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The Marvelous Mrs. Maisel

The Marvelous Mrs. Maisel: 5 motivi per recuperare la serie tv Amazon

La produttrice di Una mamma per Amica (Gilmore Girls), Amy Sherman-Palladino ci regala un’altra esilarante figura di donna. La serie tv The Marvelous Mrs. Maisel (La fantastica signora Maisel) parla di una casalinga che vive alla fine degli anni ’50 a New York, che decide di dedicarsi alla “stand-up comedy” dopo che il suo matrimonio è andato a pezzi.

La tutt’altro-che-disperata Mrs Maisel dispensa comicità sul palcoscenico del piccolo teatro nel Greenwich Village, come dentro l’appartamento dell’upper east-side dove vive con la famiglia. Barcamenandosi nella vita tra senso del dovere e senso dell’umorismo, quando tutto va a rotoli, trova il lato comico nel cabaret. Commediante accidentale Miriam ‘Midge’ Maisel si ritrova ad avere un talento inusuale per le donne di quegli anni – non esattamente un’età d’oro per casalinghe più “brillanti” dei propri mariti.

Alla vigilia della nuova stagione di The Marvelous Mrs. Maisel, vi consigliamo di vedere (o rivedere) la prima stagione della serie tvdisponibile su Amazon Prime.

1. La comicità degli ebrei-neworkesi in The Marvelous Mrs. Maisel

The Marvelous Mrs. MaiselRachel Brosnahan è stata premiata ai Golden Globe come migliore attrice di nell’interpretare la commediante ebreo-americana Mrs Maisel. I dialoghi, la mimica, rimandano alle commedie di Woody Allen, Mel Brooks e Gene Wilder, fino all’irriverente Sacha Baron Choen. Midge si avvicina allo spettacolo assistendo il marito nel suo sogno di diventare un famoso commediante. Moglie e madre modello, ha una naturale propensione a quell’umorismo ebraico, disfattista e passive-aggressive in conflitto eterno tra senso di colpa e senso di superiorità. Intorno a lei anche particolari personaggi-stereotipi come la madre Rose (Marin Hinkle) dispensatrice di sensi di colpa e il padre Abe (Tony Shalhoub), accademico immerso nei libri o il suocero Moishe (Kevin Pollak) tutto preso dagli affari. Caricature popolari dell’ebreo di prima generazione che tutto il mondo ormai conosce.

2. Il mondo patinato della New York anni ‘50

Lo ammetto: ho molto amato i costumi e le scenografie di questa serie tv. Dai vestiti vintage Dior, agli accessori impeccabilmente abbinati, e quel rosso sulle unghie! La cura nei minimi dettagli delle ricostruzioni anni ’50 degli appartamenti borghesi, dove l’assistente d’ascensore in livrea accompagna signore ben vestite… Per non parlare dell’elegante reparto make-up del Grande Magazzino dove Midge troverà impiego. Tutta la serie grida: Tiffany! Anche chi non subisce il fascino del vintage patinato, non potrà che apprezzare la ricchezza dei dettagli. Un altro dettaglio scenico sono le sigarette (e il fumo) che sono qui onnipresenti. Ormai un lontano ricordo nelle serie contemporanee e politically correct.

3. Un “favoloso” soundtrack”

The Marvelous Mrs. MaiselThe Marvelous Mrs. Maisel è stata nominata migliore serie tv musicale o comica ai Golden Globes 2018. La musica che accompagna l’intera serie è la musica suonata nei locali fumosi del Greenwich village: a volte jazz sperimentale e più spesso caroselli anni ’50, le cui parole vanno di pari passo con le vicende. Addirittura Barbra Streisand – solitamente riluttante a prestare le sue canzoni – ha permesso di usare due dei suoi brani nella prima stagione. La Streisand ha dichiarato “meraviglioso” lo sforzo che cattura l’energia del Village in quegli anni, lei stessa – ricordiamo  – debuttò in un locale simile nel 1960. Ma non ci sono solo brani famosi, nella colonna sonora della serie sono presenti molte canzoni più oscure e di nicchia: delle vere chicche per intenditori. Ricordiamo brani come classico “Fever” di Peggy Lee, “It Ain’t What You Do” del sassofonista jazz Jimmie Lunceford o la brillante “Yakety Yak” dei The Coasters. Brani spesso ascoltati per intero che fanno sembrare alcuni episodi quasi un musical.

4.  Scorci di emancipazione di genere e razziale

Così come l’umorismo ebraico racconta la fondamentale mancanza di adattamento dell’ebreo alla società non ebraica, Midge non si adatta alla condizione di casalinga borghese. Quando finalmente si affranca dalla sua situazione di sottomessa accettando il divorzio e trovando un lavoro, le figure femminili che la circondano appaiono d’un tratto ridicole e obsolete. Tra battute e leggerezza, la serie si arricchisce di figure contrastanti come note stridule in una composizione patinata. Fanno capolino, tra i personaggi vicini a Mrs Meisel, una manager trans-gender, jazzisti afro-americani che rivendicano la propria musica, e artisti avant garde.

5.  I difficili ostacoli delle commedie al femminile

The Marvelous Mrs. MaiselCome sostiene la creatrice Amy Sherman-Palladino, le donne di successo nella commedia sono sempre state considerate un genere di “nicchia” o grottesche. Per ogni 100 attori divertenti c’è a malapena una Licille Belle o una Joan Rivers. Quando sul palcoscenico gli uomini si lamentano delle loro relazioni, o della loro famiglia, non è mai considerato “umorismo maschile” o sfoghi ormonali. Anche sul palcoscenico del cabaret amatoriale, la Fantastica Signora Maisel si scontra con colleghi che storcono il naso quando parla di sesso o le chiedono di far loro da “spalla”. In questa realtà di uomini, Midge inciampa, barcolla ma la sua ascesa è inarrestabile. Va avanti solo grazie a Susie (Alex Borstein) la barman del cabaret dove si esibisce per caso. Solo Susie, che al contrario di Midge veste male e vive sola in una stamberga, riconosce il suo potenziale e la incalza.

Sono davvero curiosa di vedere come reagirà la sua famiglia quando la doppia vita della donna verrà scoperta. Come proseguirà la sua carriera in quegli anni ancora troppo lontani dalla rivoluzione sessuale – e di genere.

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