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Ibiza: la recensione del nuovo film Netflix con Gillian Jacobs e Richard Madden

In previsione della stagione estiva imminente e nel contesto di caldo torrido che ci assale, Netflix ci ha fornito un prodotto “ad hoc”, fatto di mare, feste, amori estivi e ricco di leggerezza, ovvero il film Ibiza, per la regia di Alex Richanbach con Gillian Jacobs, Richard Madden, Phoebe Robinson e Vanessa Bayer.

Ibiza: la sinossi

IbizaHarper, giovane PR per una prestigiosa azienda, viene inviata in Spagna per lavoro. Decide però di partire con le sue migliori amiche, Nikki e Leah, per intervallare il lavoro con lo svago. Arrivate a Barcellona, le ragazze vanno in un locale, dove Harper viene notata, a causa di un buffo inconveniente, dal dj di fama internazionale Leo West, che rimane colpito dalla ragazza, che invita nel backstage e a cui lascia il numero. Si innesca così una catena di eventi che porterà le ragazze a Ibiza, dove Leo farà un dj set in prestigioso locale. Accompagnata dalle amiche di sempre, conoscendo individui ambigui e bizzarri, Harper vivrà un’esperienza estiva indimenticabile, che la condurrà alla scoperta più importante, ovvero la sua vera natura e i suoi desideri.

Ibiza: le nostre impressioni

IbizaTutti noi siamo in trepidante attesa che arrivi l’estate, abbiamo voglia di spensieratezza, leggerezza, e sembra che anche Netflix punti a questo: sì, perche Ibiza, con i suoi toni accesi, la musica da discoteca, le spiagge e il sole, comunica proprio questo. Dovranno passare mesi prima che il pubblico si rivolga nuovamente alla piattaforma alla ricerca di materiale più impegnato, perciò Netflix ha puntato a dare ai fruitori esattamente quello che volevano, assecondati dalla bella stagione imminente. E’ proprio su questo che si punta, nelle immagini vivaci, a tratti intervallate da inquadrature confuse, che nel complesso funzionano e descrivono quella che può essere una vacanza estiva di 3 giovani donne, tutte alle prese a modo loro con la carriera, le responsabilità e l’amore. In un confusionario pot-pourri di luci e suoni, tuttavia, che a livello visivo tanto fanno appiglio sulla memoria del pubblico, soprattutto quello giovane, Ibiza non si distingue né per l’originalità della trama e delle vicende, né tantomeno per una sceneggiatura brillante, che sì, spesso fa ridere, ma che sostanzialmente non presenta quell’elemento “wow”.

La caratterizzazione dei personaggi, in particolare delle 3 amiche Harper, Leah e Nikki è peculiare e divertente, tanto da ricordare i classici “tipi” da sitcom, un po’ alla New Girl: Leah è una ragazza intraprendente e spericolata, che spesso si caccia nei guai ma che alla fine rimette in riga le atre, mentre Nikki è la classica brava ragazza ebrea, con un lavoro stabile e che, nel tentativo di comportarsi da “cattiva ragazza” risulta patetica, nel senso positivo del termine. Confesso che la maggior parte delle risate che mi sono fatta le devo a lei, con quel suo modo ridicolo e impacciato di flirtare, le espressioni buffe e le frasi sconclusionate e spesso fuori contesto. Harper, invece, è la classica ragazza ligia al dovere, brava in tutto quello che fa, ma senza mai uscire dal seminario, incatenata alle convenzioni che non le permettono di esprimersi. Sarà proprio lei, forse più delle altre, a trarre da questo viaggio ai limiti del tragicomico i risultati migliori, poiché questo viaggio verso le terre calde della Spagna le ha insegnato a svincolarsi dalla rigidità e, sembra, dalle sbarre di quella gabbia che era la sua vita fino ad allora. Tuttavia, il cliché del trovare se stessi trovando “l’amore” risulta eccessivamente scontato, forse troppo, e non lascia un buon messaggio. Serve un uomo per capire chi si è? Forse no, ma nel caso di Harper sembra dare il giusto imput per liberarsi dalle costrizioni. Insomma, le tre protagoniste femminili rappresentano quelle che sono persone reali, in cui ci si può facilmente immedesimare, i classici tipi di amiche che ci si aspetta di trovare in un trio, con le caricature del caso per sottolinearne i tratti, che risultano nel complesso convincenti.

IbizaIn un contesto da sogno, fatto di città e spiagge, locali, sole e musica, Ibiza presenta un altro elemento che può attirare, ovvero il protagonista maschile, Leo West, interpretato da Richard Madden, il compianto Robb Stark di Game of Thrones: dj venerato da platee intere, sembra essere un ragazzo gentile, forse al di fuori dei canoni che ci si aspetta rispecchino i suoi “colleghi”. Con la sua presenza, nella vita di Harper si attiva una catena di eventi che porteranno la ragazza ad una sorta di rivelazione, ma diciamocela tutta, quanto può essere credibile che avvenga un incontro del genere? Certo, allo spettatore viene richiesta la cosiddetta sospensione dell’incredulità, ma in un prodotto come Ibiza, che punta proprio sulla veridicità degli eventi, sulla possibilità che viene concessa al pubblico di immedesimarsi con personaggi, quanto può funzionare un espediente simile? Come già detto in precedenza, alla fragilità e alla poca inventiva della sceneggiatura, si unisce anche questo, la poca verosimiglianza delle situazioni.

Ibiza

Valutazione globale

leggero, piacevole ma poco verosimile

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Ibiza: un giudizio in sintesi

IbizaIbiza è un prodotto fatto ad hoc, leggero e frizzante, adatto alle menti ormai stanche che già sono proiettate verso spiagge assolate e notti scatenate. Per quanto sia un prodotto che si lascia guardare piuttosto piacevolmente, grazie a momenti brillanti e divertenti e all’interpretazione data al trio di amiche da parte del cast, presenta scene e situazioni che mancano di credibilità e lasciano perplessi, sebbene il film in sé sembra puntare proprio sulla verosimiglianza che può permettere agli spettatori di immedesimarsi.

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About Ilaria Coppini

25, ormai laureata in Letterature e Filologie Euroamericane, titolo conseguito solo per guardare film e serie TV in lingua originale (sulle battute ci sto ancora lavorando). Almeno un'ora al giorno per vedere un episodio la trovo sempre, e Netflix è ormai il mio migliore amico. Datemi del cibo e una connessione veloce e scatenerete la binge-watcher che è in me.

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