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Suspiria

Il remake di Suspiria di Luca Guadagnino a Venezia75 è un buco nell’acqua

Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il remake di Suspiria diretto da Luca Guadagnino con Tilda Swinton, Dakota Johnson e Chloe Grace Moretz.

Suspiria: la sinossi

SuspiriaNel 1977 Susie Bannon (Dakota Johnson), giovane ballerina americana dell’Ohio, si trasferisce a Berlino, città da lei sempre agognata, per prendere lezioni di danza contemporanea nella prestigiosa compagnia Markos Tanz Company diretta dall’algida coreografa Madame Blanc (Tilda Swinton, che compare anche in altri due ruoli). Susie verrà presto a conoscenza di oscuri segreti che si annidiano all’interno dell’accademia.

Suspiria: le nostre impressioni a Venezia75

C’era molta attesa, mista ad una quasi dovuta dose di scetticismo, nei confronti del remake del capolavoro di Dario Argento ad opera di Luca Guadagnino. Il regista siciliano di Chiamami col tuo nome ha avuto da sempre, fin da piccolo, l’ossessione di Suspiria, tanto da coltivare il progetto di riportarlo sul grande schermo per oltre 10 anni.

Guadagnino, rispetto all’originale, opera delle modifiche di base spostando il luogo d’ambientazione da Friburgo a Berlino, cambiando lo stile di danza insegnata dall’accademia (non più classica ma contemporanea) e aggiunge anche qualche personaggio in più, uno dei quali, il professor Jozef Klemperer, sarà fondamentale per il dipanarsi delle vicende.

SuspiriaIl Suspiria di Guadagnino ha l’ambizione di voler puntare in alto, forse fin più dei suoi evidenti limiti, nel raccontare una storia dove il Male alberga all’interno e all’esterno della scuola di danza. Le danzatrici sono tutte streghe, impegnate a risolvere degli oscuri conflitti interni, mentre al di fuori la Berlino di metà anni ’70 divisia dal muro è un coacervo di nuovi gruppi terroristici e nostalgici dell’epoca del nazismo.

L’inizio di Suspiria ci accompagna fin subito all’interno degli spazi angusti e claustrofobici della Markos Tanz Company dove si svolge gran parte del film. Nella prima abbondante ora si ha come l’impressione che nel film non succeda quasi niente e che Guadagnino, come al suo solito, sia più intento a mettere in mostra quasi esclusivamente i suoi formalismi estetici che, va detto, in alcune scene non sono affato male. Peccato poi che il film, lungo due insostenibili ore e mezzo, si impunti inutilmente nell’intento di rinnovare i canoni del genere horror, operazione effettuata (e riuscita pienamente, a differenza di questo film) proprio da Argento con il primo Suspiria.

Se il tema portante del film, detto in maniera grossolana, sono le varie sfaccettature del Male, Gudagnino cerca di intavolare anche una riflessione sulla figura femminile, che in questo film è al contempo madre e strega. E Suspiria, di presenze femminili, ne è praticamente costellato. Peccato che tutte le protagoniste siano personaggi tremendamente inconsistenti e trasparenti.

A detta del regista, Suspiria doveva essere un film da far sobbalzare la gente sulla poltrana del cinema. Fatto salvo qualche sbudellamento e contorsione demoniaca a passo di danza, il film fallisce miseramente anche in questo intento. Nel film di Guadagnino si salvano veramente poche cose, e tra queste c’è la bella e azzeccata colonna sonora di un grande artista come Thom Yorke, qui alle prese per la prima volta con la composizione di musiche per un film. Troppo poco per un progetto covato così a lungo da un regista che continua ad essere inspiegabilmente portato in palmo di mano da una larga fetta della critica internazionale.

Suspiria

Valutazione globale - 4.5

4.5

Un horror terrificante...ma non in quel senso

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Suspiria: curiosità da Venezia75

Folla delle grandi occasioni quest’oggi in conferenza stampa al Casinò del Lido per ascoltare le dichiarazioni di Luca Guadagnino e del cast composto da Tilda Swinton, Dakota Johnson e Chole Grace Moretz. A prendere per primo la parola è il regista siciliano che afferma come “in Suspiria ho messo in scena donne potenti, non vittime, una cosa che c’è in tutto il mio cinema dove vi è sempre complicità e piacere nell’indagare l’universo femminile.

SuspiriaGudagnino spiega anche la sua ossessione per l’originale di Dario Argento: “Avevo sei anni quando è uscito e mi ricordo l’atmosfera politica che si avverte chiaramente nel film di Argento, fatti come il rapimento di Moro e soprattutto la violenza che c’era nell’aria.

A chi gli chiede le differenze con il primo Suspiria, Guadagnino risponde così: “Il cinema è il figlio di chi lo fa. Quello di Dario brulicava di una tensione che era propria di quel periodo, noi abbiamo avuto la fortuna di farlo in modo più controllato che rispettasse maggiormente i nostri tempi.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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