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Soni

Soni: recensione del film indiando Netflix di Ivan Ayr

La recensione del film indiano Soni disponibile su Netflix dal 18 gennaio.

Soni: la sinossi

Soni

Soni è un’agente di polizia nel commissariato di Delhi, e lavora in una squadra che previene il crimine sulle donne. Utilizzata come esca durante le ronde notturne, Soni (Geetika Vidya Ohlyan) troppo spesso si lascia andare a reazioni molto violente che presto la costringono a un trasferimento lontano dalle azioni di strada. La sua sovrintendente e mentore Kalpana (Saloni Batra), comprende la sua frustrazione e cerca di riabilitarla affrontando lei stessa ostacoli burocratici e di corruzione, ma sopratutto di genere.

Soni: le nostre impressioni

Il film di Ivan Ayr è stato presentato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti ricevendo un tiepido plauso. Interessante invece leggere il contesto entro cui la vicenda si svolge. I crimini sulle donne all’interno di una società fortemente discriminatoria nei confronti del genere femminile.

Soni

Soni prosegue su binari paralleli dove episodi delle due protagoniste rivelano un comune substrato culturale di violenza di genere. La vicenda delle due agenti quasi-amiche si complica con vicissitudini personali. L’intreccio appare un po’ confuso ma serve a dipingere un quadro culturale che penalizza fortemente le donne. Sia nella casa di Kalpana, di origine Sikh ed erudita, o nella casa in periferia popolare di Soni, la discriminazione latente di parenti e vicini nei confronti di donne-emancipate è stridente.

Ivan Ayr ha iniziato a lavorare al progetto nel 2014 dopo un picco di episodi violenti contro le donne in india. Gli episodi che hanno portato a soluzioni drastiche ma poco effettive – vedi taxi e autobus segregati – hanno convinto il regista ad approfondire la situazione sul territorio.

Il punto di vista di una donna poliziotto è sembrato la finestra perfetta e trasversale da cui affacciarsi per ritrarre questi crimini. Crimini urbani, ma spesso più familiari. Prima delle riprese regista e attrici hanno incontrato molte donne poliziotto nei commissariati e nelle loro abitazioni, per capire la vita di una donna in un mondo di uomini. Le contraddizioni tra esercizio pubblico e privato sono ritratte nel film in maniera molto sottile, ma per questo il messaggio risulta più incisivo.

Soni

Valutazione globale - 6.5

6.5

Ritratto delle donne contemporanee

User Rating: Be the first one !

Soni: giudizio in sintesi

Soni

Scelta coraggiosa la distribuzione di Soni sulla piattaforma Netflix. Molto differente dai soliti prodotti del sub-continente per il mercato occidentale. Un film quasi monocromatico e scevro di quelle immagini colorate e “bolliwoodiane” a cui spesso l’India viene spesso associata. Le scene sono riprese in esterni bui e angusti, o in ambienti domestici poco illuminati. Donne che lavorano in turni di notte e non vivono la casa in maniera tradizionale, vestono uniformi verde-oliva e solo raramente sari poco vistosi. Consumano pasti frugali in bistrot, o riscaldati nel forno a microonde. Un film che ritrae delle donne indiane contemporanee: molto lontane dall’immagine tradizionale e stereotipata a cui possiamo pensare. Il risultato è un dramma criminale quasi “occidentale”, magari non eccelso, ma sicuramente degno di nota. Unica pecca potrebbe essere l’assenza del doppiaggio sulla piattaforma Netflix che costringe a leggere i sottotitoli andando a perdere tutte quelle sfumature di accenti e di classi che si intuiscono soprattutto dalle ambientazioni domestiche dei suoi protagonisti.

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Soni

Valutazione globale - 6.5

6.5

Ritratto delle donne contemporanee

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