Home / Recensioni / Moschettieri del re: recensione del film di Giovanni Veronesi
Una scena da Moschettieri del re di Veronesi

Moschettieri del re: recensione del film di Giovanni Veronesi

Moschettieri del re e’ un film di Giovanni Veronesi premio David di Donatello nel 2006 per la sceneggiatura di Manuale d’amore.

Moschettieri del re: sinossi

Incombe in una Francia traslocata in Basilicata la repressione dei protestanti ugonotti ad opera del cardinale Mazzarino (Alessandro Haber). La regina di Francia (Margherita Buy) manda a chiamare i moschettieri di Dumas, ormai passati da molti anni a vita privata, per quella che nel sottotitolo del film viene definita la penultima missione. Seguiranno intrighi di palazzo, belle cortigiane e un po’ di cappa e spada.

Moschettieri del re: le nostre impressioni

Una scena da Moschettieri del re di VeronesiSebbene ricorra al proprio onesto mestiere di sceneggiatore, oltre che regista, di commedie all’italiana, Veronesi non riesce a salvare il suo film dall’insipienza, azzeccando purtroppo solo alcune gags e scadendo invece molto spesso nella banalità in alcune occasioni o nel gratuitamente triviale in altre. La trama è troppo debole e non regge la rivisitazione parodica del classico di Dumas e non spiccano nemmeno gli scenari incantevoli della Basilicata, fotografati quasi ci si trovasse in una fiction invece che in un film. Nemmeno l’estetica del luogo quindi può niente per riabilitare un film nato con poche idee e molto banali.

L’interesse per la storia scema quasi subito, appare tutto prevedibile e superfluo, poiché fin da subito risulta chiaro che ogni scusa per inserire qualche gag venga sfruttata in modo piatto e poco originale. Si arriva in fondo alla visione – non senza un finale senso di disagio – soltanto perché sospinti dalla bravura di Favino e Mastandrea, che fanno ridere il primo con sfiziosi giochi di parole e il secondo con la sua romanità anarchica, anche se la loro buona interpretazione prescinde dal film stesso. Sotto di loro Papaleo azzecca qualche gustoso doppio senso, mentre il resto degli interpreti, tra ruoli di spicco e figure piu’ marginali, appare appiattito da una comicità che non fa brillare nessun personaggio e che a tratti annoia persino, nonostante ci siano attori, per esempio la Buy, la Solarino e Haber, in grado di dare certamente di piu’. Solo a volte come detto la risata si fa strada, altre volte il livello si abbassa e lascia delusi.

Una scena da Moschettieri del re di VeronesiNon convince poi, anzi appare goffo ed estemporaneo, il tentativo che Veronesi fa ad un certo punto di intenerire lo spettatore e di dare un’aura di solennità alla sua storia. Nel complesso il film appare un’operazione da botteghino, infatti risulta difficile trovare un posto in sala per vederlo, ma trascurabile sotto il profilo estetico e contenutistico. Nonostante Veronesi abbia preso il premio Monicelli nel 2014 dobbiamo dire che in questo film non gli fa onore: della commedia all’italiana, che era il ritratto profondo di un popolo, ironico e graffiante al tempo stesso, qui rimane ben poco, al massimo qualche risata da avanspettacolo.

Moschettieri del re

valutazione globale - 4.5

4.5

Un'operazione di botteghino

User Rating: Be the first one !

Moschettieri del re: giudizio in sintesi

Una scena da Moschettieri del re di VeronesiVeronesi fa un film che strappa qualche buona risata, ma questo è tutto. Nel complesso il film appare avere il fiato corto: vicende pilotate in funzione delle gags da inserire, qualche battuta greve, personaggi che lasciano poco. Nemmeno le scenografie potenzialmente accattivanti riescono a colpire lo sguardo dello spettatore, che alla fine del film si trova annoiato e anche un po’ a disagio. Si respira una generale insipienza che non rende onore né al regista né agli interpreti, appiattiti da una trama che vacilla nella sua mediocrità. Tra le note positive, spicca soltanto la verve comica di Mastrandrea e Favino, unico motivo valido per rimanere in sala fino alla fine.

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook

About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *