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Gloria Bell

Gloria Bell: recensione del remake di Sebastián Lelio con Julianne Moore

Dal regista cileno Sebastián Lelio esce nelle sale italiane l’omonimo remake: Gloria Bell, con protagonista Julianne Moore.

Gloria Bell: sinossi

Gloria Bell è una donna single di 58 anni che conduce una vita mediocre preoccupandosi dei figli e del nipote. Ma Goria è soprattutto uno spirito libero che ama ridere e ballare nei night club per single maturi. Una sera in un club incontrerà Arnold e cederà all’amore.

Gloria Bell : le nostre impressioni

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Molto singolare questo rifacimento dello stesso regista dell’omonimo film. La versione originale del 2013 ricevette diversi premi dal festival di Toronto, al Festival di Berlino, dove la protagonista Paulina Garcia vinse L’Orso d’Argento, e anche a San Sebastian, in Messico e in India. Julianne Moore aveva già espresso la sua ammirazione per Gloria, e quando i due si sono incontrati a Parigi nel 2015, appena prima di iniziare le riprese di Una donna fantastica hanno discusso per ore del film fino a concludere che un remake Made in Hollywood avrebbe dato al film una più ampia distribuzione. Unica nota “cilena” che Leilo ha mantenuto nel film, la lettura di Torturro alla Moore di una commovente poesia del poeta cileno Claudio Bertoni.

La colonna sonora che segue Gloria Bell anche fuori dai disco bar, mentre canta in auto a squarciagola son le canzoni più famose degli anni ’70, i cui testi seguono perfettamente le vicissitudini della protagonista. Da Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler a No More Lonely Nights di Paul McCartney, Alone Again di Gilbert O’Sullivan, A Little More Love di Olivia Newton-John, alla versione di Laura Branigan di Gloria sul finale trionfante.

Gloria Bell

Un remake davvero ben fatto, come accadde a registi del calibro di Alfred Hitchcock, che nel 1956 riprodusse la versione americana di Un uomo che sapeva troppo, originariamente ambientato in Inghilterra nel 1934. Lelio trasferisce i suoi sforzi negli Studios, senza tuttavia svendere la natura fresca e profonda del film. Stessa montatura degli occhiali per la Garcia e la Moore, e identici i vestiti che sottolineano impietosamente un corpo non più giovane della ancor bello, Gloria è una donna che esce dagli schemi a sua insaputa. La telecamera impietosa segue la vita apparentemente disastrosa di Gloria, con inquadrature molto ravvicinate – quasi un reality – celebrando uno spirito positivo, e la sua gioia di vivere.

Magistrale l’interpretazione della Moore, che ride, balla e si incupisce, oscillando vertiginosamente tra il maturo e l’infantile. Julienne Moore interpreta perfettamente una Gloria a cui la vita scivola addosso. Senza scalfirla. Bravo anche John Turturro che sfodera un sottile umorismo e una recitazione dinoccolata a sottolineare un ruolo da inetto che fa da sponda alla forza di Gloria-Moore. Nel cast anche Michael Cera, Jeanne Tripplehorn e Holland Taylor.

Gloria Bell

valutazione globale - 7.5

7.5

Un gran bel film, un remake sorprendentemente stupefacente

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Gloria Bell: giudizio in sintesi

Gloria Bell

Ammetto di aver molto sottovalutato all’epoca l’originale versione di Gloria. Forse giudicato superficialmente come film straniero, particolare e di nicchia. In questa versione del 2019, Julianne Moore recita un ruolo da oggetto – quasi non protagonista – di un quotidiano apparentemente marginale. Ambientato in una Los Angeles svuotata dal lusso e glamour, tra condomini modesti e parcheggi multipiano, Gloria Bell è la protagonista “passiva” di ogni scena. Stupefaciente come Sebastián Lelio mette al centro dei suoi film donne apparentemente passive – da Una donna Fantastica a Gloria, le cui vicende nascondono altresì storie forti e struggenti. Senza sbilanciarsi nel pietismo o nel vittimismo, ma neppure nell’eroismo romantico.

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