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Il pericoloso libro delle cose da veri uomini: recensione della serie Amazon

Il 30 marzo ha debuttato su Amazon Prime Video Il pericoloso libro delle cose da veri uomini (The Dangerous Book for Boys), la nuova serie comedy firmata dal vincitore dell’Emmy Award per Breaking Bad, Bryan Cranston, e dal regista di Superbad, Greg Mottola. Il progetto rappresenta il primo vero grande affare in qualità di produttore di Cranston, che già nel 2014 aveva acquistato i diritti del bestseller britannico scritto a quattro mani da Conn e Hal Iggulden e pubblicato nel 2006.

Il pericoloso libro delle cose da veri uomini: la sinossi

il pericoloso libro della cose da veri uominiLa serie racconta le vicende della famiglia McKenna, che si vede costretta a fare i conti con la precoce scomparsa del capofamiglia Patrick (Chris Diamantopoulos). Per la madre Beth (Erinn Hayes) diventa sempre più difficile tenere a bada i tre figli dopo la scomparsa del marito e, per questo, decide di consegnare loro Il pericoloso libro delle cose da veri uomini, una sorta di manuale di sopravvivenza scritto dallo stesso Patrick con lo scopo di istruire i suoi ragazzi alla comprensione e all’aiuto reciproco.

Il libro è destinato in particolare al figlio minore Wyatt (Gabriel Bateman), che si troverà catapultato all’improvviso in un mondo fantastico: in questa dimensione parallela, il nostro piccolo eroe riuscirà ad entrare in contatto proprio con il padre che, attraverso varie prove e dimostrazioni di coraggio, gli insegnerà dei trucchi preziosi per affrontare la vita reale.

Il pericoloso libro delle cose da veri uomini: le nostre impressioni

Trovare il modo giusto per trattare un tema delicato come quello della rielaborazione del lutto di un genitore non deve essere cosa semplice, soprattutto se il pubblico ideale a cui è destinato il prodotto televisivo è composto in gran parte da giovanissimi spettatori. il pericoloso libro della cose da veri uominiCosa prova un bambino di dieci anni di fronte alla scomparsa del padre? Come affronta la realtà di tutti i giorni senza avere più al suo fianco uno dei suoi principali punti di riferimento? In che modo viene riscritto il suo ruolo all’interno della famiglia, specialmente nel rapporto con la madre e con i fratelli?

Il pericoloso libro delle cose da veri uomini offre una risposta a questi importanti interrogativi, e lo fa con tatto e fantasia: il carattere ludico e spensierato della narrazione viene sempre garantito, anche quando la situazione di base è tra le più drammatiche.

Già dalle prime riprese capiamo che il vero protagonista della storia è Wyatt. Dell’età di dieci anni, è il figlio minore, ma anche quello più sensibile e riflessivo: è il primo membro della famiglia, infatti, a sentire la necessità di parlare della morte del padre, a differenza dei fratelli maggiori Dash (Drew Logan Powell) e Liam (Kyan Zielinski) che sembrano quasi fingere che nulla sia cambiato.

Dotato di una sensibilità e di un’empatia fuori dal comune, Wyatt riesce a percepire gli atteggiamenti apparentemente incomprensibili e immaturi degli adulti che lo circondano: dallo zio Terry, fratello gemello del padre (sempre interpretato da Diamantopoulos), all’eccentrica nonna Tiffany (Swoosie Kurtz), fino ad arrivare alla madre Beth, spesso divisa tra determinazione e sconforto, Wyatt sa sempre come porsi in aiuto dei suoi cari, dispensando i suoi genuini ma al contempo saggi consigli.

il pericoloso libro della cose da veri uominiUna maturità a dir poco sconcertante per un bambino della sua età, certo, soprattutto quando lo vediamo consolare la madre preoccupata per i problemi finanziari sorti in seguito alla morte di Patrick. In più occasioni abbiamo la netta sensazione che quello di Wyatt sia un mondo alla rovescia, in cui il protagonista, seppur bambino, deve tirarsi su le maniche se vuole superare i piccoli grandi ostacoli della vita di tutti i giorni.

In suo aiuto però corre sempre il padre Patrick, il cui “pericoloso libro delle cose da veri uomini” propone una vasta gamma di prove da superare per imparare, passo dopo passo, a cavarsela in ogni situazione: così, per esempio, una partita a poker nell’Old Wild West può rivelarsi utile a Wyatt per capire perché a volte è necessario bluffare, raccontare delle bugie a fin di bene nel quotidiano, o ancora l’esperienza in un sottomarino a 170 metri sotto il livello del mare può insegnargli non solo a decifrare il codice Morse, ma anche e soprattutto a comunicare con le ragazze.

il pericoloso libro della cose da veri uominiAd ogni difficile situazione della vita reale corrisponde insomma un test che Wyatt deve essere in grado di superare, veicolato dalla premurosa guida del padre, figura che continua a irrompere nel suo quotidiano provocandogli delle vere e proprie allucinazioni. Data la preoccupazione della madre e dei suoi insegnanti, Wyatt viene indirizzato nello studio di una psicologa, dove si scontra con la paura di essere pazzo: l’introspezione intrapresa dal bambino protagonista rappresenta di sicuro uno degli aspetti più delicati e al tempo stesso interessanti della serie, che non rinuncia mai all’accostamento di fatti più giocosi e leggeri a quelli più commoventi e drammatici.

… Un’unica, piccola osservazione? È quasi un peccato che Il pericoloso libro delle cose da veri uomini si concluda nel giro di sole sei puntate: nonostante riconosciamo che si tratti di una serie per bambini e che, di conseguenza, alcuni limiti siano dettati dal genere, il suo sviluppo risulta forse un po’ troppo rapido, esso avrebbe potuto essere ampliato con ulteriori prove e lezioni, offrendo così uno sguardo più approfondito sulla crescita personale di Wyatt e dei suoi fratelli – oltre che sulla risoluzione economica dei problemi della famiglia, liquidata con eccessiva fretta.

Il pericoloso libro delle cose da veri uomini: un giudizio in sintesi

il pericoloso libro della cose da veri uominiTargata Amazon e ideata da Bryan Cranston e Greg Mottola, la nuova serie per famiglie ispirata all’omonimo romanzo di Conn e Hal Iggulden Il pericoloso libro delle cose da veri uomini (2006) racconta con delicatezza e leggerezza la storia dei McKenna, alle prese con la recente scomparsa del padre Patrick.

La chiave per superare le difficoltà di un quotidiano sempre più complicato è rappresentata da un manuale che lo stesso Patrick, inventore alquanto bizzarro in vita, lascia ai tre figli: sarà in particolare Wyatt, il più piccolo, a fare grande tesoro delle prove e delle rispettive lezioni presenti ne “Il pericoloso libro delle cose da veri uomini”.

È una storia di formazione ricca di giochi ed esperienze surreali, adatta sia ai bambini che agli adolescenti – ma anche ad un pubblico più adulto, che non incontra alcuna difficoltà nel comprendere il mondo interno (e, soprattutto, esterno) al piccolo Wyatt.

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