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First Man

First Man: impressioni e commenti sul film di Chazelle a Venezia 75

First Man è il film di apertura della 75^ Mostra del Cinema di Venezia 2018. Il nuovo film di Damien Chazelle, regista Premio Oscar per La La Land, vede protagonista Ryan Gosling.

First Man: la sinossi

First Man segue la storia del più celebre astronauta di tutti i tempi, First ManNeil Armstrong, e delle vicende, personali e lavorative, che lo hanno portato ad essere il primo uomo a mettere piede sulla Luna.

First Man: le nostre impressioni da Venezia 75

Se qualcuno si fosse fatto fuorviare dalla trama in cui si parla di allunaggio e “corsa alla spazio” e si aspettasse il nuovo Gravity in salsa Chazelle rimarrebbe estremamente deluso. First Man è un biopic che sfrutta quasi tutti gli espedienti di genere e la storia dell’allunaggio e del lavoro dell’astronauta, pur avendo un ruolo di rilievo, non è assolutamente la protagonista del film, ma lascia spazio al racconto del Neil Armstrong uomo e della sua famiglia.

First ManL’idea di raccontare la storia di un personaggio entrato nell’immaginario collettivo attraverso le ripercussioni delle sue scelte sulla vita dei suoi cari è, seppur non molto originale, molto interessante. Da questo punto di vista è molto bella la scena col montaggio alternato in cui vediamo le vicissitudini di Neal Armstrong nello spazio in parallero con la vita di sua moglie Janet, interpretata da una splendida Claire Foy, intenta a mandare avanti la famiglia da sola, combattendo con l’ansia per le sorti del marito. Purtroppo lo spazio riservato a questo genere di situazioni ed al personaggio della moglie in particolare è piuttosto scarso mortificando la parte emotiva delle vicende narrate.

Dobbiamo dare adito a Chazelle di aver costruito un buon film che, grazie anche al ritmo delle inquadrature ed ai frequenti movimenti di camera, scorre molto bene dall’inizio alla fine e riesce a mantenere lo spettatore incollato allo schermo catapultandolo  letteralmente nello spazio insieme ai protagonisti. Dal punto di vista tecnico First Man si fa apprezzare per essere estremamente ben fatto e curato.

First Man

I personaggi sono generalmente credibili con una Claire Foy straordinaria che si fa notare per una forza interpretativa superiore agli altri sullo schermo. La monoespressività di Ryan Gosling, invece, pur essendo accettabile per rappresentare un personaggio granitico come Neil Armstrong, non riesce a far trasparire il tormento di un uomo che si trova a far i conti con uno straziante passato e con sfide mai affrontate da nessuno.

Totalmente fuori contesto sono invece le scene in cui si mostrano le proteste dei vari gruppi contrari alla “corsa allo spazio”, sia per motivi economici che razziali. Per quanto potessero essere un importante spunto di riflessione sono completamente avulse dalla trama principale e trattate troppo frettolosamente e superficialmente per rappresentare un dibattito interno al film.

First Man

Valutazione globale - 6.5

6.5

Biopic che pecca di originalità ed emotività

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First Man: dichiarazioni e curiosità da Venezia 75

First Man

Nel corso della conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia, Damien Chazelle ha spiegato come il suo First Man sia nato come un “documentario familiare”, per essere un tributo all’uomo che c’era dietro l’eroe Neil Armstrong.

La passione per la storia del regista statunitense, ereditata dalla madre, è stata importantissima per la realizzazione del film, in quanto gli ha permesso di studiare minuziosamente il contesto in cui le vicende si sono svolte. Per girare sono state utilizzate le tute originali della Nasa, con a corredo l’orologio in dotazione agli astronauti. Tutte le capsule spaziali sono state ricreate fidelmente agli originali.

Per Ryan Gosling la parte più difficile che ha dovuto affrontare nel corso del film è stato il dover far fronte alla sensazione di claustrofobia provata nelle scene girate all’interno delle capsule spaziali indossando la tuta da astronauta. La parte che l’ha soddisfatto maggiormente è stato il modo in cui è stato ritratto Neil Armstrong che, a suo modo di vedere, non deve essere visto come un “eroe americano” ma come un “eroe globale”

Enorme soddisfazione invece per Claire Foy per aver interpretato un personaggio con il quale ha avuto modo di confrontarsi anche di persona, farsi raccontare la storia e discusso insieme.

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About Mirko Ballone

Classe 1986, mi interesso a tutto quanto ruoti intorno alla comunicazione ed al raccontar storie. Mi appassiono giovanissimo alla fotografia e da lì alla settima arte il passo è breve. Rimango folgorato da Hitchcock, Kubrick, la Nuovelle Vague e dai grandi del cinema italiano; da allora non riesco più a fare a meno di sognare davanti ad un grande schermo. I viaggi, il cinema, le serie tv, i buoni libri e la buona tavola occupano la maggior parte della mia giornata, nei ritagli di tempo cerco di vivere.

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