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Amazon Prime Video Homecoming

Homecoming: recensione della prima stagione della serie Amazon Prime Video con Julia Roberts

Disponibile dal 2 novembre su Amazon Prime Video, la prima stagione di Homecoming è la rivelazione del 2018 grazie anche ad un’ottima interpretazione di Julia Roberts e per la regia di Sam Esmail.

Homecoming: la sinossi

Homecoming Julia RobertsHeidi Bergman (Julia Roberts) è una terapeuta che lavora all’interno dell’Homecoming, una struttura di proprietà di una misteriosa società che si occupa di aiutare i veterani di guerra a reinserirsi nella vita civile, in particolar modo i soggetti colpiti dalla sindrome da stress post-traumatico. Passati 4 anni ritroviamo Heidi lavorare come camerira presso un ristorante. Heidi sembra non ricordare quasi niente del suo periodo trascorso all’Homecoming, fino a quando un ispettore del Dipartimento della Difesa (Shea Whigam) non l’andrà a trovare per porle delle domande sul ruolo che aveva nella struttura e sui rapporti intrattenuti con uno dei suoi ospiti, il soldato Walter Cruz (Stephan James).

Homecoming: le nostre impressioni

Julia Roberts in HomecomingPuò nascere da un podcast di successo una delle serie tv più interessanti e sorprendenti dell’anno? La risposta è sì e la prova è Homecoming, nuova serie di Amazon Prime Video con protagonista una mai così brava Julia Roberts.

La narrazione, tematica e stilistica, della serie creata da viaggia su un doppio binario. C’è il passato, che racconta gli ultimi giorni di lavoro di Heidi all’Homecoming prima che avvenga un qualcosa che la porterà ad abbandonare definitivamente la struttura, contraddistinto da un’atmosfera da thriller paraonoico; e c’è il presente, quello che vede Heidi lavorare in tutt’altro contesto e dove prende il via un’indagine che dovrà fare luce su quanto accuduto. Episodio dopo episodio, Homecoming diventa un puzzle che si ricompone pezzo per pezzo fino al disvelamento finale del mistero che pervade la storia fin dal primo episodio.

In Homecoming si respira spesso un’aria claustrofobica, vuoi per le inquadrature asfissianti del presente in formato 1:1 vuoi perché il mistero che avvolge la storia viene svelato col contagocce. Tutto questo permette alla serie di viaggiare su livelli alti per tutti i suoi 10 episodi di mezz’ora scarsa l’uno. Si arriva alla fine di ognuno di questi con la voglia di guardare subito il successivo.

Grazie ad una sceneggiatura stratificata e millimetrica, che rasenta la perfezione, Homecoming non si ferma solo alla sua caratteristica da thriller cospirazionista come se fosse un film della Hollywood degli anni ’70, ma è una serie che parla anche di molto altro, come delle ferite psicologiche causate dall’abominio della guerra, delle misteriose logiche che si nascondono nelle stanze segrete di alcune corporazioni internazionali con il solo fine di generare profitto, della possibilità che la vita riservi ad un ognuno di noi una seconda chance.

Ma Homecoming è anche e soprattutto una storia d’amore che, senza svelare troppo, trova il suo apice in un finale romantico e al tempo stesso struggente, che ricorda tanto Eternal Sunshine of the Spotless Mind quanto Inception.

Se Homecoming è una delle serie più riuscite di questo 2018 lo si deve anche al regista di ogni singolo episodio, il Sam Esmail che qualche anno fa ha dato vita a quel piccolo capolavoro di Mr. Robot. E non è un caso che nella serie di Prime Video facciano di tanto in tanto capolino temi molto cari alla serie con Rami Malek, come la corruzione che riguarda la società Geist, un chiaro rimando alla Evil Corp di Mr. Robot.

Una scena di HomecomingEsmail è capace di dare una precisa identità e una particolare uniformità ad ogni singolo episodio utlizzando uno stile di ripresa che ormai è diventato a tutti gli effetti un suo marchio di fabbrica: dai frequenti primi piani alle inquadrature ora geometriche ora decentrate, come nel caso del campo controcampo tra il personaggio della Roberts e sua madre sono completamente decentrate. La comunicazione degli stati d’animo dei personaggi nelle serie dirette da Esmail avviene anche con questo espediente visivo. Chapeau.

Infine, occorre soffermarsi su una ritrovata Julia Roberts che, dopo anni di ruoli poco incisivi, passa dal suo adorato cinema al piccolo schermo dando vita ad un personaggio molto sfaccettato e stratificato. La Roberts dà il meglio di sé nei dialoghi, nel passato e nel presente, con Colin (Bobby Cannavale), il capo della misteriosa Geist, e nelle varie sessioni in cui si trova al cospetto di Walter Cruz, con cui imbastirà un rapporto ambiguo ma al tempo stesso dalla forte componente emotiva.

Homecoming

Valutazione globale - 7.5

7.5

Magnetica e ipnotica

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Homecoming: giudizio in sintesi

Julia Roberts in HomecomingMagnetica, ipnotica, claustrofobica, Homecoming è la vera sorpresa tra le serie tv del 2018. Grazie ad una regia che azzecca ogni inquadratura e ad una Julia Roberts finalmente con un ruolo che le rende giustizia, la serie di Eli Horowitz e Micah Bloomberg, nata da un podcast, mischia nel migliore dei modi una componente di thriller psicologico con una dal carattere investigativo cospirazionista. Al suo interno c’è anche molto altro, come le brutture della guerra, gli interessi egoistici di ambigue corporazioni e anche una struggente e romantica storia d’amore. Il tutto diretto da quel mostro di bravura che porta il nome di Sam Esmail.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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