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Amiche di sangue – la recensione del film d’esordio di Cory Finley

L’agosto cinematografico italiano, nonostante la scarsità di proposte, parte forte con la dark comedy Amiche di Sangue, film d’esordio del giovane Cory Finley.

Amiche di sangue: sinossi

amiche di sangueÈ il racconto scarno e tagliente, scandito in sei capitoli, dell’evoluzione del malato rapporto d’amicizia tra due ricchissime giovani ragazze, dove una delle due, Lily (Anya Taylor-Joy), viene “ingaggiata” per dare sostegno sociale alla vecchia amica Amanda (Olivia Cooke), alienata e priva di amici, dopo che questa era stata sospesa dal liceo per il crudele abbattimento del suo cavallo.

Il legame tra le due, rappresentato come uno scambio dal sapore teatrale, le scaverà nel profondo, intellettualmente ed emotivamente, rendendole consapevoli di sé stesse.Il culmine di questo legame arriverà al terzo atto, dove le due ragazze saranno pronte per pianificare un delitto, assecondando così l’anima noir del film.

Amiche di sangue: le nostre impressioni

amiche di sangueLe purosangue del titolo originale sono le due protagoniste, esponenti di una generazione autodidatta priva di figure genitoriali di peso e dove l’unica formazione viene impartita dai contenuti non filtrati di internet (ad esempio è online che Amanda prende ispirazione per procedere all’abbattimento del suo cavallo). È un mondo dove sopravvive chi sa riconoscere la propria purezza, atto necessario per spezzare le redini e il controllo imposti dalle generazioni dei genitori, persone distanti e gentilmente ostili verso i propri figli, non avendo gli strumenti per comprenderli.

Nel suo essenzialissimo arco narrativo, Finley riesce a tessere con le due splendide protagoniste un pamphlet sullo stato d’animo di un’intera generazione viziata e accidiosa, relegata in un mondo asettico che solo un atto violento può scalfire e rimodellare. Tale senso di grigiore e vacuità è amplificato ancor di più dall’ambientazione principale del film, ossia la sfarzosa dimora di Lily, addobbata quasi fosse una Versailles in miniatura, con inquilini altrettanto vanesi e frivoli.

amiche di sangueSe c’erano bisogno di ulteriori conferme anche questa volta Anya-Taylor Joy si dimostra interprete ideale per il cinema genere d’ultima generazione, interpretando ancora una volta, dopo The Witch e Split, un personaggio in gabbia, destinato a rompere le proprie catene; Olivia Cooke invece è perfetta nel creare una coprotagonista del tutto complementare, atarassica e animata da puro cinismo. Il loro rapporto è costruito su dialoghi taglienti, che ci rende partecipi di un reciproco scavare all’interno delle rispettive psicologie, non nascondendo una evidente tensione sessuale.

La colonna sonora di Erik Friedlander pervade il film di un tessuto sonoro tribaleggiante, a sottolineare il sottotesto selvaggio celato in questo universo algido e tedioso. Neo del film è l’ultimo ruolo del compianto Anton Yelchin (commemorato doverosamente nei titoli di coda), in quanto il suo personaggio molto stoner non si lega efficacemente all’arco narrativo principale rendendosi del tutto censurabile.

Amiche di sangue

valutazione globale - 7

7

Una crudele black comedy

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Amiche di sangue: giudizio in sintesi

amiche di sangueAmiche di sangue è una freschissima commedia nera dall’impianto teatrale, arricchita dalle interpretazioni sublimi di due protagoniste del cinema americano di domani.

È un’opera che fa riflettere sulle conseguenze di internet come surrogato dell’autorità genitoriale, come vero e proprio mentore delle nuove generazioni; in futuro non è da escludere che Amiche di  Sangue possa essere studiato come emblema dello stato d’animo degli adolescenti nell’era del postinternet.

È un film che potrebbe arrivare più efficacemente ad un pubblico under 30, date le tematiche e le psicologie delle ragazze che sono molto più leggibile per la generazione dei c.d. millenials.

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