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American Animals

American Animals: recensione del film di Bart Layton al RomaFF13

C’era grande attesa alla festa del cinema di Roma per l’anteprima di American Animals del regista britannico Bart Layton. Una commedia biopic noir ambientata a Lexington, nel cuore del Mid-West americano.

American Animals: sinossi

American AnimalsQuattro brillanti studenti del college decidono di trafugare un antico testo custodito nella biblioteca della loro città. Tra genialità e follia, i giovani protagonisti ricordano gli eventi e l’epilogo della loro balorda avventura. Dopo aver scontato la pena carceraria, insieme a familiari e persone coinvolte nella vicenda, ricostruiscono i giorni che precedettero il furto ciascuno riportandone dei dettagli.

American Animals: il nostro giudizio

American AnimalsLontano dalla spettacolarizzazione delle produzioni Hollywoodiane, il regista inglese sceglie di strutturare il film come un documentario  con licenze artistiche, affiancando gli attori ai volti reali, per rendere la storia inequivocabile. Gli autori del furto, contattati mentre scontavano i 7 anni di condanna per furto e ricettazione, hanno collaborato al progetto attraverso scambi di lettere dal carcere e di persona, una volta rilasciati. Layton si imbatté nella storia del furto dei libri antichi su un giornale anni dopo l’avvenimento. Questo fatto di cronaca bizzarro – dichiara in un’intervista – gli sembrava già una sceneggiatura perfetta poiché conteneva tutti gli elementi per un film grottesco. Inaugurando un nuovo filone: stranger-than-fiction.

Prima dell’inizio del film si legge una citazione di Charles Darwin da suo libro L’Origine della Specie riguardante il Kentucky. Lo scienziato fa riferimento alle specie di volatili che si adattarono al buio delle caverne del Kentucky perdendo progressivamente le capacità visive. È questa la chiave di lettura dei tre personaggi che cercando di recuperare la vitalità persa nella loro vita provinciale, tentando in maniera goffa il colpo del secolo.

Divertenti riferimenti alla tecnologia dei primi anni 2000: le prime ricerche su internet, i telefoni cellulari analogici, e un ingenuo uso della posta elettronica. Sono questi gli elementi che fanno sorridere, coprendo la drammaticità degli eventi realmente accaduti. I ragazzi figli degli anni ’90, attingono un repertorio culturale alla fine del boom economico. Il loro è un desiderio dilagante di fare soldi facili, oltrepassando il confine della moralità, ma soprattutto compiere un’azione epica per lasciare il segno. Essere ricordati, esistere fuori dalle caverne del Kentucky.

American AnimalsMolto intriganti gli episodi raccontati in separata sede dai protagonisti Spencer Reinhard, Warren Lipka, Eric Borsuk e Chas Allen, che ricordano dettagli discordanti, fino a dubitare di cosa sia esattamente successo. I dialoghi tra i 4 ragazzi, i giovani attori Blake Jenner (Glee), Evan Peters (American Horror Story), Barry Keoghan e Jared Abrahamson, sono a volte assurti o comici. Sembrano usciti dai film di Quentin Tarantino – qui omaggiato con il chiaro richiamo a Le Iene nella scelta dei nomi per il colpo. Durare le scene del colpo, il film si fa più spettacolare con momenti di grande tensione, fino all’apice del pathos con l’epilogo drammatico della vicenda.

American Animals: giudizio in sintesi

American AnimalsBrillante prova per il documentarista Bart Layton che dopo il successo con il film documentario su Frédéric Bourdin: The Imposer (Sundance Film Festival, 2012), prosegue la sua esplorazione cinematografica miscelando crimine, dark commedy, dramma e biopic. Originale il modo di mescolare momenti di finzione a interviste reali, fino ad accavallare delle scene in cui attori e il protagonisti recitano fianco a fianco. Un film che fa ridere, ma che subito dopo mette a disagio per aver deriso drammi realmente accaduti. Molto accattivante la prima parte, quella più originale se vogliamo, con le realtà che si incrociano. Forse meno innovativo il finale, dove la regia volge al dramma, sia per gli attori che per i gli ex-galeotti, ma comunque un gran bel film da non perdere. Meravigliose infine le illustrazioni degli uccelli americani raccolti nel libro oggetto del furto, Birds of America di John James Audubon i cui dettagli che fanno sfondo ai titoli di coda.

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