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Apostolo Dan Stevens

Apostolo: recensione del film Netflix di Gareth Evans con Dan Stevens

La recensione di Apostolo, il film horror Netflix diretto dal regista Gareth Evans (The Raid) e interpretato da Dan Stevens.

Apostolo: la sinossi

Dan Stevens ApostoloInghilterra, 1905. Thomas Richardson (Dan Stevens) è un ex missionario in viaggio verso l’isola di Erisden al largo del Galles, dove la sorella Jennifer (Elen Rhys) è stata condotta dopo essere stata rapita dai fanatici di un culto pagano locale. La comunità era sta fondata dal sedicente Profeta Malcolm (Michael Sheen) assieme ai due compagni Quinn (Mark Lewis Jones) e Frank (Paul Higgins), che assieme a lui scoprirono una miracolosa fonte di terra fertile che rese possibile una vera e propria utopia. Per fare luce sulle sorti della congiunta oltre che per svelare l’origine del culto, Thomas deve infiltrarsi tra i coloni facendo sinistre scoperte mano a mano che si avvicinerà alla verità.

Apostolo: le nostre impressioni

Una scena di ApostoloDopo aver scritto e diretto i precedenti lavori in terra indonesiana (Merantau, The Raid: Redemption, The Raid: Berantal), il gallese Gareth Evans riprende il suo modello di eroe western solo in un territorio ostile contro forze soverchianti (come in un moderno La Sfida del Samurai di Kurosawa), e lo trasporta in un patria con un horror in costume dal sapore etnografico (nel segno del recente The Witch di Robert Eggers).

Lo scenario prescelto è infatti una plumbea e sinistra isola gallese, fotografata con colori gelidi e stinti come i fatiscenti edifici della corrottissima Giakarta vista in The Raid; il grigiore, interrotto da esplosioni momentanee di verde lussureggiante e rosso vermiglio, è la cromia ideale a rappresentare la miseria morale e la sterilità che affligge la comunità creata al di fuori del Regno e della Chiesa d’Inghilterra.

Lo svolgimento del racconto, come nel secondo capitolo di The Raid, viene finalizzato anche allo svelamento della vera natura del potere (qui nelle mani di un crudele leader religioso interpretato da un ottimo Michael Sheen, in un ruolo dotato di un compiuto arco narrativo), conoscibile portando l’utopica comunità pagana in uno stato di crisi tale da far vacillare la leadership.

Il gusto di Evans per il gore si ritrova anche in Apostolo (non mancano anche momenti di puro torture porn), a servizio del tema molto canonico del martirio come unica via per la catarsi.

Apostolo Dan StevensLa spiritualità, poi, è lo spunto che genera il conflitto interiore del protagonista, ateo convinto che deve infiltrarsi in una spietata comunità di fanatici, trovandosi a contatto di forze al di fuori della sua comprensione; ed è proprio l’elemento sovrannaturale il punto più debole del film, presentato in maniera poco approfondita, a cui va ad aggiungersi un’eccessiva durata, evidente in scene come quella dell’esecuzione.

Apostolo

Valutazione globale - 6

6

Horror in costume stratificato e dalla forte attualità

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Apostolo: giudizio in stintesi

Dan Stevens ApostoloApostolo è il lodevole tentativo di un regista dall’insolito curriculum (aveva firmato solo action indonesiani imbevuti d’arti marziali) di misurarsi con un genere, l’horror in costume, difficile. Il risultato è un un film dall’indubbio fascino, conferito dall’ambientazione e anche dalla convincente prova in primis di Dan Stevens (il suo Thomas è credibile come uomo segnato da un conflitto interiore, e sembra, nel dubbio, parente dei gesuiti di Silence di Scorsese), ma che contiene troppi elementi irrisolti, e una dilatazione del racconto non giustificata. Una maggiore incisività avrebbe giovato al risultato finale che comunque è una riuscita metafora nichilista dei nostri tempi senza Dio, che ci vedono protagonisti di una crescita senza sosta verso sterilità e carestie dove l’unico rimedio per preservare il mondo è l’apocalisse.

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About Giulio Mantia

Sono un immoderato consumatore di film improvvisatosi recensore amatoriale. Cerco di scrivere di cinema nei limiti delle mie conoscenze ed evitando di farla fuori dal vaso. Accetto volentieri critiche, osservazioni e confutazioni. Il mio film preferito è senza dubbio Dal Tramonto all'Alba di Rodriguez/Tarantino, un'allegra miscela di delirio e badassment che riesce sempre a rallegrarmi.

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