kimmy Schmidt affronta temi difficili, come le molestie sessuali, in modi che nessun’altra sitcom ha mai fatto prima, e funziona molto bene perchè si fa specchio, senza sconti, della società americana e cartina al tornasole dei suoi difetti mediatico-politici. Con un occhio di riguardo al mondo dello spettacolo, di cui sonda con scientifica esattezza ogni aspetto sfaccettato, riuscendo a captare la devianza insita in ciascuno ambito: dal teatro alla pubblicità, dai talk show al musical, dalle news al documentario.

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