Home / Recensioni / Chiamami col tuo nome: recensione del film di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome: recensione del film di Luca Guadagnino

Nel 2005 arrivò nelle sale italiane Melissa P., tratto dal best seller della scrittrice siciliana Melissa Panarello Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. Nonostante i buoni incassi, la critica lo distrusse. Oggi il regista Luca Guadagnino, dopo due esperienze molto apprezzate negli States, ha ottenuto la consacrazione unanime della critica mondiale con il suo ultimo film, Chiamami col tuo nome. Il film, sceneggiato da James Ivory e basato sul libro omonimo di Aciman, ha ottenuto consensi sin dalla sua presentazione allo scorso Festival di Berlino e, dopo le tre candidature ai Golden Globes, si appresta a concorrere da assoluto protagonista ai prossimi premi Oscar, in cui concorre in quattro categorie, film, attore protagonista, sceneggiatura non originale e canzone originale.

Chiamami col tuo nome: la sinossi

Lombardia, Estate 1983. Elio Perlman è figlio di una famiglia facoltosa, è diverso dai suoi coetanei, è un compositore e ama l’arte. Il padre è un professore di arte che ogni estate per sei settimane chiamami col tuo nomeinvita nella sua tenuta uno studente americano e, quindi, la famiglia si appresta ad ospitare Oliver, 24enne bello, sfrontato ed affascinante. Elio inizia a studiare Oliver, a volte infastidito dai modi del giovane yankee, ma sempre attratto dalla sua sicurezza e dal suo fascino. I due si avvicinano sempre più tra nuotate, passeggiate e conversazioni sull’arte e ciò che li circonda e il loro rapporto si trasforma in una travolgente passione e in un dolce sentimento, purtroppo destinato ad un’imminente fine, che lascerà un segno in entrambi.

Chiamami col tuo nome: le nostre impressioni

Con quest’opera il nostro Guadagnino si è guadagnato un posto d’onore nel cinema italiano. Il regista siciliano ha confezionato un film emozionante, ai limiti della perfezione, di cui godere chiamami col tuo nomepienamente con tutti i sensi. Guadagnino riesce a coinvolgere lo spettatore a livello sensoriale in qualsiasi scena, raccontando con grande verità e realtà i momenti quotidiani dei protagonisti, soffermandosi su aspetti che spesso nei film vengono tralasciati, come i banchetti spesso presenti all’interno del film.

Questa percezione è data da un qualcosa che sembra assurdo definire un pregio in riferimento ad un’opera cinematografica: la lentezza. Le scene estremamente lunghe e minuziose nel cogliere il minimo dettaglio, infatti, sono una delle chiavi vincenti di questo film, perchè danno la possibilità di cogliere ogni aspetto e di ammirare le bellissime costruzioni sceniche realizzate dal regista. E’ perfetto anche il connubio tra l’eleganza della scrittura quasi britannica di James Ivory, in pole position per l’Oscar come miglior sceneggiatura non originale, e la carnalità e l’amenità del lavoro di Guadagnino.

La strepitosa resa del film è anche dovuta ad un cast ottimo, su cui spiccano le prove convincenti di Timothee Chalamet e Armie Hammer, rispettivamente Elio e Oliver. I due ruoli
sembrano essere stati scritti sin dalla stesura del libro sui due interpreti. Chamalet si cala magistralmente nella fisicità minuta e chiamami col tuo nomenell’artisticità di Elio, nella sua crescita, la sua scoperta e anche nella sua fragilità, mentre Hammer ha dimostrato grande sensibilità nel dare varie sfumature al suo personaggio ed a renderlo credibile non solo nel suo aspetto più superficiale, ma anche nel suo lato più intimo. Da sottolineare, inoltre, l’ottima prova di Michael Stuhlbarg nei panni del padre di Elio, che regala con il suo monologo finale il momento più toccante di un film già colmo di emozioni.

Non meno importanti sono la costruzione perfetta della realtà italiana dell’epoca, omaggiata dal regista con splendide fotografie di paesaggi mozzafiato, grazie all’attento lavoro del reparto costumi e una colonna sonora estremamente sofisticata, con omaggi alla musica classica e a Battiato e con le due splendide canzoni scritte da Sufjan Stevens.

Chiamami col tuo nome

valutazione globale - 9

9

Elegante, emozionante, da vivere pienamente

User Rating: 4.65 ( 1 votes)

Chiamami col tuo nome: commento in sintesi

Guadagnino fa centro raccontando una storia d’amore in modo crudo ma elegante, grazie ad un cast attento e una grande attenzione per ogni dettaglio.

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook

About Francesco Giuffrida

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *