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Una scena di Breve historia del planeta verde di Santiago Loza

Breve historia del planeta verde: recensione del film alla Berlinale 69

Breve historia del planeta verde è un film del regista argentino Sebastiano Loza, presentato nella sezione Panorama della Berlinale 69.

Breve historia del planeta verde: sinossi

Una scena di Breve historia del planeta verde di Santiago Loza

Pedro, Tania e Domenica sono cari amici, pronti a darsi reciprocamente una mano nei momenti di maggior bisogno. Quando Tania viene a sapere della morte di sua nonna, si reca con i due amici nella casa di campagna per prendere parte al funerale, ma quando arrivano ormai è troppo tardi. Le viene però rivelato un segreto: in cantina c’è un alieno trovato in un prato, una creatura che aveva tenuto compagnia alla nonna e che lei, come ultime volontà, voleva che fosse riportato dove è stato trovato. Questa sarà la missione dell’improbabile trio.

Breve historia del planeta verde: le nostre impressioni

Una scena di Breve historia del planeta verde di Santiago Loza

Il film di Santiago Loza racconta la storia di un’amicizia tra persone emarginate dalla società: il gruppo di amici è composto da una ragazza trans dal trascorso complicato, da un ragazzo dal carattere sensibile e una ragazza infelice della sua routine da cameriera in un locale notturno. “Non accade nulla, è questo il punto”, è quello che dice Domenica a Tania, con lo sguardo triste, e di lì a poco la loro vita prenderà una svolta completamente inaspettata.

“We are all a bit odd”, siamo tutti un po’ strani, dice Pedro ad un certo punto del film, guardando quel corpicino inerte e alieno, quell’esserino violaceo venuto da chissà dove, forse dimenticato dai suoi simili, proprio come loro tre. Con un’atmosfera molto surreale viene raccontato il rapporto tra stranezze di diversa natura, tra quegli individui alieni alla stessa società in cui si trovano. Tra scene accattivanti caricate dalla musica a tutto volume e scene oniriche al limite dell’assurdo ci viene dipinto un rapporto interpersonale tra identità fragili, esposte ai rischi di un mondo potenzialmente ostile che li schiaccia silenziosamente ai margini della cultura. Sarà nei boschi e nel freddo della campagna argentina che i tre compagni di avventura dovranno avventurarsi con mezzi rimediati, portandosi dietro quel piccolo alieno semi esanime dentro un grosso trolley riempito di ghiaccio. Cosa stanno facendo esattamente? Cosa accadrà a loro e al loro piccolo amico? Non ne hanno idea, ma procedono.

Una scena di Breve historia del planeta verde di Santiago Loza

In una storia che suscita grande tenerezza ed è costellata di scene e situazioni toccanti, esilaranti e surreali, è interessante percepire la fragilità e la melanconia di tutti i personaggi, tra i quali non emerge nemmeno un vero antagonista. Fanno sorridere quelle persone gentili che si offrono di dare una mano a quella combriccola di amici, quelle persone che non si sorprendono del fatto che esistano gli alieni, ma del fatto che non ne avevano mai visto uno dal vero. Anche i personaggi che sembrano essere più negativi, rivelano un lato sensibile, riconoscendo un’umanità e un’alienità che accomuna tutti in qualche modo.

Assistiamo ad una variegata declinazione dell’essere alieno in una serie di sequenze gestite con grazia, dialoghi pacati e pieni di tenerezza, senza una suspense tipica del cinema contemporaneo. Ci affezioniamo semplicemente a quei personaggi che si fanno forza con i buoni sentimenti che li spingono ad aiutare una creatura che assomiglia loro molto più di quanto pensano, li seguiamo nel loro cammino misterioso nella foresta, ai margini della cultura e del mondo come normalmente lo intendiamo.

Breve historia del planeta verde

valutazione globale - 7

7

Una storia tenera, surreale e che fa sorridere

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Breve historia del planeta verde: giudizio in sintesi

Si tratta di un film molto particolare e a tratti difficile, costellato di scene surreali e oniriche, e che racconta la storia di un’amicizia di un gruppo di persone fragili, esposte alle ferite che il mondo esterno può causar loro, ma le quali si proteggono facendo forza sui loro buoni e sinceri sentimenti reciproci. Breve historia del planeta verde ricorda direttamente il modello di ET, ma si fa portavoce molto meno edulcorato ed hollywoodiano di un insieme di categorie sociali marginali, chiaramente non menzionate nel film di Spielberg. Ispiratosi al cinema di Tarkovski (e in particolare a Stalker) e di Antonioni, il film di Santiago Loza si presenta come una pellicola in grado di commuovere il pubblico con la fragilità sua e dei personaggi rappresentati.

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