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Presente Italiano: intervista al Direttore del Festival, Michele Galardini

Alla fine della prima serata del Festival cinematografico di Pistoia, Presente Italiano, abbiamo avuto occasione di fare una chiacchierata informale con il Direttore del Festival, Michele Galardini.

presente italiano bella e perdutaLa prima giornata è terminata con la proiezione del film Bella e Perduta, di Pietro Marcello con Sergio Vitolo, seguita da un veloce dibattito con il protagonista del film. La sala era piena e l’interesse del pubblico alta e, alla fine di tutto, ci siamo ritrovati a chiacchierare con il Direttore del Festival, in un locale pistoiese, mentre ci gustavamo una birra.

Il centro di Pistoia, città molto bella e piena di attrazioni, alla sera si anima di vita e colori e, in mezzo a questa ridda di suoni e immagini, con ancora negli occhi quanto visto durante il giorno, ci si sofferma a parlare di Presente Italiano.

D: Direttore, questa prima giornata è stata sicuramente un successo, le location di Presente Italiano erano affollate e si è visto grande interesse.

G: Sicuramente conta anche la location. Lo scorso anno eravamo al Globo che è un ottima location, ma sicuramente più dispersiva. Il teatro Bolognini ci ha consentito di avere un pubblico molto unito, ma, sì, possiamo dire che la partenza è stata accolta molto bene.

presente italiano michele galardiniD: Che differenze ha notato finora in questa seconda edizione, rispetto allo scorso anno che eravate all’esordio?

G: Siamo sicuramente più riconoscibili. Abbiamo acquisito maggiore visibilità anche grazie ad un maggior lavoro di promozione e di pubbliche relazioni, con i nostri media partner e anche grazie a collaborazioni importanti come il Festival dei Popoli. In città ci si accorge che Presente Italiano è in corso.

D: ha sollevato due temi importanti, quello delle collaborazioni e quello della città. Partiamo dal primo: la collaborazione col Festival dei Popoli è sicuramente di pregio. Pensate di portarla avanti anche con una vostra presenza a Firenze?

G: Sarebbe molto bello. Il Festival dei Popoli è un festival molto importante e con una storia significativa. Se loro ci ospitassero all’interno della loro manifestazione sarebbe un onore.

presente italiano lo disegnavano jeeg robotD: Ora la città. Ho notato che il Festival è “diffuso”, ossia non c’è solo una location principale, ma si svolge coinvolgendo diversi angoli di Pistoia. Ad esempio, l’iniziativa a Lo Spazio Diviadellospizio della mostra lo disegnavano Jeeg Robot, è un segno di coinvolgimento, oltre ad essere molto interessante.

G: Si, sicuramente con Lo Spazio Diviadellospizio c’è una collaborazione molto bella ed è importante coivolgere la città. Il mio sogno sarebbe di riuscire a portare tutta la gente qui fuori (e indica il vociante trambusto pistoiese) in sala o a seguire questo percorso che stiamo facendo.

D: Ecco, parliamo di percorso. Siete alla seconda edizione. Come vi immaginate alla decima? Avete dei progetti, volete caratterizzarvi “a tema” come fanno molti altri Festival?

G: Intanto dobbiamo arrivare alla terza, prima che alla decima (e ride). Però noi riteniamo di essere già caratterizzati, non sul genere cinematografico tout court, ma sulla nostra idea di cinema italiano di un certo tipo. Parliamo anche di commistione tra cinema e teatro, l’anno scorso abbiamo introdotto un ragionamento su Franco Scaldati, esponente di un tipo di teatro sperimentale, quest’anno abbiamo trattato Pulcinella, per i prossimi anni vogliamo approfondire argomenti simili.

D: quindi anche un po’ l’omaggio alla commedia Italiana che mettete in scena quest’anno rientra un po’ nel solco di una moderna commedia dell’arte?

G: Si, in un certo senso si potrebbe anche vedere così. Comunque abbiamo già delle sottosezioni, come Futuro Italiano, che in futuro potrebbero essere espanse.

presente italiano roberto cataniD: In sezioni del Festival vere e proprie, indipendenti?

G: Si, potrebbe essere un’idea, ma è tutto ancora da sviluppare, siamo ancora lontani dalla decima edizione (ride). Un ‘altra cosa che vorremmo fare è cercare di portare i nostri contenuti anche all’estero, cercando di diffondere certe tipicità del cinema italiano e portando nuovi spettatori e visitatori a Pistoia.

Alla fine di questa bella chiacchierata, la stanchezza inizia a farsi sentire, è stato un primo giorno intenso e ce ne sono ancora parecchi davanti.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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