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Tonya

Tonya – la recensione del film di Craig Gillespie con Margot Robbie

Tra i film più apprezzati alla Festa del Cinema di Roma, Tonya è stato uno dei film più acclamati degli ultimi mesi, diretto da Craig Gillespie e interpretato da Margot Robbie, nominata agli Oscar come migliore protagonista. Per il ruolo della madre di Tonya Allison Janney ha vinto l’Oscar come Miglior attrice non protagonista.

Tonya: la sinossi

Il film racconta la vita di Tonya Harding, ex campionessa di pattinaggio artistico, accusata, prima delle Olimpiadi del 1994, di essere la mandante dell’aggressione alla rivale Nancy Kerrigan, che l’ha portata alla radiazione e all’abbandono dell’attività agonistica. Il film, attraverso delle finte interviste ai protagonisti della vicenda, attraversa tutte le fasi della vita della pattinatrice, dall’abbandono del padre all’amore tormentato con il marito Jeff, e i rapporti che l’hanno più condizionata, come quello con una madre severa e poco umana, pronta a tutto per renderla una stella.

Tonya: le nostre impressioni

Abbiamo visto altre volte raccontare vicende simili, storie difficili che portano a decisioni sbagliate, ed ogni volta è sembrato di assistere, al di là della qualità del film, a delle scelte stilistiche che viravano alla comprensione, al pietismo, al perdono. Nel film di Craig Gillespie non vi è nulla di tutto ciò: è un commedia un po’ nera, un po’ grottesca che si maschera da biopic.

TonyaDopo anni di eroi e perdoni, ecco l’antieroe. La frase “L’America vuole qualcuno da amare, ma anche qualcuno da odiare” è la summa di quel che è questa straordinaria boccata d’aria fresca. Il film risulta estremamente coerente, divertente, sboccato senza scadere mai nella volgarità e la sua forza sta nel non cadere mai nel melenso e nel drammatico, davvero difficile viste sia le tematiche affrontate (la violenza domestica, l’aggressione, etc) sia l’andamento del cinema moderno e non.

E’ un film volutamente cattivo, dissacrante, irriverente, ed è questa la sua originalità e la sua forza. Il racconto, grazie ad una sceneggiatura audace e forte del doppio piano d’azione (film e intervista), non perde mai d’intensità, ma coinvolge ed appassiona lo spettatore completamente per due ore. Il film è anche un’esaltazione dei sensi, grazie ad una colonna sonora rock e una fotografia che richiama le atmosfere di fine anni ’80 e inizio anni ’90.

TonyaAd alzare ulteriormente il livello del film sono anche le ottime prove fornite dagli attori. Margot Robbie è superba, meritevole di Oscar tanto quanto la magnifica McDormand di Tre Manifesti. Lascia il ruolo che ben le si addice della femme fatale e calza alla perfezione i panni della selvaggia e grezza Tonya, sia negli aspetti più superficiali sia in quelli più intimi ed interiori, risultando magnetica ed espressiva. E’ una grande prova di maturità per l’attrice. Ai limiti della perfezione, invece, è la prova istrionica e “perfida” dell’oramai premio Oscar Allison Janney. L’attrice ha regalato un’interpretazione brillante, cinica, che giustamente ha fatto razzia di premi e che sicuramente rimarrà cult nella storia del cinema contemporaneo.

Tonya

valutazione globale - 8.5

8.5

Una boccata d'aria fresca, un biopic cattivo e divertente, scritto con intelligenza, con due grandi prove attoriali.

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Tonya: un giudizio in sintesi

TonyaGillespie dirige un biopic comico e irriverente, che ben amalgama la struttura contrapposta tra narrativa e intervista. Oltre ad un bell’omaggio vintage della colonna sonora e una fotografia di livello, ad alzare il livello del film sono sicuramente le prove delle due attrici principali. Margot Robbie raggiunge la maturità abbandonando i panni della bomba sexy e vestendo superbamente i panni di Tonya, mentre eccellente è la prova pluripremiata di Allison Janney.

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