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Arianna Fontana e Reinout Scholten van Aschat in Capri-revolution

Capri-revolution: una comune serie di stereotipi firmata da Mario Martone

Capri-revolution, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è un film di Mario Martone interpretato da Arianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat e Antonio Folletto.

Capri-revolution – Sinossi

Capri-revolutionAlla vigilia della Prima Guerra mondiale, la giovane capraia Lucia (Fontana) vive a Capri con la famiglia. Sulla stessa isola il carismatico Seybu (Scholten van Aschat) guida una comune giovanile, dove ragazzi di varia provenienza cercano ispirazione nell’arte e nuovi principi morali. L’incontro tra la giovane ed il mondo della comune non sarà semplice, complice lo spirito retrogrado dell’isola ed un medico (Folletto), al quale le sorti di Lucia stanno parecchio a cuore.

Capri-revolution – Le impressioni da Venezia 75

Martone torna al cinema a distanza di quattro anni da Il giovane favoloso, scegliendo nuovamente un’ambientazione ed una storia italiane. Purtroppo, nonostante la vicenda sembri offrire spunti interessanti e tematiche coinvolgenti, il risultato è al di sotto delle aspettative.

L’ossatura di Capri-revolution non potrebbe essere più chiara ed esplicita, conseguenza della scelta registica di contrapporre un mondo retrivo (fatto di pastori per lo più ignoranti e maschilisti) ad una comune che vive la propria rivoluzione all’insegna della natura, delle danze e della musica. Ma la forza – tutta potenziale – della trama lascia presto il passo alla prevedibilità ed alla banalità dei dialoghi, lasciando intravvedere la pochezza di una contrapposizione quasi ideologica già chiara ed irriducibilmente sancita dopo pochissimi scambi. Il contrasto tra le opposte ragioni si consuma sulla capraia Lucia, che funge da vero e proprio campo di battaglia. Da un lato, ella patisce le opprimenti tradizioni culturali e familiari, e la sua figura si limita ad abbozzare una sorta di proto-femminismo; dall’altro, la giovane desidera vivere il proprio “’68” sperimentando sul suo corpo ogni forma di ribellione ai valori della comunità.

Capri-revolutionLa figura del dottore, foriero di una sua propria visione del mondo, di propri valori e credenze, non fa che aggiungere ovvietà ed approssimazione ad una sceneggiatura che annaspa vistosamente. Mera maschera senza profondità, egli partecipa alla farsa dialettica introducendovi il contrasto tra fede e ragione, tra materia e vibrazione spirituale. Col risultato di mescolare ancor di più le carte, lasciando incerto lo spettatore sul reale nocciolo della vicenda filmica.

Se le tematiche sono trattate in maniera assai grossolana, e con contorni eccessivamente stereotipati che portano i protagonisti alle soglie della macchietta, nemmeno il ritmo salva Capri-revolution, che si dipana senza mai offrire un significativo colpo di scena. Lo sviluppo dei personaggi, dal canto suo, ha dell’incredibile. Ci si stupisce nell’indovinare con tanta chiarezza quali saranno certi comportamenti dei protagonisti, così come sbalordisce che una ragazza analfabeta possa in pochissimo tempo parlare – e comprendere – l’inglese.

La prova della protagonista, Arianna Fontana, è sufficiente. Molto deludenti, invece, le interpretazioni di Reinout Scholten van Aschat e Antonio Folletto. Il primo imprime al suo volto un’espressione algida inspiegabile, irritante quanto la sua (del tutto presunta ed infondata) sapienza. Il secondo, invece, non riesce mai a trasmettere un briciolo di emozione, risultando meccanico e monocorde.

In questo quadro piuttosto deludente, la fotografia di Capri-revolution non svela particolari spunti tecnici o soluzioni espressive, ma resta comunque tra le note migliori di una pellicola che ha almeno il pregio di mostrare parecchi scorci suggestivi dell’isola, ritratti con colori intensi e vividi.

Capri-revolution

valutazione globale - 5

5

Approssimativo

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Capri-revolution: Dichiarazioni e curiosità

Capri-revolutionA fornire lo spunto alla storia di Capri-revolution c’è la figura di un pittore, Karl Diefenbach, che effettivamente fondò a Capri una comune attiva a partire dal 1900. Martone, tuttavia, ha dichiarato di essersi ispirato alla storia in maniera alquanto blanda, come dimostra la figura del protagonista. Si tratta infatti non già di un pittore, ma di un artista a tutto tondo, che si ispira vagamente ai principi del tedesco Joseph Beuys.

A colpire maggiormente, della personalità di Diefenbach, era soprattutto il tentativo di coniugare l’arte con una rivoluzione umana di più larga scala, nella quale il rapporto tra uomo e natura avrebbe dovuto essere il principio cardine.

Le riflessioni e gli spunti narrativi del film, secondo Martone, sono assolutamente centrali per il mondo contemporaneo, che è costretto a fare i conti con un progresso sempre più inesorabile e con una natura oggi più che mai centrale per la sopravvivenza umana. Ma nonostante ogni tematica, il vero cuore pulsante al centro della pellicola è e rimane comunque la vita di una donna, le sue scelte, le sue emozioni.

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About Vito Piazza

Tutto inizia con Jurassic Park, e il sogno di un bambino di voler "fare i film", senza sapere nemmeno cosa significasse. Col tempo la passione diventa patologica, colpa prevalentemente di Kubrick, Lynch, Haneke, Von Trier e decine di altri. E con la consapevolezza incrollabile che, come diceva il maestro: "Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato".

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