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The Man in the High Castle: il trailer della seconda stagione

The Man in the High Castle (in italiano La svastica sul sole), serie basata sul romanzo di Philip K. Dick, in cui si racconta di un presente alternativo, nel quale gli Alleati hanno perso la seconda guerra mondiale e le potenze dell’Asse, anche se solo Germania e Giappone, si dividono il territorio degli Stati Uniti, nella sua prima stagione ha ricevuto un consenso quasi generale sia da parte della critica sia da parte del pubblico, per la sua minuziosa rappresentazione di un America nazista ed ha, inoltre, ricevuto due nomination agli Emmy, inclusa la miglior fotografia.

The Man in the High Castle, seconda stagione

the man in the high castleDurante il recente Comic-Con di New York, Amazon ha rilasciato un trailer della seconda stagione, nel quale si vede Jiliana Crain (Alexa Davalos) interrogata da un membro del Reich americano e dal capo delle SS naziste negli Stati Uniti, John Smith (Rufus Sewell). Si vede l’attrice consegnarsi nelle mani dei nazisti, cercando asilo politico, in fuga dagli Stati Pacifici dell’America (sotto controllo giapponese).

Prodotta (esucutivamente) da Ridley Scott e Frank Sponitz, la seconda stagione promette di aprire diveri mondi alternativi. Asilo politico, lealtà mutevole, il tradimento, sono solo alcuni dei grandi pilasti della nuova stagione che arriverà sugli “schermi” di Amazon alla fine di quest’anno.

David Zucker (produttore esecutivo) ha detto durante il panel dello show: “Non possiamo far muovere lo show verso nuovi territori in modo casuale. Dobbiamo essere profondamente assennati in quello che facciamo e farlo in modo ragionato.”

La seconda stagione di The Man in the High Castle verrà rilasciata da Amazon il 16 Dicembre.

Il trailer della seconda stagione

Qui potete trovare il trailer della seconda stagione che si conferma, sul solco della prima, una rivisitazione in chiave action del romanzo di Dick che era molto più minimalista, nella maggiorparte della sua trama, limitando il quadro di riferimento della storia a mero sfondo, mentre qui ha assunto molta più centralità e dinamicità.

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Fonte: Indiewire

About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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