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Spheres: un’incredibile esperienza di VR, vincitrice a Venezia 75

Già dall’anno scorso è stata inserita all’interno della Mostra d’arte cinematografica di Venezia una sezione collaterale nella quale vengono presentati lavori realizzati con la tecnologia della Virtual Reality, che anche quest’anno sono stati giudicati da una giuria apposita. Già l’anno scorso erano state sollevate perplessità su come giudicare questi innovativi prodotti artistici, ma erano stati comunque assegnati i premi alle bellissime esperienze virtuali di Eugene YK Chung (Arden’s Wake, riproposto anche quest’anno con una parte aggiunta), di Laurie Anderson (La camera insabbiata) e di Gina Kim (Bloodless).

Quest’anno la giuria era presieduta dalla regista danese Susanne Bier e composta da Alessandro Baricco e Clémence Poésy e ha assegnato i seguenti premi:

PREMIO MIGLIOR VR (STORIA IMMERSIVA) a:
SPHERES
di Eliza McNitt (USA, Francia)

PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR (PER CONTENUTO INTERATTIVO) a:
BUDDY VR
di Chuck Chae (Repubblica di Corea)

PREMIO MIGLIORE STORIA VR (PER CONTENUTO LINEARE) a:
L’ÎLE DES MORTS
di Benjamin Nuel (Francia)

Qui trovate l’elenco dei premi e dei vincitori di Venezia 75

Cos’è la Virtual Reality?

Si tratta di una ricostruzione e rappresentazione di una realtà che simula quella effettiva. Con i dispositivi tecnologici attuali è possibile utilizzare questo nuovo medium per raccontare storie con immagini realistiche (ricordiamo per esempio che una delle esperienze di Venezia 74 consisteva in un documentario sui ghiacciai della Groenlandia) sia con immagini d’animazioni o ricostruzioni digitali.

SpheresIl principio della realtà virtuale è l’immersione totale dello spettatore nell’esperienza proposta. Munito di visore (un casco o degli occhiali appositi collegati ad un dispositivo elettronico dotato di schermo) che priva la persona di un contatto visivo con l’ambiente circostante, lo spettatore ha a disposizione degli auricolari ed eventualmente anche dei guanti o joystick per interagire con la realtà simulata. A seconda del tipo di esperienza di realtà virtuale, infatti, lo spettatore è invitato a muoversi, muovere le mani, parlare e nella maggior parte dei casi può muoversi liberamente all’interno della realtà simulata, che si sviluppa a 360°. In altre parole, lo spettatore può guardare intorno a sé, in alto e in basso, senza mai uscire dalla realtà virtuale che ha scelto e con la possibilità di cambiare il suo punto di vista all’interno della storia e delle immagini.

Spheres: un’immersione nel cosmo e nei suoi suoni 

SpheresUna delle esperienze VR premiate quest’anno è stata Spheres, che abbiamo avuto modo di vedere, suddivisa in tre “capitoli”. Grazie a questa esperienza, lo spettatore veniva letteralmente trasportato nello spazio dalle immagini e dalla voce narrante (tra cui quella di Patti Smith), dove poteva “toccare con mano” i pianeti, osservare le loro orbite, i loro campi magnetici, i buchi neri, le galassie e tanto altro ancora. Ciò è ha sorpreso di più di questa esperienza è stata l’introduzione dei suoni in quello che, come ha raccontato Eliza McNitt, è il coro del cosmo: “Lo spazio non è silenzioso. Al contrario, è pieno di suono. Da migliaia di anni guardiamo le stelle per trovare il nostro posto nell’Universo, ma per la prima volta ascoltiamo la musica che esso produce. Spheres è un viaggio in tre capitoli alla scoperta delle canzoni nascoste dell’Universo”.

Una bellissima esperienza visiva e uditiva, affascinante e coinvolgente.

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