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Moonlight

Moonlight: Recensione del film d’apertura della Festa del Cinema di Roma

moonlight-trailer-e-poster-del-film-con-naomie-harris-e-andre-holland-2Titolo: Moonlight
Regia: Barry Jenkins,
Stati Uniti, 2016, 111’,

scritto da Barry Jenkins e  Tarell McCraney
Cast: Mahershala Ali, Naomie Harris, Trevante Rhodes, André Holland,
Casa di Produzione: A24 – Plan B Entertainment – Pastel Productions
Distribuito dalla: A24

Era presente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella alla Prima di Moonlight, il film di Barry Jenkins che ha aperto la XI edizione della Festa del Cimena di Roma, all’Auditorium Parco della Musica.

Moonlight, la trama

Liberamente adattato dalla piece teatrale di Tarell McCraney Moonlight Black Boys Look Blue, il film di Jenkins è uno studio di carattere in tre atti, che ci immerge in an Education dura di un ragazzo sulle torride e sensuali strade di Miami. Al chiaro di luna, i ragazzi di colore sono blu, recita il titolo. e, sotto la romantica luce della luna, un ragazzo di colore si rivela un po’ triste. Così nel corso di più di un decennio, questo ragazzo tranquillo sarà trascurato, maltrattato, inseguito, vittima di bullismo e ad un certo punto anche incarcerato, ma anche toccato da gesti inaspettati di gentilezza e generosità. Sperimenterà un potente momento proibito di risveglio sessuale che sarà improvvisamente e crudelmente soppresso ma poi rivisitato, anni più tardi, con pazienza e tenerezza infinita.

Moonlight, il giudizio

Chiron, il solitario ragazzino afro-americano che vediamo crescere sotto i nostri occhi in Moonlight, non parla molto. Eppure tutto di lui, la sua aria triste, gli occhi bassi, la sua postura cadente, il suo disagio visibile in presenza di altri, sembra esprimere un intero mondo di sentimenti. MoonlightQuesto film straordinariamente intimo, ben diretto da Barry Jenkins (che ha esordito con Medicine for Melancholy nel 2008 sul tema dell’identità razziale e sentimentale), funziona più o meno allo stesso modo. Nelle mani Jenkins, la cinepresa diventa il condotto per l’empatia umana, che rispetta il silenzio di Chiron e lo rimanda al publico per stimolare sentimenti contrastanti.

Moonlight racconta con premura e strazio una storia di crescita e maturazione ma, nonostante il plauso della comunità LGBT afro-americana, l’attualità dell’argomento gender fluid, e l’essere molto piaciuto dalla critica del Telluride e del Toronto International Film Festival, temo che difficilmente varcherà le porte delle nomination agli Oscar. Hollywood non è infatti ancora pronta per le trame socio-politiche sulle minoranze etniche.

Mi è piaciuta molto la scelta, non casuale, di far recitare le tre fasi della vita di Chiron a tre attori molto differenti tra loro, ma che esprimevano per ogni fase la “fisicità” perfetta per quel ruolo. MoonlightCon Alex R. Hibbert, Ashton Sanders e Trevante Rhodes, Chiron è un prima un bambino leggermente ricurvo, dal volto imbronciato e gli occhi da cerbiatto che cresce sotto l’ala protettiva della madre tossicodipendente e di un padre-putativo: lo spacciatore Juan (Mahershala Ali), che è anche il primo ad esprimere comprensione incondizionata per la sua confusa identità sessuale.

Al liceo si trasforma in un adolescente magro e gracile, facile vittima di bullismo dei suoi coetanei. Poi in un giovane adulto possente (Trevante Rhodes gareggiava nei campionati Pan Americani di Atletica Leggera come velocista prima di trasferirsi a Los Angeles), che ha scelto di vestire l’armatura del duro Juan, quella figura paterna che anni prima lo aveva “adottato”.

La complessa semplicità di Moonlight

A differenza di Mason Evans di Boyhood, Chiron ci fa vivere e contemplare non tre storie, ma tre stadi di una stessa vita in sviluppo. Moonlight è un film premuroso e straziante, ma anche sensuale e dolorosamente romantico. Non parla di “neri”, “gay” o “emarginati” ma di amore, sentimenti e crescita personale.

Interessante la scelta dei brani che accompagnano il film con picchi di rap/hip-hop alternati a brani di classica nei momenti di riflessione. Fino al “Hello Stranger” di Barbara Lewis durante l’incontro – molti anni dopo la loro proibita liaison – di Chiron con il suo primo e unico amore, Kevin.

“Al chiaro di luna, i ragazzi di colore sono blu…”

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