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Johnny Depp in Arrivederci professore

Arrivederci professore: la recensione del film con Johnny Depp

Arrivederci professore, nuovo film di Wayne Roberts, è in sala dal 20 giugno. Presentato in anteprima allo Zurich Film Festival nell’ottobre 2018, il film ha per protagonista Jhonny Depp, insieme a Zoey Deutch, Rosemarie DeWitt e Daniel Sallis Huston.

Arrivederci professore: la sinossi

Johnny Depp in Arrivederci professore

Richard (Depp), professore di Letteratura al college, riceve una diagnosi che lo condanna a morte. Superato lo shock iniziale e preso atto della situazione, Richard decide di vivere fino in fondo il tempo che gli resta, superando convenzioni sociali, ipocrisie e buone maniere. Il difficile sarà dire addio alla moglie Veronica (DeWitt), sebbene il loro matrimonio paia compromesso, all’amico fraterno Peter ( Huston) e soprattutto alla figlia Claire ( Deutch).

Arrivederci professore: le nostre impressioni

Uno studio medico; una voce professionale e grave pronuncia con tatto la parola “cancro”; il paziente piegato su se stesso, gravato dalla notizia. Comincia in maniera molto asciutta ed essenziale il nuovo film di Wayne Roberts, ma si capisce presto che, almeno nella prima parte, il tono del film sarà un altro. Del resto, non si sceglierebbe un attore con le caratteristiche istrioniche di Depp se il film non prevedesse una buona dose di divertissement.

Johnny Depp in Arrivederci professore

Il professor Richard adesso sa che morirà nel breve giro di sei mesi. Non ha più tempo da perdere, ha delle decisioni da prendere: di sottoporsi alle cure non ha la minima intenzione; informare una moglie che lo tradisce lo ritiene quasi superfluo; mettere al corrente la figlia che ama lo ritiene troppo doloroso. Meglio cominciare con la richiesta di un anno sabbatico e col prendersi quelle libertà che non aveva mai avuto: cacciare dall’aula gli studenti più conformisti, i maniaci del voto, gli ottusi che non hanno mai letto un libro per il semplice piacere di farlo e soprattutto quelli che indossano i pantaloni da tuta (scena che ricorda, sebbene risulti meno efficace il “Fuori gli scacchisti; Fuori quelli che mangiano!” di Moretti in Sogni d’oro). Con gli studenti rimasti, gli eletti, potrà per la prima volta insegnare.

In questa prima parte il film risulta piacevole alla visione grazie esclusivamente alla verve di Depp, ormai veramente a suo agio solo in ruoli che gli consentano di esibirsi scimmiottando Jack Sparrow. Ma anche quando tenta di divertire, Arrivederci professore non strappa più di un sorriso e lascia in bocca un sapore di già visto: quando chiede ai suoi studenti – o a ciò che ne resta – di procurargli della marijuana, quando ammette di non essere capace di fare l’occhiolino a una cameriera gentile ma capacissimo di incontrarla per un rapporto fugace nei bagni del locale, quando abusa di psicofarmaci e alcol insieme alla moglie finendo scoperti dalla figlia e dalla fidanzata.

Johnny Depp in Arrivederci professore

In questo senso il film è stato costruito da Roberts usando alcuni gratuiti clichè: la moglie traditrice, il matrimonio in crisi, la figlia più responsabile del genitore, il professore che cerca di trasmettere il senso della vita ai suoi studenti. Ma sono tutti temi già visti e spesso rappresentati in modo migliore (inevitabile, guardando le scene delle cene in famiglia di Richard con moglie e figlia, non ripensare alla medesima scena, medesima inquadratura, medesima dinamica, presente in American Beauty) e che qui non vengono (per fortuna!) più approfonditi ma solo lasciati a mezz’aria a riempire il film.

Johnny Depp in Arrivederci professore

Perché in fin dei conti, c’è un’ unica idea alla base di Arrivederci professore, quella che la vita è una esperienza unica e che ogni attimo vada vissuto e celebrato al massimo livello. Richard lo ripete ai suoi studenti, lo ripete alla cena d’addio, lo ripete a sua figlia prima di lasciarla. Ed è proprio qui il punto: Richard lo ripete, e continua a farlo per tutto il film nonostante il concetto fosse stato abbondantemente sviscerato già dopo 20 minuti. Ma, se nella prima parte il messaggio è servito al pubblico col tono bonario della commedia, nella seconda parte lo stesso messaggio è veicolato con toni più seriosi e melodrammatici, risultando alla lunga vagamente moralistico. Di conseguenza viene l’ultima scena del film, dopo che Richard si è improvvisamente e miracolosamente riappacificato con la moglie. Perché tutto sommato – sembra suggerirci Roberts –  nonostante il disprezzo e i continui tradimenti, l’amore è più forte di tutto. E dopo aver detto addio alla figlia in una scena che vorrebbe commuovere ma risulta scarsamente efficace, è quanto di più didascalico si possa immaginare: la strada che stai percorrendo finisce, sta a te scegliere se girare a destra o a sinistra, ma Richard tira dritto, ed è forse l’unica azione dirompente di tutto il film.

Arrivederci professore

valutazione globale - 5

5

Film piatto e già visto

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Arrivederci professore: giudizio in sintesi

Johnny Depp in Arrivederci professore

Wayne Roberts ci regala un film poco originale; già dalla premessa era facilmente intuibile dove sarebbe andato a parare il film e purtroppo lo svolgimento non presenta nessuna sorpresa. Nella scelta degli attori, il cast pare strumentale alla presenza di Jhonny Depp, che costituisce l’unico motivo di curiosità, dal quale però ci si aspetta sempre la solita interpretazione sopra le righe ma che qui appare trattenuto e imbrigliato dalla banalità di una sceneggiatura che finisce per avvilirlo anche quando potrebbe dare il meglio. Andare a vedere questo film è in ogni caso un ottimo rimedio contro la calura delle serate estive.

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