Home / Netflix / Peaky Blinders: recensione dell’episodio 4.01 – il ritorno dei fantasmi
peaky blinders

Peaky Blinders: recensione dell’episodio 4.01 – il ritorno dei fantasmi

Dopo una lunghissima assenza tornano i Peaky Blinders, i gangster di Small Heath, con una stagione attesa e annunciata come un insieme di episodi che alzeranno l’asticella della tensione e dell’azione, con molti ritorni e l’importante ingresso di Adrien Brody.

Peaky Blinders, la nuova stagione, sinossi

peaky blinders L’unico modo per uscire tutti vivi da quanto successo nella scorsa stagione è stato quello di rischiare di morire tutti quanti e soprattutto di sfasciare i delicati equilibri e dare tanti saluti alla fiducia nella famiglia Shelby. Ma la necessità fa l’uomo ladro, e se ladro lo sei già, allora riunisce la banda e la necessità, in questo caso, è un pericolo ancora più devastante di quelli affrontati finora. Alla vigilia di Natale del 1925 una lettera arriva a tutti i membri della famiglia Shelby e sono degli auguri che non fanno certo presagire un domani migliore. Da qui parte la lunga corsa per salvarsi la vita.

Peaky Blinders, episodio 4.01, le nostre impressioni

Il ritorno dei Peaky Blinders è stato qualcosa che si è fatto aspettare molto, tanto che al loro riapparire, al poter riassistere a questa regia cupa, a questo uso delle musiche così invasivo e potente, sono corsi dei brividi di piacere lungo la schiena. peaky blinders Ben altri sono i brividi che sono corsi lungo le schiene della famiglia Shelby nei primi momenti di questo nuovo episodio e, per quanto per noi spettatori, l’esito della scena fosse relativamente scontato, abbiamo potuto percepire la tensione e l’angoscia. Peaky Blinders ritorna e lo fa in pompa magna.

Nelle prime fasi di questo episodio d’apertura della stagione, dopo questo inizio shock, abbiamo per forza di cose dovuto assistere ad un rallentare, perché il molto tempo passato, sia on screen, sia off screen, rendeva necessario una sorta di riepilogo, che ci riportasse nella narrazione aiutandoci a ricordare le vecchie dinamiche e identificare le nuove.

La parte dedicata a tutto questo scorre più lenta, ovviamente, ma non sentiamo la pesantezza, soprattutto per la bravura degli interpreti che, oltre al magnetico Cillian Murphy, riconferma la bravura, nelle poche scene in cui è presente, di Helen McCrory, un incredibilmente spezzata Zia Polly, supportata dalla verve di Sophie Rundle, una Ada Shelby perfettamente in linea con i roaring twentys.

peaky blinders Ma Peaky Blinders ci mette poco a scaldarsi e l’azione, richiamata da questo pericolo incombente, accelera in modo spasmodico nella parte finale, riuscendo a costruire un climax che, anche se ha delle svolte forse un po’ troppo palesi, si mette a correre all’impazzata e promette una stagione in cui azione, gangster movie e pulp tarantiniano si faranno sentire con molta forza.

La trasformazione della narrazione nell’episodio, però sta tutta in Thomas Shelby, dallo spaesamento di vederlo in versione molto “borghese” di un inizio episodio pacato, al ritorno alla confort zone di rivedere il vero lui che rispunta nel finale, emblematicamente sulla strada di ritorno a Small Heath

Peaky Blinders - Episodio 4.01

valutazione globale - 7.5

7.5

Introduttivo ed esplosivo

User Rating: Be the first one !

Peaky Blinders, episodio 4.01, un giudizio in sintesi

peaky blinders

Se questo è solo l’inizio di questa stagione di Peaky Blinders siamo messi molto bene. Oltre ai grandi “cavalli di ritorno”, ossia Murphy e Tom Hardy (anche se non in questo episodio), abbiamo l’ingresso di un altro pezzo da novanta, ossia quell Adrian Brody di cui intravediamo solo il cupo arrivo nella prima puntata. Questo episodio serviva da metaforico ponte tra il passato e il presente e ha svolto perfettamente questo compito, con il solito enorme comparto tecnico, sia visivo che sonoro, ed è arrivato a far partire le danze con un finale di episodio molto movimentato e con una svolta che ci lascia col fiato sospeso fino alla prossima settimana.

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *