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La legge e la Signora recensione del poliziesco femminile dell’era vittoriana

wilkie collins la legge e la signoraAutore: Wilkie Collins
Titolo: La Legge e la Signora
Editore: Fazi Editore
Pagine: 402
Costo: 18,00
Uscita: 6 ottobre 2016

 


Nuova ed accattivante edizione di Fazi de La Legge e la Signora, già edito romanzone di Wilkie Collins, contemporaneo e collaboratore di Charles Dickens, riconosciuto come uno dei padri del romanzo poliziesco, quello tradizionale con detective, indizi, moventi, sospettati, innocenti e colpevoli.

Valeria, la protagonista, sposa Eustace con una cerimonia austera e silenziosa. Ma Eustace ha un segreto e la pretesa che tale rimanga. Un verdetto di non colpevolezza per il misterioso crimine per il quale è stato indagato, a lui può stare bene, basta che nessuno voglia aprire il suo pericoloso vaso di Pandora. Valeria è però una donna risoluta, moderna, testarda, capace di guardarsi allo specchio e riconoscersi con oggettività come una donna dall’aspetto serio e composto, spinta da un amore senza riserve verso questo marito mite, senza luci, con molte ombre. Salvare la reputazione del marito diventa la missione della protagonista che procede con metodo e determinazione nell’ambito di una stantia società vittoriana poco abituata al coraggio di una donna libera e cocciuta, capace di affrontare personaggi e situazioni che incuterebbero timore a chiunque ma non a lei.

“Non ho mai sentito, Valeria, di una donna che abbia fatto quello che ti proponi di fare. Che Dio ci aiuti! La nuova generazione è oltre la mia capacità di comprensione” [pagina 116]

Valeria rischia tutto, anche l’amore del marito che fa da subito un passo indietro; lo fa per amore di verità, per la salvaguardia della dignità di un marito amatissimo e dei figli che verranno.

La Legge e la Signora, perchè sì:

  • il matrimonio di Eustace e Valeria, descritto nelle prime pagine. Rigore, austerità, silenzio, riservatezza di una cerimonia cristiana, di un amore serio ed adulto

“Valeria sei moglie! Dov’erano i miei pensieri? Cos’era successo alla mia attenzione? Ero troppo stupita per saperlo. Sobbalzai e guardai il mio novello marito. Sembrava attonito quasi quanto me” [pagina 15]

  • la coppia Miserrimus Dexter, nobile deforme dalla vena folle e la sua monumentale, fedelissima schiava Ariel; sembrano usciti dritti dritti dal castello di Frankestein Junior

“Se trattengo l’immaginazione, quando ho una di queste crisi, divento pazzo. Perdo coscienza per ore. Quando finisce la mia energia è ai minimi termini e la mia sensibilità è spaventosamente acuta. Se si risvegliano in me delle associazioni di memoria malinconiche o terribili, in questi momenti, sono capace di crisi isteriche, di urlare” [pagina 215]

La Legge e la Signora, perchè no:

  • è una narrazione lenta, classica, classicissima, rigorosa, fredda… l’amico Dickens è ben altra cosa.

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