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T2 Trainspotting: scheda, trailer e recensione del film di Danny Boyle alla Berlinale

  • scheda e trailer 
  • recensione 

DATA USCITA: 23 febbraio 2017
GENERE: Drammatico
PAESE: Gran Bretagna
REGIA: Danny Boyle
ATTORI: Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle

SINOSSI

20 anni dopo Trainspotting, molte cose sono cambiate, ma altrettante sono rimaste le stesse. Mark Renton (Ewan McGregor) torna all’unico posto che da sempre chiama casa. Lì ad attenderlo ci sono Spud (Ewen Bremner), Sick Boy (Jonny Lee Miller), e Begbie (Robert Carlyle), insieme ad altre vecchie conoscenze: il dolore, la perdita, la gioia, la vendetta, l’odio, l’amicizia, l’amore, il desiderio, la paura, il rimpianto, l’eroina, l’autodistruzione e la minaccia di morte. Sono tutti in fila per dargli il benvenuto, pronti ad unirsi ai giochi.

Molti lo attendevano, molti altri lo attendono ancora: T2 Trainspotting. Nel momento in cui si è saputo che un volume 2 sarebbe arrivato è iniziata l’attesa. Sarà all’altezza del primo? Sarà come 20 anni fa? Ma i film e le persone cambiano con gli anni e l’energia di conseguenza.

Premesse linguistiche: consiglio vivamente ai non anglofoni di mettere i sottotitoli, anche in inglese. È un volume 2 molto più parlato del primo, molto più discusso piuttosto che vissuto e forse anche per questo è meno d’impatto.

T2 Trainspotting: cosa è successo? Cosa succede?

t2 trainspottingRenton alla fine di Trainspotting aveva “tradito” i suoi compagni, scappando con 16 mila sterline alla ricerca di una nuova vita ed in un certo senso lo ha ottenuto: si è trasferito ad Amsterdam, si è sposato, ma ora è di ritorno in quella Edimburgo in cui aveva lasciato i suoi compari. Spud, dopo essersi fatto una famiglia, è di nuovo in enormi difficoltà; Sick Boy si arrangia con la sua amichetta in affari; Begbie è in prigione, da cui riesce astutamente a fuggire, irascibile come sempre. Il gesto di Ranton però non è stato affatto dimenticato, da nessuno dei tre. Una nuova occasione si prospetta, un possibile nuovo inizio in un progetto da avviare.

T2 Trainspotting, vent’anni dopo…

t2 trainspottingCorreva il 1996 quando Lust for Life incideva fortemente l’immaginario di molti spettatori, quando quelle riprese sperimentali erano segno di una regia elettrica, in grado di far decollare un film dalle prime sequenze. Non si può certo dire che Danny Boyle abbia perso la tecnica, sebbene non ci siano riprese potenzialmente memorabili. Ma qualcosa manca, o meglio, è subentrato come un’arma a doppio taglio, menzionata esplicitamente sia nel film sia in conferenza stampa, che inevitabilmente condiziona la regia: la nostalgia. T2 Trainspotting risulta essere un film completamente diverso dal predecessore che tanti hanno amato ed al contempo intrinsecamente legato a quest’ultimo attraverso un ritorno sofferto.

Non siamo in regime di tristezza pura, sia ben inteso, si tratta sempre della stessa banda di matti, si ride, ci si disgusta, si sorride, ma sempre con un’attitudine di confronto, quasi inevitabile. Ci ricordiamo bene quel gabinetto da cui emergeva Renton, riconosciamo la strada lastricata di Edimburgo che i nostri antieroi attraversavano di corsa, la verdeggiante collina su cui arrivavano in treno, ma nonostante tutto ogni riferimento al passato è visto attraverso la lente della nostalgia, di quella malinconia causata dal ritorno ai luoghi familiari dopo tanto tempo. Vediamo dunque il regista tornare sulle sequenze dell’originario t2 trainspottingTrainspotting inserite esplicitamente come termine di paragone tanto quanto i personaggi tornano sui loro passi nei luoghi noti anche a noi. A queste poi si aggiungono delle riprese in montaggio parallelo dell’infanzia dei personaggi, cresciuti insieme fin dalla tenera età, come fossero dei video di famiglia. Stesso trattamento per le sequenze “anonime” che ritraggono il locale pieno di persone, inserite sempre come termine di paragone. Il primo a tornare sui suoi passi è di fatto Ranton, il primo ad essere fuggito col bottino: si reca dai suoi compari, che lo disprezzano o lo odiano per quello che ha fatto anni prima. Ritornano a galla anche le vittime del primo Trainspotting, che hanno segnato per sempre le vite degli altri. Torna una nuova versione di “Choose Life!” ed altro ancora…

Un dialogo continuo

Il dialogo con il precedente è evidente, era inevitabile. Il film del 1996 ha impressionato troppo per essere omesso e ripartire da zero. Eppure ho come l’impressione che da esse un dialogo diventi più che altro un’ossessione, quella di un passato che ha lasciato il segno troppo forte, anche nel regista, brillante come al solito, ma sempre rivolto indietro, come i suoi personaggi che rievocano episodi lasciati alle spalle, persino Spud. Il precedente non guardava allo scorrere del tempo, erano tutti più disinibiti, scorretti, provocatori. Ebbene sì, non me lo sarei mai aspettato, ma T2 Trainspotting cerca di recuperare maldestramente e con troppa nostalgia le sue origini.

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T2 Trainspotting

valutazione globale

Inaspettatamente nostalgico

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